Malesia, il festival del sesso sfida le autorità

“Dio odia i gay”: l’omofobia islamista alla sbarra a Derby
Alan Jones, un coming out senza l’etichetta di “artista gay”

MOVIMENTO In Malesia qualcosa si muove. Nel momento in cui le organizzazioni per i diritti umani hanno lanciato una campagna contro leggi omofobiche che le autorità a maggioranza musulmana vorrebbero varare, e dopo il giudizio sul leader dell’opposizione Anwar Ibrahim, assolto dall’accusa di sodomia di un collaboratore, gli organizzatori del festival “Sexual Independence” che viene proposto annualmente dal 2008 nel Paese, ma che l’anno scorso era stato vietato dalla polizia, sono tornati alla carica. Con una denuncia di incostituzionalità del divieto delle forze dell’ordine, i promotori del festival sfidano le autorità ad un giudizio, e il tribunale si pronuncerà il prossimo 21 febbraio. E la decisione è molto attesa, dopo che l’assoluzione di Ibrahim è stata motivata dall’Alta corte per l’arcaicità delle leggi anti-sodomia e l’intrusività delle medesime nella privacy delle persone (KTar).

MOI L’omofobia islamista può prendere piede anche in Europa, magari aiutata dall’islamofobia di certi omosessuali (Il grande colibrì). E così a Derby, in Inghilterra, cinque uomini dovranno essere processati per aver diffuso volantini di odio omofobico, con slogan molto pesanti come “Cambia o brucerai“, “Dio aborrisce i gay” o “Gay oggi, pedofili domani?” ed immagini di esecuzioni di omosessuali. I cinque, arrestati dopo una serie di circostanziate denunce, rischiano fino a sette anni di carcere (The Telegraph).

CULTURA L’interprete radiofonico conservatore Alan Jones, che è al momento alle prese con il ruolo del presidente Roosvelt nello spettacolo di prossima uscita “Annie”, ha parlato per la prima volta apertamente della propria omosessualità. L’attore non ha risparmiato frecciate al proprio ambiente ipocrita, spiegando che “tutti ti dicono che la sessualità non è un problema, il genere non è un problema, e appena qualcuno ha il coraggio di affermare la propria omosessualità, ti catalogano come artista gay“, spiegando come questo non aiuta una persona ad affrontare le proprie difficoltà e le proprie insicurezze (Gay News Network).

 

Michele
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