In Pakistan nessuno accoglie la nazionale femminile

nazionale pachistana di cricket femminile
La nazionale femminile pachistana di cricket

“Nessun benvenuto e nessun trasporto per il ritorno in Pakistan della squadra di cricket femminile” titola The Nation sopra una fotografia che sta facendo discutere tutto il paese. Lunedì scorso, il 17 luglio, la nazionale di cricket femminile pachistana è tornata dall’Inghilterra dopo le gare della coppa del mondo, in cui purtroppo ha perso tutte e 7 le partite disputate. Ma all’arrivo in aeroporto nessuno è andato a darle il benvenuto, neppure un rappresentante ufficiale del Pakistan Cricket Board (PCB), la federazione nazionale. E neppure un pulmino. In un video diventato virale sui social network, vediamo una giocatrice, Nashra Sandhu, che addirittura è accompagnata dal padre e da una parente su un motorino.

Sessismo e sport

Sui social network ci sono state tante critiche. Alcune persone hanno scritto: “Meglio che nessuno sia venuto a prenderle, tanto hanno perso tutte e 7 le partite”. Invece altri hanno criticato il PCB per la mancanza di rispetto nei confronti delle atlete e hanno detto che è una vergogna che le donne non siano state trattate al pari degli uomini, facendo differenze anche nello sport: un mese fa la squadra di cricket maschile è stata accolta con grandi onori e con un festeggiamento durato tre giorni interi. È vero che gli uomini tornavano dall’Inghilterra dopo aver vinto il prestigioso torneo internazionale ICC Champions Trophy, ma se non avessero vinto non sarebbero stati abbandonati e comunque probabilmente avrebbero ricevuto più incoraggiamento di quello avuto dalla nazionale femminile, che pure ne avrebbe bisogno.

Shaharyar M Khan, presidente del Pakistan Cricket Board, si è molto arrabbiato con lo staff dirigenziale della squadra femminile e ha chiesto indagini su questo comportamento perlomeno non molto serio.

Un padre liberale

Ma al di là di queste osservazioni tristi, le immagini di Nashra Sandhu dimostrano una cosa: non tutti gli uomini musulmani con una lunga barba bianca e con vestiti tradizionali sono contro la libertà delle donne. Il padre della giocatrice, che è andato a prendere la figlia all’aeroporto in motorino, deve essere un uomo credente, ma liberale e laico, o almeno tollerante, che non ha problemi con il fatto che la figlia vada in giro senza velo e vestita in abiti non tradizionali, che giochi a cricket e che viaggi all’estero. Inoltre, si tratta di una famiglia del ceto medio: se il padre fosse stato ricco, sarebbe andato a prenderla in automobile.

 

Wajahat Abbas Kazmi
©2017 Il Grande Colibrì

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