Indonesia: censure e retate contro gay, lesbiche e trans

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L'Indonesia censura Tumblr per i suoi contenuti gay

Il peggioramento della situazione per le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) in Indonesia non accenna a fermarsi. Giorno dopo giorno si moltiplicano, a volte con risultati surreali per chi guarda la situazione dall’estero, le scuse per attaccare le persone con un orientamento sessuale “non regolare” o con un’identità di genere “non conforme”. Il paese con la più grande comunità musulmana del mondo sembra entrato in una spirale moralista che era nettamente minoritaria fino a pochi anni fa.

Censure politiche e sociali

Martedì scorso il governo ha bloccato Tumblr, una piattaforma che ospita blog e raccolte di immagini, perché almeno 360 blog ospitati (circa l’1% del totale) avevano contenuti pornografici. Il ministro della tecnologia e dell’informazione ha spiegato di aver chiesto a Tumblr di rimuovere i contenuti pornografici entro 48 ore e, poiché la piattaforma americana non ha dato risposta, il governo è intervenuto bloccandone la diffusione dell’intero sito nel paese. I contenuti torneranno ad essere visibili appena Tumblr dovesse procedere all’epurazione richiesta dalle autorità.

Mercoledì scorso, poi, un gruppo di vigilantes allertato da alcuni vicini di casa, ha fatto irruzione in una pensione, dove una coppia di uomini stava consumando un rapporto sessuale o, secondo alcune testimonianze, si stava semplicemente abbracciando. Consegnati alla polizia, i due uomini sono sotto accusa anche se non c’è alcun capo d’imputazione a loro carico: l’omosessualità non è reato nel paese, anche se una legge per criminalizzare i rapporti tra persone dello stesso sesso è ai suoi primi passi in parlamento. Non essendo comunque punibili, la coppia è stata invitata a corsi di preghiera riabilitativa e di conformità sociale presso i servizi sociali di Giacarta.

Gli abusi delle forze di polizia

Lo stesso giorno è stata resa pubblica la notizia che la richiesta di rilascio dai servizi sociali obbligatori di Neneng, una ragazza transgender di Giacarta, era stata deliberatamente ignorata dall’ufficiale di polizia. Era stata la madre stessa della giovane a inoltrare la richiesta, in quanto erano presenti i requisiti necessari per il rilascio della figlia, che era stata arrestata mentre beveva un caffè in un piccolo chiosco di Cengkareng. Secondo Irwansyah Alam, capo del sottodistretto di Duri Kosambi, qualche giorno in più di servizi sociali sarebbe servito come deterrente per la transessualità della ragazza. E il suo caso non sarebbe isolato se, come riferisce lo Star Observer, le linee guida dell’Agenzia sociale del paese sarebbero ora di fare retate di persone transgender per costringerle alla riabilitazione.

E sotto attacco è finita anche un’abitazione privata, teatro dell’irruzione della polizia municipale di Giacarta, che voleva sincerarsi non fosse la residenza di una coppia di lesbiche. Anche in questo caso gli agenti hanno citato alcuni residenti della zona, che “si sentono a disagio e irrequieti perché questo modo di vivere non è conforme alle norme che esistono nella nostra società”, come riportato dal vice commissario di Depok (città satellite della capitale, dov’è situata la casa delle due donne), Yayan Arianto.

Michele
©2018 Il Grande Colibrì

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