Nigeria al voto, sfidanti si accusano: “Sei gay-friendly”

In un recente viaggio nel Regno Unito, Muhammadu Buhari, ex generale, musulmano conservatore e candidato alla presidenza della Nigeria per il partito di opposizione All Progressives Congress (Congresso di tutti i progressisti; APC), avrebbe ricevuto questa proposta da quattro governi occidentali: “Sei sei pronto ad appoggiare una legge che introduca i matrimoni tra persone dello stesso sesso e ad abrogare le leggi contro gli omosessuali, in cambio noi ti forniremo appoggio, aiuti e finanziamenti, all’inizio di nascosto e poi, al momento opportuno, alla luce del sole“. E Buhari avrebbe promesso di prendere in considerazione l’offerta. Questo almeno è quello che sostiene il suo rivale alle elezioni del 28 marzo, il presidente uscente Goodluck Jonathan, politico cristiano a capo del People’s Democratic Party (Partito Democratico Popolare; PDP), attraverso il proprio portavoce (premiumtimesng.com).

Buhari sta davvero pensando di introdurre le nozze gay “nonostante la stragrande maggioranza dei nigeriani ritenga i matrimoni tra persone dello stesso sesso e, a dirla tutta, l’omosessualità ripugnanti e inaccettabili“, per usare le parole scandalizzate del portavoce di Jonathan? Per Comrade Olayemi Success, coordinatore della Rete dei volontari per Buhari, la notizia è assolutamente “ridicola e irragionevole“: “un uomo rispettabile come il generale Buhari, alla sua età e nella sua posizione“, non si abbasserebbe a tanto, replica l’uomo, profondamente indignato. E rilancia: l’omosessualità si confà più agli avversari, che sono “prodotti di sistemi corrotti e anti-patriottici“, come dimostra anche il fatto che abbiano studiato all’estero (informationng.com).

Insinuazioni sull’altrui orientamento sessuale a parte, non si può fare altro che credere a Success: le accuse di Jonathan non hanno nessuna credibilità, anche perché le diplomazie occidentali non solo si sono dimostrate molto tolleranti con l’intolleranza delle leggi nigeriane (ilgrandecolibri.com), ma comunque non pretenderebbero di passare di punto in bianco dalla criminalizzazione dell’omosessualità all’approvazione delle nozze tra persone dello stesso sesso. E allora perché il presidente uscente racconta frottole costruite così male? Crede davvero di poter distrarre l’elettorato dai propri disastrosi fallimenti in campo economico e nella lotta contro il gruppo terroristico Boko Haram con frottole così evidenti?

Sì, ci crede davvero. E non ha tutti i torti. Infatti in molti abboccheranno a queste bugie grossolane: da una parte i potenti media legati al presidente presentano l’evidente bufala come verità indiscussa e già provano a fare il lavaggio del cervello al pubblico sul pericolo di un paese svenduto ai sodomiti, dall’altra ci si mettono anche alcune autorità religiose, che già da tempo denunciano assurdi complotti di governi stranieri e omosessuali per prendere il controllo della Nigeria. Il vescovo cattolico Emmanuel Badejo sostiene, ad esempio, che se Boko Haram non è stata ancora sconfitta è solo perché Obama si sarebbe ufficialmente rifiutato di aiutare la Nigeria finché questa non approverà omosessualità ed aborto (aleteia.org) – e pensare che la Chiesa cattolica, nel paese, è una delle più moderate e affidabili…

Insomma, mentre il nord-est del paese è piegato dalle stragi di Boko Haram, dalle violenze indiscriminate dell’esercito nigeriano, dalla rapacità dei politici locali e dall’indifferenza di quelli nazionali, la campagna elettorale per la presidenza è una sciocca gara a chi la spara più grossa per nascondere sotto il tappeto gli scheletri del passato e del presente (Jonathan è un presidente corrotto e incompetente, Buhari è implicato in gravissime storie di morti e violazioni dei diritti umani). Così, mentre i suoi comandanti litigano sul cubetto di ghiaccio immaginario dei matrimoni omosessuali imposti dall’Occidente, la Nigeria, prima economia africana, veleggia imponente verso un iceberg sempre più vicino.

 

Pier
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