Kuwait, polizia sotto accusa per la violenza a 40 trans

Nozze gay, Londra frena. E se la sorpresa arriva da Cuba?
Dalla girl scout a Miss Inghilterra, porte aperte alle trans
Le associazioni LGBTQ* dell’Africa del sud in conferenza
Nuovi studi sul contagio da HIV: un recettore ci salverà?

MOI Un vergognoso succedersi di episodi di violenza e discriminazione ai danni di donne transgender è documentato in un rapporto di 63 pagine. I fatti sono accaduti in Kuwait e la documentazione mette in luce come la polizia abbia abusato e umiliato un gruppo di almeno 40 donne trans, approfittando di una normativa che garantisce la sostanziale impunità per chi si rende responsabile di atti del genere (Human Rights Watch). Del resto purtroppo l’omofobia trova spesso troppe giustificazioni, come in Malesia, dove Mahfodz Mohamed, vice capo del partito islamico PAS di Johor Baru, ha giustificato le leggi contro gli omosessuali, i quali rappresentano “una condizione innaturale“, e ha chiesto che tali leggi siano preservate (New Straits Times). E com’era prevedibile – intanto – l’autodifesa di uno dei cinque arrestati per aver distribuito volantini omofobici nella cittadina inglese di Derby al Pride del 2010 (Il grande colibrì) si appella al Corano per giustificare la sua intolleranza islamista. Kabir Ahmed, ammettendo la sua partecipazione alla distribuzione, sostiene infatti che il cartello con la scritta “Pena di morte?” sia in linea con quanto un buon musulmano dovrebbe fare, per migliorare non solo se stesso ma anche la società in cui vive (BBCsegui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

MONDO Mentre arriva puntuale la smentita che Nicholas Sarkozy voglia proporre i matrimoni omosessuali (Le Monde), come aveva annunciato nei giorni scorsi il quotidiano Libération (Il grande colibrì), anche in Gran Bretagna il riconoscimento delle nozze gay rischia di insabbiarsi ancor prima che Cameron riesca a proporre il percorso parlamentare. Sembra infatti che i parlamentari conservatori si stiano organizzando per boicottare la proposta, anche se un pezzo dell’attuale maggioranza (l’ala liberale) è fortemente favorevole (The Indipendent). Ma se l’Europa sembra fermarsi al palo, inaspettatamente la questione – sia pure come unioni civili per il momento – arriva sui banchi parlamentari di Cuba, dove verrà discussa nel corso dell’anno. Già da qualche anno il paese caraibico sta aprendosi lentamente alla tolleranza verso l’omosessualità, ma la proposta del ministro della giustizia María Esther Reus arriva decisamente più presto di quanto si osava sperare (AFP).

CRONACA Che succede se un bambino vuole entrare nei boy scout? Va da sé che ci entra, nel gruppo dei lupetti. Ma se il ragazzo in questione si sente femmina, che si fa? E’ un problema che il movimento del Colorado ha dovuto affrontare grazie ad un fanciullo che, proprio nell’anno del centenario degli scout dello stato americano, si è iscritto al gruppo femminile, scatenando ovviamente levate di scudi, ma anche molte prese di posizione favorevoli. Rachelle Trujillo, vice presidente degli Scout del Colorado ha infatti affermato: “Se un bambino si sente una ragazza, va bene per noi. Noi non richiediamo nessuna prova di genere” (Austin Culture Map). A diciott’anni e nel vecchio continente, invece, si candida per la prima volta a Miss Inghilterra un’adolescente transgender: operata a 16 anni, Jackie Green è al momento in testa nelle votazioni, e chissà che non ce la faccia a stupire il mondo… (Pink News).

MOVIMENTO L’ARASA (movimento che riunisce i gruppi dell’Africa meridionale in difesa dei diritti umani) ha organizzato per i primi giorni di questa settimana a Pretoria una conferenza per discutere delle problematiche LGBT con interventi di attivisti da Botswana, Namibia, Zimbabwe, Lesotho, Mozambico, Zambia, Malawi, Tanzania e Sudafrica. Tra gli obiettivi della conferenza il confronto delle diverse esperienze nei singoli stati e la condivisione delle capacità organizzative e materiali che possano aiutare a colmare il divario di conoscenze e attività tra le varie realtà (Behind the mask).

SESSUALITA’ A pochi giorni dalla notizia che comincia a profilarsi il vaccino preventivo per il virus HIV (Il grande colibrì), un nuovo studio pubblicato sul Journal of Immunology evidenzia che un fattore genetico aiuta a proteggere dal virus alcuni soggetti che pure hanno una forte tendenza ad esporsi al rischio di contagio. Il recettore TLR3, che opera nel sistema immunitario umano, riesce infatti ad offrire una risposta molto più potente e immediata al virus: per questo si studierà se e come integrarlo per un nuovo modello di immunoterapia contro il contagio.

 

Michele
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