Leggi, scout e pellegrinaggi: riforme pro-trans in Pakistan

gruppo di hijra transgender indopachistane
Un gruppo di hijra, trans del subcontinente indiano

Per la comunità trans pachistana, che da tempo sta ottenendo importanti vittorie nel riconoscimento dei propri diritti, questo febbraio è stato un mese particolarmente ricco di conquiste: nonostante un clima sociale ostile e le violenze frequenti, le aperture nei confronti della comunità si susseguono senza sosta.

Passi in avanti

Si è iniziato il 9 febbraio con l’approvazione da parte di una commissione parlamentare di una nuova legge di protezione dei diritti delle persone transgender, che ha introdotto la possibilità di vedersi riconoscere la propria identità di genere senza la necessità di ottenere il beneplacito da parte di una commissione medica. La riforma ha avuto l’importante sostegno del Council of Islamic Ideology (Consiglio ideologico islamico; CII), il cui presidente, Qibla Ayaz, ha ribadito che l’identità sessuale è determinata solo da come una persona si sente e si definisce, e non serve il giudizio favorevole di nessuno.

Un’altra apertura importante è arrivata dalla Pakistan Boy Scouts Association (Associazione dei boy scout pachistani; PBSA), che per la prima volta ha aperto le proprie porte a 40 ragazze e ragazzi trans. Il passo in avanti è particolarmente importante perché permette l’inclusione delle persone più giovani e sostiene le famiglie più accoglienti, come hanno ricordato tutte le principali associazioni che si occupano di transgenderismo nel paese.

Trans alla Mecca?

E quest’anno potrebbero essere proprio una dozzina di boy scout le prime persone trans a diventare khuddamul hujjaj, cioè volontari che assistono i fedeli durante l’hajj, il pellegrinaggio alla Mecca, come ha annunciato la sezione del PBSA del Sindh, la provincia più meridionale del Pakistan. L’associazione ha deciso di compiere questa scelta fortemente simbolica, che però dovrà ancora affrontare l’approvazione del Ministero degli affari religiosi e soprattutto superare il vaglio delle autorità saudite. Considerando i problemi sorti a dicembre per il pellegrinaggio delle persone pachistane la cui transessualità è certificata sul passaporto, potrebbe essere uno scoglio difficile da superare.

Pier
©2018 Il Grande Colibrì

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