Ludovic e Qiyaam, tra matrimonio islamico e limbo

Liberia e Zimbabwe: più omofobia ma forse la via è aperta
Un appello dalle lesbiche africane contro le nuove leggi
La crociata dei grillini contro il Cassero: utili o socialità?

MOI Provengono dagli estremi opposti dell’Africa, ma l’amore li ha uniti: il nostro amico algerino Ludovic Lofti Mohamed Zahed, fondatore dell’associazione LGBTQ* musulmana francese HM2F, e il suo marito sudafricano Qiyaam, dopo essersi sposati civilmente in Sudafrica, hanno celebrato adesso un bellissimo matrimonio islamico in Francia (foto). “Dobbiamo rompere il tabù. L’Islam è un percorso, non un dogma” racconta Ludovic a VSD e con Il grande colibrì (per il quale ha anche scritto un articolo: leggi) ricorda la cerimonia, a cui sono state invitate le associazioni LGBTQ* cristiane ed ebraiche: “E’ stato davvero magnifico vedere tutti riuniti, c’era un’atmosfera straordinaria…“. Gli sposi hanno avuto la benedizione del padre di Ludovic, che, superata l’iniziale difficoltà ad accettare un figlio gay, oggi dice: “Dio può perdonare tutto, tranne il fatto di fare del male a qualcuno. Mio figlio a chi fa del male? Solo Dio lo può giudicare“. A creare problemi, paradossalmente, è lo stato francese, con un’assurdità giuridica: la Francia non riconosce il loro matrimonio se si tratta di garantire loro i diritti della coppia, ma li considera marito e marito per negare l’accesso al PACS. E così, in questo limbo insensato, Qiyaam non riesce ad ottenere il permesso di soggiorno che gli spetterebbe in quanto compagno di Ludovic… (per approfondire: Il grande colibrìsegui MOI Musulmani Omosessuali in Italia)

MONDO Tempi duri per i diritti degli omosessuali in Africa: non è certo una novità, ma a volte sembra che la situazione evolva a passo di gambero. In Liberia un senatore annuncia che verrà discussa una legge che renderà ancora più restrittive le norme anti-gay, anche se l’ex first lady Jewel Taylor nega che tra le sue proposte depositate in parlamento ci sia anche la pena di morte per chiunque sia sorpreso a compiere atti sessuali con una persona dello stesso genere (AP). E l’attivista pro-gay Archie Ponpon, che propone la legalizzazione del matrimonio omosessuale nel Paese, viene assediato dai dimostranti e salvato dalla polizia dopo un intervento ad una tv (allAfrica). Intanto nello Zimbabwe Mugabe cerca la rielezione attaccando i gay e i valori occidentali, accomunati in un sapiente mix religioso e populista (New Zimbabwe), ma il Paese va verso le elezioni con la ingombrante candidatura di Taurai Zhanje a Mister Gay World (iGC): il rappresentante dello Zimbabwe nella competizione è orgoglioso che la sua presenza possa agire come elemento di pressione perché i diritti gay vengano riconosciuti nel Paese e nel continente, anche se “abbiamo una lunghissima strada da percorrere” (The Zimbabwean).

MOVIMENTO E non è sempre detto che sia necessario partecipare ad un concorso per affermare i propri diritti o quantomeno cercare di evitare che la situazione non peggiori, come in Uganda. La Coalizione delle lesbiche africane (CAL) ha stilato un appello ad attivisti dei diritti umani in Africa e nel mondo, educatori, autorità religiose e professionisti perché si attivino affinché una nuova legge più dura per i gay (fin qui puniti con l’ergastolo), proposta nel 2009 e ora in discussione (iGC), non vada a colpire quei minimi diritti di vita delle persone omosessuali del Paese. La richiesta è di scrivere al Presidente Yoweri Museveni e a diversi ministri chiedendo di non colpire ulteriormente i diritti umani individuali, mentre al cardinale e ai vescovi ugandesi si chiede di non tacere mentre queste ingiustizie e discriminazioni vengono commesse (Têtu). Intanto l’associazione radicale Certi Diritti ha tradotto in swahili l’intervento di Hilary Clinton dello scorso 6 dicembre sulla centralità dei diritti omosessuali nell’azione delle Nazioni Unite: un’importante contributo, dato che lo swahili è parlato da circa 80 milioni di persone in Africa.

POLITICA Il circolo Arcigay Il Cassero di Bologna finisce al centro delle polemiche: a Marco Lisei, capogruppo del PdL felsineo, non va giù che l’associazione, pur registrando 160mila euro di utili e svolgendo anche attività commerciali, ottenga contributi comunali e abbia la bellissima sede in comodato d’uso. “Vorrei sapere se gli utili vengono usati per rifare l’impianto della discoteca o piuttosto per una delle loro attività sociali” dice Lisei. Il centrosinistra cittadino risponde sdegnato con il consigliere PD Benedetto Zacchiroli: “Il Cassero svolge un’opera di sussidiarietà a beneficio di tutta la città che altrimenti graverebbe sul Comune” (Corriere di Bologna). E nella polemica finisce anche il Movimento 5 Stelle, con la richiesta di destinare il 25% degli utili eccedenti i 100mila euro al Comune, magari per aiutare le associazioni senza scopo di lucro che “non hanno nemmeno una stanzetta dove potersi riunire” (Bologna Today).

In breve:
1) Non c’è solo San Pietroburgo a preoccupare nella scena gay dell’ex Urss: complice la chiesa ortodossa fortemente omofoba ed una depenalizzazione mai diventata reale (i Pride non sono mai stati autorizzati per motivi d’ordine pubblico), la Moldova si prepara a condannare l’omosessualità, su proposta del Partito comunista (360°).
2) Una frase “paradossale” ha attirato le ire dei movimenti gay contro Lucia Annunziata, rea di aver detto che avrebbe difeso Celentano “anche se avesse detto che i gay devono andare al campo di sterminio“. Naturalmente tutti pronti ad assolvere la giornalista, quand’ella ha promesso una partecipazione alla sua trasmissione… (l’Unità)
3) E’ stato inaugurato su YouTube un canale dedicato ai migranti LGBT, collegato all’attività dello Sportello IO – Immigrazioni ed Omosessualità di Arcigay. Già disponibili due filmati: un estratto intervista su omosessualità e richiesta d’asilo e una presentazione del libro fotografico Les Comdamnés di Philippe Castetbon.
4) Il video sulla “cura dei gay” realizzato negli Emirati Arabi Uniti, in cui si raccontava di un giovane effeminato spinto dagli amici a tornare “vero uomo” e intitolato ipocritamente “Be yourself” (iGC), è stato rimosso da YouTube, perché violava i termini di servizio, dopo le numerose proteste che lo segnalavano (The National).
5) Se i gay francesi mostrano simpatie per la destra (iGC), il razzismo omosessuale deve avere diffusione ben oltre la regione transalpina: lo scrittore Marten Weber osserva come la presunta integrazione etnica tra i gay sia ben lontana e si chiede addirittura se gli omosessuali non siano perfino più razzisti degli altri… (Huffington Post)

 

Michele e Pier
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1 commento

  • Che Allah vi accorda la Sua benedizione permanente! Che questa unione è benefica per voi due! Il matrimonio di Ludovic e di Qiyaam è una fonte di sollievo del male da pagare in questo mondo e come voi lo dite vengono da estremi d'Africa, solo peccato che tante sono cattive notizie in provenienza d'Africa, che loro unione è un buono presagio per l'insieme del nostro continente beneamato e tormentato.

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