Il coraggioso cammino degli attivisti LGBT in Algeria

La diffusione generalizzata di internet e l’arrivo della telefonia mobile hanno rivoluzionato la vita della gente in Algeria, come altrove. Per le persone LGBT questo è significato trovare un mezzo virtuale e anonimo per confrontarsi, condividere e incontrarsi. A metà degli anni Duemila le persone LGBT che volevano che le cose cambiassero in un paese che criminalizza l’omosessualità hanno iniziato a raggrupparsi e ad organizzarsi: sono stati creati gruppi di discussione, forum, associazioni. Nel 2007 alcuni militanti LGBT algerini hanno scelto una data per celebrare la propria giornata nazionale: così è nato TenTen. Da allora in poi il 10 ottobre di ogni anno è diventata l’occasione per dare una spinta alla militanza e per cercare di offrire più visibilità possibile alla comunità LGBT algerina all’interno di una società che la rifiuta. Nel 2014 si è festeggiata l’ottava edizione di TenTen.

L’atto simbolico principale della giornata è molto semplice: alle 20 si accende una candela a casa propria e poi si condivide la foto di questa candela sui social network. Anno dopo anno il numero delle foto di candele è diventato sempre più alto. Lo scopo dell’azione è ottenere visibilità riunendo quanti più algerini LGBT possibile intorno a questa causa, ma anche raccogliere il sostegno di tutti i simpatizzanti nel mondo intero. Questa azione, in altre parole, contribuisce a creare una dinamica e una cultura LGBT in Algeria che a sua volta alimenta il sentimento di essere legati ad una causa comune e l’affermazione di una volontà di un cambiamento che potrà prodursi solamente quando le persone LGBT algerine si saranno riunite e avranno deciso di rivendicare il fatto di essere cittadini con pieni diritti.

Dopo tre o quattro anni, hanno iniziato a parlare di TenTen non solo i media specializzati internazionali, ma anche i siti d’informazione nazionali e persino un giornale francofono a grande diffusione. Questo è stato un passo importante per la visibilità e per la divulgazione dei nostri temi, soprattutto se si tiene conto che la presenza di TenTen sul web ha permesso di comunicare con la fetta della popolazione connessa a internet. Questa comunicazione, come è facile prevedere, ha prodotto nella maggioranza dei casi risposte di rifiuto, di odio e di insulto contro le persone LGBT, soprattutto per colpa del contesto socio-culturale, dell’ignoranza e dalla paura di ciò che non si conosce.

Nel 2014, come nel 2013, tante fotografie di candele hanno illuminato TenTen attraverso i social network. I poster e i video promozionali legati all’evento contribuiscono molto a unire la comunità la sera del 10 ottobre.

Si è avviata una buona dinamica, ma la strada da fare è ancora tanta: dobbiamo spiegare alla società che una persona LGBT non è il cliché che ha in testa la gente, che l’omosessualità non è appena piombata sulla società algerina dopo essere stata importata dall’estero, che una persona LGBT non è contagiosa e non minaccia la sopravvivenza dell’umanità… In poche parole, dobbiamo spiegare alla società, proponendo buone argomentazioni, tutte queste cose e tante altre ancora per contribuire a cambiare pian piano le mentalità. Nonostante il fatto che la gran parte della società ci rifiuta, ci sono comunque persone che manifestano il loro sostegno e ce ne sono altre che almeno non ci condannano e non fanno appello all’odio: è una speranza alla quale bisogna aggrapparsi.

TenTen, insieme alle altre attività delle associazioni LGBT informali in Algeria e alla rete di militanti che si è creata sui social network, sono la chiave e la punta di diamante di una militanza che non aspetta altro che organizzarsi meglio per raggiungere quante più persone possibile. Il cambiamento è possibile, tocca a noi provocarlo!

 

Jack
Jack è membro dell’associazione Alouen

articolo tratto da El Shad‘, n. 1
traduzione di Pier
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