Bisi Alimi, l’attivista gay sfida la politica nigeriana

L'attivista nigeriano Bisi Alimi con suo marito

Bisi Alimi, un giovane gay nigeriano, ha annunciato il 19 novembre la sua decisione di entrare in politica. Residente a Londra, appena sposato con un uomo scozzese di nome Anthony, sarebbe il primo nigeriano gay a entrare in politica. Negli ultimi anni si è fatto conoscere come attivista dei diritti LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali) e per la lotta all’HIV sia in Nigeria che in ambito internazionale.

Negli ultimi due anni passati a maturare questa decidione, ha sentito la necessità di agire concretamente per cambiare la condizione dei cittadini nigeriani. Il grande problema, secondo lui, è rappresentato dalla classe dirigente e dalle associazioni ecclesiastiche che si stanno arricchendo alle spalle dei poveri, dimenticando la loro vera missone.

Il 23 novembre ha ripubblicato su Facebook lo stesso post dell’anno precedente in cui descriveva la situazione economica e sociale nigeriana per far capire che l’unica cosa che è cambiata è che l’80% dei nigeriani è ancora più povero di prima:

“È passato un anno da quando sono tornato in Nigeria la prima volta dopo 8 anni. Ho scritto questo pezzo su Facebook un anno fa e la sola cosa che è cambiata è la dura situazione economica in cui si sono venuti a trovare oltre l’80% dei nigeriani in questo momento. I poveri sono diventati più poveri. L’indifferenza della classe politica è preoccupante e le organizzazioni religiose stanno abbandonando i loro doveri nei confronti dei poveri per arricchirsi. Questa è la ragione per cui entrerò in politica: il cambiamento non si ottiene pregando, ma imponendolo. Questo non sarà un cambiamento come i precedenti. No, non sarà tutto come al solito. Questo sarà un cambiamento guidato dall’audacia della speranza”.

Intanto attraverso Twitter invita coloro che sono dalla sua parte a non tacere di fronte alla violenza e alle minacce. Alimi si riferisce all’enorme quantità di minacce che sta ricevendo, a seguito della sua decisione, per il solo fatto di essere gay: sono minacce forti, minacce di morte dirette a lui e a tutti i suoi amici omosessuali, morte che annunciano lo colpirà appena entrerà in Nigeria. Il Nigerian Newspapers Today ha raccolto le più forti tra le tante che ha dovuto subire.

Ma non è la prima vlta che Alimi è vittima di omofobia: prima di scappare in esilio è stato aggredito e perseguitato per la sua omosessualità [Il Grande Colibrì]; successivamente cercò di persuadere i legislatori inglesi a convincere quelli nigeriani a togliere una legge che punisce anche l’amicizia con un omosessuale con una pena massima di 10 anni di carcere, per la quale arrivarono condanne da Stati Uniti e Gran Bretagna. Nel 2014 la Nigeria ha firmato una legge che rende illegale anche un incontro tra due persone omosessuali, e poi c’è il Same Sex Marriage Prohibition Act (Legge di proibizione del matrimonio tra persone dello stesso sesso), che punisce club, associazioni e organizzazioni LGBTQI fino a 14 anni di carcere [Il Grande Colibrì].

 

Ginevra
@2016 Il Grande Colibrì

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