Egitto, appello contro l’omofobia di media e polizia

Che il regime militare egiziano stia inasprendo la persecuzione contro le persone omosessuali, transgender o semplicemente sospettate di essere tali fino a far rimpiangere i tempi di Mubarak e di Morsi, purtroppo non è una novità: oggi l’Egitto è diventato il paese con più persone in carcere a causa del loro orientamento sessuale (vero o presunto) o della loro identità di genere (vera o presunta). E oggi si svolgerà la prima udienza del processo contro i 26 uomini arrestati durante un raid di polizia in un hammam organizzato dopo la delazione della giornalista televisiva Mona Iraqi, che ha ripreso e trasmesso le immagini di questi uomini che non hanno neppure avuto la possibilità di rivestirsi (ilgrandecolibri.com). Gli attivisti egiziani chiedono il sostegno della comunità internazionale contro l’omofobia di stato e l’uso dei media come strumenti della propaganda d’odio.


Tweeter e blogger contro i giornalisti delatori e gli arresti in base agli orientamenti e alle pratiche sessuali

Effettueremo interventi attraverso tutti i social media per protestare contro l’immorale collaborazione di Mona Iraqi con le forze di polizia oppressive, che ha portato al più vasto giro di vite della storia recente dell’Egitto contro le persone in base a quello che si suppone essere il loro orientamento sessuale. Mona Iraqi non solo ha condotto la polizia ad arrestare 26 persone (uomini che sono stati costretti a rimanere nudi mentre lei li filmava usando la videocamera del proprio cellulare come una cacciatrice di taglie), ma ha cercato di giustificarsi con una campagna mediatica che ha diffuso l’idea che si trattasse di una questione di HIV e di prostituzione.

Protestiamo contro la vera perversione, che è quella praticata da Mona Iraqi e i suoi simili. Protestiamo contro i giornalisti che diventano delatori invece che trasmettitori di fatti. Protestiamo contro la brutalità di stato e contro l’estrema ingiustizia praticata contro le persone sospettate di essere omosessuali o transgender in Egitto.

Come puoi contribuire? Ecco quello che puoi fare oggi: collegati ai tuoi social network (Facebook, Twitter, Instagram, blog); scrivi un post o condividi un’idea che esprima le tue opinioni sulla questione;  aggiungi i seguenti hashtag: #مخبر_اعلامي e #StopInformerJournalists. Puoi anche segnalare la tua adesione sull’evento di facebook.com e su Twitter nelle pagine di Mona Iraqi (@Mona_Iraqi e @MonaIraqiTV).

 

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