#NoteDagliIslam. Palmira: il fallimento dell’Occidente

Le notizie di questa settimana:
ISIS – Perché è importante la caduta di Palmira
Siria – Non demonizzare i combattenti sunniti
Bin Laden – La biblioteca del capo di Al-Qaida
Algeria – La battaglia web contro la minigonna
Israele – Gerusalemme cancella i palestinesi

ISIS – Perché è importante la caduta di Palmira. Il gruppo Stato islamico conquista l’antica città di Palmira: è una svolta inquietante non solo e non tanto per la possibile distruzione del sito archeologico.

La posta in gioco non è solo geografica, ma segna un cambiamento drammatico nelle crisi siriana e irachena: il “califfato” si espande e si radica più che mai, nonostante gli attacchi subiti da ogni lato – o forse proprio a causa di questi attacchi. Bisogna ammetterlo: la campagna militare della coalizione internazionale contro l’ISIS è fallita. Se l’ISIS può sperare di conquistare tutto il territorio segnato dal vuoto politico e militare alla frontiera siro-irachena, è colpa della delusione provocata dalla politica degli americani, che hanno tardato troppo a fornire aiuto alle milizie irachene che combattono l’ISIS. [almodon.com]

La prima posta in gioco è geostrategica: i jihadisti vogliono estendere il loro territorio. La seconda ha natura evidentemente simbolica: Palmira è sempre stata un emblema del potere degli Assad, in particolare per l’infame prigione di Tadmor, in cui furono massacrati i Fratelli musulmani negli anni ’80. Inoltre l’ISIS è certa di catturare l’opinione pubblica internazionale, perché tutti temono la distruzione di Palmira. Potrebbe tirare la corda, per aumentare la tensione o per aprire negoziati per ottenere denaro. Inizieranno subito a depredare la città e sicuramente venderanno molto presto i reperti archeologici. [lorientlejour.com]

Più di 200mila persone sono state uccise, ma l’ondata di indignazione pubblica è diventata palese solo quando è stato minacciato un sito archeologico. “Se solo avessimo la fortuna di essere pietre” avranno pensato molti siriani. In questo clima in cui le società, soprattutto quelle liberali occidentali, sono indifferenti ai crimini commessi lontano dai propri confini, non c’è molta speranza di rafforzare le norme e i valori umanitari nel mondo. Quanto può essere serio difendere i valori liberali e umanistici in patria se si è apatici sul loro rispetto all’estero? Il senso dei valori umanistici sta proprio nella loro universalità. [thenational.ae]

Siria – Non demonizzare i combattenti sunniti. L’oppositore siriano Al-Haj Saleh invita a sostenere i gruppi armati religiosi democratici: non bisogna temerli, in guerra la religione è un normale rifugio.

La religiosità combattente dei gruppi locali nasce dalla base e risponde alla necessità di appropriarsi della politica, ma è continuamente attaccata sia dal regime sia dai gruppi armati islamisti di importazione. La religiosità combattente locale ha un potenziale democratico, ma è carente in organizzazione e risorse, mentre la religiosità combattente di importazione, che è organizzata meglio e dispone di più risorse, tende a imporre un regime autoritario e un modello sociale monolitico. La caduta del regime resta indispensabile, ma per ottenerla occorre appoggiarsi alla religiosità combattente locale. [alquds.co.uk]

Bin Laden – La biblioteca del capo di Al-Qaida. Le carte segrete trovate a Abbottabad, in Pakistan, rivelano che Bin Laden è stato un appassionato cultore dell’Occidente e disegnano una figura eclettica.

L’archivio di Osama, desecretato mercoledì, rivela il fascino che l’Occidente aveva per il leader di Al- Qaida. La natura eclettica della sua biblioteca parla tanto del raggiungimento del vertice di Al-Qaida da parte di Bin Laden quanto delle sue limitazioni da ricercato internazionale; tanto le sue ambizioni a pensare in modo globale quanto la sua ingenua sensibilità per i teorici del complotto che solo così spiegavano le perfidie dell’Occidente; tanto la passione per l’America quanto la sua determinazione ad attaccarla, cercando di capire le dinamiche del suo sistema politico ed economico. [nytimes.com]

Algeria – La battaglia web contro la minigonna. Una campagna lanciati da internauti conservatori vuole limitare la libertà di movimento delle donne in Algeria. E tace sul problema dei molestatori sessuali.

In Algeria un gruppo di giovani conservatori ha iniziato una campagna contro le donne che si vestono in maniera audace. Attraverso lo slogan “Non lasciare che le tue donne escano con vestiti provocanti“, hanno diffuso i loro slogan sui social network, per impedire alle donne di mettere vestiti corti, stretti e audaci. Ma dov’è il posto dell’educazione, in questa campagna? Perché questi giovani non lanciano una campagna contro i molestatori che, anziché seguire i precetti dell’Islam e abbassare lo sguardo davanti ad una donna, preferiscono toglierle ogni riguardo, insultarla e aggredirla? [algerie-focus.com]

Israele – Gerusalemme cancella i palestinesi. La progressiva sparizione dei palestinesi nella vita quotidiana di Gerusalemme: “Davanti a questo cinema vogliamo solo tassisti ebrei”.

Se vuole un tassista ebreo, avrà un tassista ebreo. Non capisco che differenza ci sia” dice Merav Basher, rappresentante del cinema City Jerusalem. L’esclusione dei conducenti palestinesi per mano di Cinema City è illegale e immorale, e deve ricevere una risposta appropriata. Ma non dobbiamo dimenticare che in una città dove i palestinesi sono esclusi dalla sfera pubblica in nome di qualche fantasia separatista ebraica, questa è diventato un’abitudine. Il caso di Cinema City è solo la punta di un iceberg che si scontra con la città quotidianamente. [972mag.com]

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