Ma davvero le pornostar aiuteranno le persone trans?

Mentre il discusso coming out come transessuale di Bruce Jenner (ilgrandecolibri.com) ha infiammato gli animi per il dubbio spessore del personaggio, qualche effetto benefico c’è stato. Ispirandosi a quella contestata intervista, il sito porno trans500.com ha lanciato una campagna di raccolta fondi per permettere alle persone che ne hanno il bisogno di pagarsi un intervento chirurgico che le renda ciò che si sentono. “Molte persone transgender, sia MtF che FtM, devono risparmiare per anni per essere in grado di affrontare l’operazione che completi la loro transizione – ha spiegato Ross Bleustein, comproprietari* di Trans500 – Nessuno dei trattamenti ha una copertura sanitaria o assicurativa e io continuo ad incontrare persone che hanno messo via un dollaro dopo l’altro solo per arrivare a guardarsi in uno specchio e vedere quello che si sono sentite per tutta la vita“.

Bleustein spera che Jenner stesso sia disponibile in qualche modo a farsi coinvolgere nell’iniziativa – che sarà forse a sua volta fonte di nuove polemiche, dato che il nome (Trans500 Transition Surgery Fund, Fondo per la chirurgia di transizione di Trans500) pubblicizza il sito porno che l’ha lanciata – con cui si intendono coprire almeno alcuni dei tanti costi che devono affrontare le persone nel percorso di transizione.

Archiviata comunque la polemica su Bruce Jenner, negli USA ne monta invece un’altra sull’intervista alla pornostar transessuale Bailey Jay [nella foto] fatta da Amy Schumer nel corso della sua trasmissione su Comedy Central, che è stata da molti considerata come un’espressione insopportabile di transfobia. Benché la stessa intervistata, dal suo blog thebaileyjayblog.com, affermi di non essersi sentita offesa o discriminata e benché anche molti critici della comunità LGBT, come Alex Panisch su out.com, abbiano “assolto” Schumer per non aver commesso il fatto o, come Mari Brighe su bustle.com, la considerino perfino coraggiosa per aver affrontato alcuni argomenti spinosi (e scabrosi) in una trasmissione di grande impatto, le perplessità sollevate da altri non sembrano del tutto campate per aria.

Bryan Lowder su slate.com ha provato a mettere in fila le cose che non andavano nell’intervista. Per cominciare Schumer ha presentato la sua ospite come semplice transessuale, anziché come pornostar trans: “Non voglio sminuire in alcun modo le lavoratrici del sesso, ma sottolineare che la maggior parte delle persone trans ha una vita felice al di fuori della feticizzazione del proprio corpo: presentare Jay come semplice persona trans invece che come pornostar trans è stato fuorviante per ciò a cui gli spettatori stavano assistendo“.

Dopo quel passo falso è stata tutta una china di luoghi comuni a cui le persone transessuali vorrebbero smettere di essere associate, con domande come “Hai mai pensato di farti tagliare… il pene?“. “Immagino che tuo marito fosse etero, prima” ha detto Schemer e Jay ha invano provato a rispondere che, poiché sta con una donna, è etero anche adesso. Inoltre l’intervistatrice ha fatto grande confusione, “ripetendo il falso legame tra l’identità di genere e l’orientamento sessuale, che tutti dovremmo riuscire a superare“. E infine Lowder mette sotto accusa anche “l’enfatica sottolineatura di quanto l’intervistata fosse splendida, che sottintende quanto le persone trans normalmente non lo siano“.

E per quanto anche la critica più feroce riconosca a Schumer di aver agito solo con leggerezza e di aver tentato di fare qualcosa di buono, la cosa peggiore – conclude Lowder – è che l’immagine che ne è uscita non dice nulla sulle persone transessuali, ma racconta solo la vita, l’esperienza e il corpo di Bailey Jay.

 

Michele
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