Zara, prima trans indiana a lavorare in una multinazionale

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Zara Sheikha, prima MtF indiana in una multinazionale

Se nel Tamil Nadu, stato federato del sud-est indiano, una ragazza transessuale è riuscita ad arruolarsi nelle forze di polizia [Il Grande Colibrì], è comunque un altro stato indiano, il Kerala, a compiere ancora una volta i passi avanti più significativi per le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali e asessuali). Dopo la proposta di eliminare la legge anti-gay [Il Grande Colibrì], un altro avanzamento importante distingue questo stato nel sud-est dell’India dal resto della nazione: parliamo di Zara Sheikha, la prima transgender a ottenere un posto di lavoro in una multinazionale.

Zara, nonostante la fatica che ha dovuto fare per nascondersi, è stata vittima di discriminazioni e di violenze verbali e fisiche a scuola e in università, dove si è laureata in botanica. Come tantissime persone transgender, anche lei si è vista chiudere le porte in faccia da diverse aziende a causa della sua transessualità, mentre, dove invece è riuscita ad entrare, ha dovuto celare la sua identità per non essere licenziata. Ha lavorato in diverse aziende a Chennai e Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, ma adesso è stata assunta dalla UST Global.

In questa multinazionale “sono felici di avermi e tutti rispettano la mia identità – dichiara Zara – L’azienda mi ha inoltre informato che avrei potuto usare il bagno delle signore, che secondo me è una grande prova di accettazione”. Il Kerala, spiega la donna, è una speranza per le persone transessuali: “La mia assunzione potrà essere un esempio per altre aziende”. E aggiunge: “Ora ho un buon lavoro, avrò una vita tranquilla. Sogno che tutte le persone trans possano avere una vita migliore” [The News Minute].

 

Ginevra
©2017 Il Grande Colibrì

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