La poliziotta trans e il bar LGBT: l’India che cambia

prithika yashini la prima poliziotta trans in india
Prithika Yashini, la prima poliziotta trans in India

Mentre a Nuova Delhi nasce il primo caffè LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali e asessuali), una ragazza transessuale riesce ad arruolarsi nella polizia indiana. Sembra proprio che, anche se le violenze e le discriminazioni non potranno terminare con uno schiocco di dita, l’India si stia incamminando verso un cambiamento pieno di speranza, seppur lento.

Vi avevamo raccontato nei giorni scorsi del grande passo che lo stato federale del Kerala sta provando a fare, cioè la possibile cancellazione della sezione 377 del codice penale che criminalizza i rapporti omosessuali in tutto il paese [Il Grande Colibrì]. Chissà se il cambiamento sarà veramente possibile, ma certo è che l’India, rispetto agli altri paesi dell’Asia meridionale, sembra poter accogliere più facilmente certi passi avanti.

In effetti è lo stato che ha riconosciuto il terzo sesso delle persone transessuali, le cosiddette “hijra”, che, nonostante siano venerate, non sono considerate degne di lavorare come tutti gli altri cittadini. Si ha di fronte uno stato dalle mille contraddizioni, dove la cultura sembra scontrarsi con gli strascichi di leggi e di importazioni culturali dell’Inghilterra d’epoca coloniale [Il Grande Colibrì].

Da oggi però, possiamo parlare di una ragazza molto coraggiosa, Prithika Yashini, che a 25 anni ha cambiato le regole del gioco per tutte le persone come lei, completando il corso annuale alla scuola di polizia del Tamil Nadu (stato federato del sudest indiano) e diventando la prima sub commissaria di polizia transgender. Cinque anni fa lasciò la sua famiglia per cercare di coronare il suo sogno lavorativo. Prithika ha combattuto a lungo per essere ammessa all’esame del reclutamento e alla fine la Corte suprema di Madras le ha riconosciuto il diritto a partecipare [India.com].

A Nuova Delhi, intanto, nasce il primo caffè LGBTQIA-friendly, un luogo aperto a tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Il bar Chez Jerome-Q è stato voluto e ha preso il nome da Jerome, uno chef con un’esperienza alle spalle di 35 anni nelle migliori cucine della Francia. Jerome sentiva di dover offrire alla comunità indiana LGBTQIA uno spazio sicuro dove potersi ritrovare, ridere e scherzare senza pericoli. Nel locale lavora anche un’attivista per i diritti umani di nome Sambhav, con cui è nata l’idea di un luogo per il dibattito politico e sui diritti, in cui poter invitare attivisti e artisti e organizzare giornate di lettura [Gaylaxy].

 

Ginevra
©2017 Il Grande Colibrì

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