Regno Unito, richiedenti asilo LGBT in aumento

agente della polizia di frontiera britannica
Un'agente della polizia di frontiera del Regno Unito

Mentre il Regno Unito si prepara all’uscita dall’Europa e alla conseguente stretta sui “migranti” comunitari, deve far fronte al fatto che il numero di richieste di asilo da parte di persone LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali) provenienti da paesi ad alto rischio sta aumentando in modo esponenziale. Se nel 2009 coloro che richiedevano una protezione per ragioni di orientamento sessuale o identità di genere erano 200, negli anni successivi la crescita è stata costante, fino ai 1.115 casi del 2014 (Pink News).

Il governo ha rifiutato di rendere noto il numero di richieste accettate e ha dato disposizione di procedere ad interrogatori più stringenti, dato che – secondo le relazioni degli addetti a queste attività – in parecchi casi le risposte appaiono stereotipate e non sempre le domande sono considerate credibili.

Ma l’aumento nel corso degli anni ha le sue ragioni. Il ministro ombra dello sviluppo internazionale, Diane Abbott, spiega che il lavoro delle organizzazioni umanitarie e degli attivisti per i diritti civili ha fatto sì che i richiedenti asilo siano più informati che in passato della possibilità di fare domanda con questo tipo di motivazioni. Inoltre – continua Abbott – “mentre abbiamo fatto incredibili progressi in molte parti del mondo, c’è stato un aumento di comportamenti minacciosi nei confronti degli omosessuali, con un giro di vite legislativo da parte di molti governi repressivi, come l’Uganda”.

Neil Grungas, direttore esecutivo dell’Organisation for Refugee, Asylum and Migration (Organizzazione per i rifugiati, l’asilo e la migrazione; ORAM), ente non profit specializzato nei casi di persone LGBTQI, spiega che comunque il numero di domande presentate non raggiunge mai la percentuale di persone omosessuali o transessuali della popolazione mondiale: “La gente è terrorizzata di venire allo scoperto ed è comprensibile, perché in patria rischiano la vita ma anche tra i richiedenti asilo atteggiamenti omofobici e transfobici sono comuni e rendono le persone suscettibili di abusi e spesso condannate all’isolamento”. Ed è così anche in Italia, come avevamo testimoniato sul Grande Colibrì.

 

Michele
©2017 Il Grande Colibrì

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