Scuola: bullismo in Cile, diritti in Perù e Thailandia

Non è una novità. Ogni settimana ci imbattiamo in notizie di omofobia nelle scuole del mondo. Anche se non tutti i Paesi sono uguali. Giovedì il Movimento di integrazione e liberazione omosessuale cileno (MOVILH) ha diffuso uno studio in cui si evidenzia come il 39% degli studenti di liceo ha esperienza di episodi di bullismo omofobico tra le mura o nell’ambiente della propria scuola superiore. Ma questa volta la ricerca tenta anche di approfondire dove nasca questa intolleranza: e il risultato è sconcertante, ma aiuta molto a spiegare le – comunque intollerabili – opinioni omofobiche.

Nel 60% delle scuole, infatti, secondo gli studenti oggetto della ricerca, sono in vigore regolamenti d’istituto o norme stabilite dagli insegnanti che proibiscono le relazioni tra studenti dello stesso sesso e solo il 22% delle strutture avrebbe regole che consentono agli studenti di mostrare liberamente la propria sessualità. Inoltre il 38% degli intervistati crede che le persone omosessuali o transessuali siano più esposte al contagio di malattie sessualmente trasmissibili. D’altra parte la ricerca evidenzia una discreta apertura mentale dei giovani. L’83,6% dei ragazzi accetterebbe l’omo, bi o transessualità di un amico e il 78% si dichiara a favore dell’uguaglianza dei diritti matrimoniali per LGBTQ*.

Nel paese vige comunque da un mese una nuova legge contro l’omofobia (MOVILH), dopo che nello scorso marzo il giovane gay Daniel Zamudio era stato torturato a morte da una banda di neonazisti (Il grande colibrì).

Se gli studenti cileni sono vessati dal bullismo omofobico, nell’America latina merita una segnalazione positiva invece l’iniziativa presentata a Lima da un consorzio costituto dal movimento omosessuale, da Via Libre e dall’Istituto di sviluppo e studio di genere RUNA: una borsa di studio che permetterà a 45 donne transessuali di completare l’istruzione tecnica o superiore in diverse regioni del Perù (Globedia).

E sempre in tema di libertà nelle scuole, alla Thammasat University, in Thailandia, cinque studentesse transessuali potranno andare vestite con abiti femminili alla cerimonia di laurea, anche in considerazione del fatto che durante il loro percorso di studi non hanno mai indossato abbigliamento maschile (The Nation). La notizia riecheggia quella di qualche settimana fa in Inghilterra: ad Oxford ognuno potrà vestirsi come gli aggrada, indipendentemente dal sesso biologico (Il grande colibrì).

L’educazione libera di alcuni paesi si scontra però con notizie paradossali provenienti da altri. In Ucraina una commissione per la pubblica morale, già piuttosto ridicola dal sovrabbondante nome (Commissione nazionale di esperti per la protezione della moralità pubblica), ha trovato il tempo per occuparsi di una seria minaccia per la crescita dei bambini del Paese, individuando il nemico pubblico numero 1: SpongeBob. A denunciare alla Commissione quanto pericolosa sia la famosa spugna americana ci ha pensato un movimento religioso di estrema destra, che ha segnalato anche i cartoni Disney come pornografici. Ma nel caso di SpongeBob l’accusa è ben peggiore, perché il simpatico personaggio promuoverebbe nel paese l’immonda piaga dell’omosessualità.

Certo il protagonista del cartone, a dispetto delle smentite del suo creatore Stephen Hillenburg (BBC), è visibilmente effeminato e gode fama di gay, tanto da essere già incorso nell’ostilità di gruppi conservatori statunitensi (BBC). Ma mai una commissione governativa l’aveva preso in considerazione come una minaccia nazionale (Wall Street Journal), anche se l’Ucraina sembra purtroppo destinata a seguire altri paesi dell’est europeo nell’introdurre norme omofobiche piuttosto che a contrastare le violenze neonaziste e il bullismo contro la comunità LGBTQ* che dilagano nel Paese (Il grande colibrì).

Michele
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RASSEGNA STAMPA
Cultura. Nasce QL2, collana digitale di narrativa lesbica italiana delle Robin Edizioni.
MOI. Creare un nuovo dominio .gay? L’Arabia Saudita si schiera ufficialmente contro.
Mondo. E’ stato celebrato il primo matrimonio tra due uomini a São Paulo, in Brasile.
Movimento. Gigantesco attacco hacker gay-friendly contro i governi omofobi africani.

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