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Gentile sottosegretario Vincenzo Spadafora,

siamo le attiviste e gli attivisti de Il Grande Colibrì, un’associazione di volontariato che si occupa di diversità sessuali e di genere tenendo conto del contesto interculturale in cui viviamo. Nella nostra realtà, tanto tra le associate quanto nel direttivo, molte persone sono migranti, rifugiate o richiedenti asilo, provenienti da paesi diversi, con diverse culture e religioni.

Abbiamo letto con grande interesse la Sua intervista, in particolare il passaggio in cui promette che non ci saranno passi indietro sui diritti. Le riconosciamo volentieri l’impegno e la buona fede e vorremmo quasi ringraziarLa, ma purtroppo non possiamo concederci il lusso di non farLe notare come i passi indietro ci siano già stati.

Se la mia fidanzata immigrata ormai ha paura di uscire la sera perché il Suo governo continua a diffondere razzismo e omofobia, è un passo indietro.

Se le condizioni di vita nel mio centro di accoglienza peggiorano, e peggiorano ancora di più per me perché da richiedente asilo transessuale vivo una doppia condizione di stigmatizzazione, perché il Suo governo taglia i fondi e i servizi, è un passo indietro.

Se ho il permesso di soggiorno scaduto e non mi rivolgo al Pronto Soccorso perché il Suo governo incita i medici a denunciarmi, violando la legge, è un passo indietro.

Se non posso rimanere in Italia perché il Suo governo ha reso ancora più difficile ottenere protezione e asilo e rischio di tornare in un paese dove sarò perseguitato per la mia bisessualità, non è un passo indietro: è una catastrofe.

Gentile sottosegretario Spadafora, questi non sono esempi teorici per metterLa in difficoltà: queste sono le vite di noi associati, sono le vite delle persone che si rivolgono a noi. Forse potrà capire il nostro allarme.

Ci siamo opposti con vigore, nelle piazze e nel web, alle gravi scelte operate con i decreti Minniti dei governi precedenti, e ora non possiamo evitare di opporci con ancora più vigore alle scelte del Suo governo non per un pregiudizio su quello che potrebbe fare, ma per le conseguenze reali di quello che sta già facendo.

Sinceramente, vorremmo avere il privilegio di ringraziarLa per quello che offre, invece siamo costrette a ricordarLe con urgenza tutto quello che il Suo governo ci sta togliendo: non abbiamo altra scelta, perché il Suo governo sta facendo a pezzi le nostre vite.

Nei giorni scorsi ha liquidato una lettera aperta scritta da altre associazioni come una ricerca di visibilità. Ci sembra allora utile chiarire subito che è proprio questo quello che cerchiamo: essere visti ed essere ascoltati, perché in troppi non vorrebbero vederci e non vorrebbero ascoltarci.

Le scriviamo proprio per ricordarLe che esistiamo anche noi e che per noi le Sue promesse sui passi indietro che non ci saranno sono già state disattese. Confidiamo nella Sua attenzione.

Cordiali saluti,
le attiviste e gli attivisti de Il Grande Colibrì

foto: Il Grande Colibrì

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