#Lesbomadario. Spot e serial: il sesso lesbico è in TV

Le notizie di questa settimana:
Stati Uniti – Yogurt lesbo-friendly, è anatema
Russia – Lo spot porno-saffico del vino italiano
Telefilm – Strap-on a “Orange is the new black”
Sudafrica – Cinema, la resistenza delle lesbiche
Nuova Zelanda – Go-kart lesbofobo, è polemica

Stati Uniti – Yogurt lesbo-friendly, è anatema. Lo spot dello yogurt Chobani ha come protagonista una coppia lesbica: l’associazione americana Un milione di mamme lancia un appello per vietarlo.

Chobani dovrebbe vergognarsi per il suo ultimo spot che tenta di normalizzare il peccato mostrando due donne nude nello stesso letto. Un milione di mamme continua a difendere la realtà biblica, che è molto chiara su questo particolare tipo di perversione sessuale. Questo spot ci preoccupa perché sostiene l’agenda LGBT e, soprattutto, perché viene mandato in onda quando è probabile che ci siano bambini a guardare la TV. Mandare in onda questo spot durante programmi per la famiglia, in particolare su canali per bambini, forza i limiti e supera un confine che Chobani non avrebbe mai dovuto superare. [onemillionmoms.com]

Russia – Lo spot porno-saffico del vino italiano. In Russia lo spot del vino friulano punta sulle effusioni tra donne nude: il porno soft lesbico va bene anche nel paese della legge sulla “propaganda gay”.

C’è un’operazione di marketing di dubbio gusto alla base del concept sviluppato nel cortometraggio: quattro modelle russe giocano a fare le novelle Veneri scambiandosi effusioni saffiche, nascondendosi dentro ai tini, lanciando sguardi voluttuosi alla volta di un attonito spettatore improvvisamente catapultato in un mondo arcadico che si tinge di erotismo (ai limiti dell’intenzione pornografica). Sì, perché è bene tener presente un ulteriore dettaglio, affatto trascurabile: le giovani dai corpi sinuosi si mostrano completamente nude, fatta eccezione per i grappoli d’uva che ne incorniciano volti e forme provocanti. [gamberorosso.it]

Telefilm – Strap-on a “Orange is the new black”. Il serial statunitense “Orange is the new black” propone una scena che fa discutere: una sequenza di sesso lesbico in cui si fa uso di uno strap-on.

“Orange is the new black” è stato come una manna per le donne queer fin dal suo debutto, con un cast eterogeneo di donne. Ma la terza stagione si distingue in particolare per una scena al limite: Big Boo, una lesbica grassa, mascolina e di mezza età che fa sesso con uno strap-on. E’ stata la prima volta per una televisione generalista e un momento significativo per ogni donna queer. Perché donne come lei esistono. E fortunatamente, essendoci talmente tante rappresentazioni di lesbiche nel serial, il fatto che lei sia una sciocca non farà pensare che tutte le lesbiche siano dei mostri impazziti per il sesso. [cosmopolitan.com]

Sudafrica – Cinema, la resistenza delle lesbiche. In Sudafrica la legge è progressista, ma viene violata: “African Pride” di Laura Fletcher racconta le violenze contro le lesbiche ed il loro coraggio.

La legge ha fatto poco per prevenire le violenze nelle borgate impoverite del paese, secondo il documentario “African Pride”, in cui la regista irlandese Laura Fletcher mostra come le lesbiche nere e gli attivisti loro alleati si organizzano per difendere i propri diritti e ricordare le sorelle uccise. Il film racconta in dettaglio le sfide economiche, razziali, basate sul genere e sulla fede che le lesbiche nere devono fronteggiare nelle borgate del Sudafrica. Ma invece di enfatizzare le donne come vittime, Fletcher evidenzia come stiano combattendo violenza e discriminazione con un attivismo in erba. [washingtonpost.com]

Nuova Zelanda – Go-kart lesbofobo, è polemica. Una coppia lesbica è stata esclusa da una promozione in un circuito per go-kart: “E’ solo per uomo e donna”. Arrivano le scuse, ma sono sufficienti?

Amati Coffey, attivista della comunità gay, si è detto contento di sentire che i proprietari hanno accettato di scusarsi: “Non bisogna essere troppo duri con loro: sono gli intoppi che emergono in una società che cambia, che diventa sempre più inclusiva e variegata“. Invece Trevor Easton, direttore generale di Outline, counselling nazionale LGBT, si è sentito oltraggiato dall’incidente: “Sono inorridito. Non posso credere che ancora oggi possano essere dette certe cose: è uno shock“. Easton ha aggiunto che la comunità LGBT ha un alto tasso di scuci: incidenti come questo non aiutano. [stuff.co.nz]

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