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Un ragazzo abbandona il monastero buddista dove era monaco, non si sa bene se soprattutto perché stanco delle molestie sessuali che subiva o perché stufo delle rigide regole della vita monastica. Si trasferisce a casa di un suo amico e si ribella alla rinuncia ai piaceri e ai dolori mondani richiesta dal Buddha. È questo il tema di “Ardha” (in parte, a metà), un racconto breve pubblicato su Facebook da Shakthika Sathkumara, 33 anni, scrittore promettente della letteratura srilankese.

“Appello all’odio”

Il racconto, però, non è piaciuto per nulla ad alcuni monaci fondamentalisti, vicini all’estrema destra ultranazionalista, che da febbraio hanno iniziato a fare pressioni sulla polizia perché prendesse provvedimenti contro lo scrittore. E le pressioni purtroppo hanno funzionato: Shakthika Sathkumara è stato arrestato (e starà in custodia cautelare per nove giorni) con l’accusa di aver violato nientepopodimeno che la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici (CIDCP) delle Nazioni Unite.

Le forze dell’ordine hanno accolto l’interpretazione proposta da un noto monaco fondamentalista, Ahungalle Jinananda: il racconto di Shakthika Sathkumara è stato considerato come una forma di “appello all’odio nazionale, razziale o religioso che costituisca incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza“, e quindi una violazione dell’articolo 20 della Convenzione ONU. Ovviamente si tratta di un’interpretazione assurda, dal momento che raccontare una storia di monaci omosessuali non ha evidentemente nulla a che fare con l’istigazione all’odio.

Buddismo e sessualità

Il buddismo ha spesso una visione negativa della sessualità: i desideri sensuali sono visti come uno dei principali ostacoli alla crescita spirituale. I buddisti laici non devono avere una “cattiva condotta sessuale“, che per molti significa anche astenersi dai rapporti omosessuali. Alle monache e ai monaci, invece, è proibita ogni forma di sessualità, in genere anche la masturbazione.

Anche se nel 2018 il governo aveva promesso di cancellare la norma penale coloniale (per fortuna non più applicata) che condanna con il carcere i “rapporti carnali contro l’ordine della natura“, che per la giurisprudenza classica comprendono l’omosessualità, in Sri Lanka il fondamentalismo buddista è sempre più forte e diffonde una visione della sessualità chiusa e rigida, fortemente ostile alle persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali).

Pier Cesare Notaro
©2019 Il Grande Colibrì
foto: elaborazione da truthseeker08 (CC0)

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2 Comments

  • Gerardo ha detto:

    Buongiorno, Pier Cesare (mi permetto di darti del tu), sono Gerardo. Leggo il tuo blog da molto tempo e lo trovo, anche giornalisticamente parlando, molto interessante e di una utilità pazzesca. Ci sono articoli (caspita!) che pubblicherebbero in pochi e che offrono informazioni e punti di vista ad ampio spettro. E di questo te ne ringrazio vivamente. Ho letto questo articolo sullo scrittore arrestato in Sri Lanka; purtroppo è vero, anche in quel paese i diritti civili sono minati in tutte le loro parti principalmente proprio a causa del fondamentalismo religioso che lì in grossa parte viene rappresentato dal buddhismo teravada. Tuttavia, mi sento di dirti, da persona omosessuale e buddhista, che il Buddhismo è una realtà spirituale talmente ampia (anche geograficamente e culturalmente) che alcuni aspetti che hai citato nell’articolo spesso variano da realtà a realtà; aspetti come la visione del piacere, della sessualità o l’omosessualità che in questo caso vengono condannate ma che altri, invece, considerano, positivamente, come parti di un sentiero per trasformare gli aspetti negativi e sviluppare quelli positivi dell’essere. Non parlo di minoranze o di gruppi di simpatizzanti ma di vere e proprie dimensioni culturali. Nel caso del Buddhismo, questa è una spiritualità che ha, ripeto, tantissime radici. Il Buddhismo, che è molto più vecchio persino del cristianesimo, non è solo in Sri Lanka ma anche in Tibet, Cina, India, Nepal, Giappone ecc.. e, ormai, anche in Occidente. E ognuno, a seconda di come questa spiritualità è stata trasmessa e ricevuta, pur conservando una “dottrina” base, ha sviluppato nei secoli visioni spesso o quasi contraddittorie o che comunque si somigliano ma viaggiano su binari diversi. Ti faccio l’esempio di un’altra religione che conosco bene: il cristianesimo. È impossibile dire: i cristiani la pensano così perché esistono i cattolici, gli ortodossi, i protestanti ecc.. Lo stesso ragionamento non rende al massimo per il Buddhismo (perché esiste tutta un’altra classificazione) però potrebbe facilitare. Questo perché il Buddhismo è un tipo di spiritualità il cui unico scopo è la felicità dell’essere non attraverso un culto unidirezionale che preveda un ente esterno capace di consegnarti tale realizzazione ma tutto è focalizzato sulla persona che deve fare un percorso di crescita personale; in poche parole, la felicità esiste ma tu solo hai le mani e piedi per poterla raggiungere e nessuno può dartele queste mani e questi piedi, il massimo che può fare qualcun altro è prenderti sotto braccio e insegnarti come si fa a camminare e costruire. Nel Buddhismo il desiderio forte di volere che tutti gli esseri siano felici si chiama compassione. Questo ha fatto in modo che esso si adattasse alle varie culture che incontrava nella sua diffusione (come ad esempio in Occidente). Ti scrivo questo non per polemizzare (anzi!) ma per chiarire aspetti di una realtà che, forse, essendo arrivata in Occidente non da molti secoli, potrebbe apparire non chiara. Ringraziandoti sempre per il tuo lavoro. Ti auguro una buona giornata. Gerardo

    • Il Grande Colibrì ha detto:

      Ti ringraziamo molto per il tuo commento, per le ricche informazioni che fornisci e per il tono che usi.
      In questo breve articolo di cronaca abbiamo dato un veloce chiarimento di alcune posizioni che caratterizzano “spesso” il buddismo, ma sicuramente – come per le altre religioni, come ben ricordi anche tu – non bastano due capoversi per esaurire l’argomento.
      Proprio per questo, già al momento di pubblicare l’articolo, abbiamo sentito la necessità di iniziare a lavorare per un approfondimento sulla tematica “buddismo e omosessualità” (e, più in generale, “buddismo e sessualità”). Ti potrebbe interessare aiutarci? 🙂

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