Tunisia e Italia, un arcobaleno di lotta e solidarietà

Un arcobaleno ha attraversato il Mediterraneo, riaccendendo speranze sulle sue sponde dove incombono nubi tempestose apparentemente invincibili. In Tunisia sei ragazzi, tutti tra i 18 e i 19 anni, sono stati condannati per “sodomia” a tre anni di carcere (massimo della pena prevista dal codice penale per il reato), abusati in prigione, lasciati in libertà condizionata in attesa della sentenza d’appello, cacciati di casa, abbandonati dalle famiglie. Hanno trovato l’aiuto di alcuni attivisti e dell’associazione tunisina per la depenalizzazione dell’omosessualità Shams (Sole), ma le scarse risorse del locale movimento LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) si sono esaurite presto. E allora si è mobilitata la comunità italiana, con una raccolta fondi su kapipal.com che ha registrato un inaspettato successo e un incredibile entusiasmo: in appena 34 ore l’obiettivo è stato raggiunto.

IL SUCCESSO DELLA RACCOLTA FONDI

Per tamponare l’emergenza, i promotori della campagna (oltre a Il grande colibrì, la rete degli sportelli Immigrazioni e Omosessualità di Arcigay, l’associazione Rompiamo il Silenzio di Bergamo, I Sentinelli di Milano, Pavia, Piacenza e Sesto San Giovanni e Rainbow Warriors, l’organizzazione di difesa dei diritti LGBT nei paesi più poveri del mondo che gestisce tecnicamente la raccolta fondi) si sono dati come obiettivo iniziale mille euro [ilgrandecolibri.com]. L’invito a donare urgentemente, perché la situazione dei sei ragazzi è particolarmente drammatica e uno di loro ha anche tentato il suicidio, è stato seguito con un entusiasmo tale che il traguardo è stato raggiunto in tempi rapidi.

Ringraziamo tantissimo le persone che ci stanno aiutando – spiega a Il grande colibrì Ahmed Ben Amor, vice-presidente di Shams – Questi soldi saranno essenziali per offrire nei prossimi mesi vitto e alloggio a questi ragazzi cacciati dalle famiglie che ora si trovano in uno stato di grave precarietà e pericolo. Inoltre, saranno usati anche per garantirgli assistenza psicologica: sono tutti distrutti dal punto di vista emotivo“. Il movimento LGBT tunisino sta dimostrando un coraggio che può essere fonte di ispirazione per il resto del mondo e sta costruendo un percorso che rappresenta un modello per gli altri paesi del mondo arabo, nonostante enormi difficoltà, come ci raccontava Ahmed pochi giorni fa [ilgrandecolibri.com].

RENDERE POSSIBILE IL FUTURO, INSIEME

Purtroppo la situazione dei sei ragazzi che state aiutando non è la sola che dobbiamo affrontare – prosegue Ahmed – Continuiamo a ricevere richieste di aiuto da persone che sono perseguitate dallo stato, che sono cacciate dalle loro famiglie, che subiscono aggressioni… Noi cerchiamo di garantirgli assistenza psicologica, legale e materiale, e sarebbe importante anche aiutarli a proseguire i loro studi per costruirsi un futuro. Sono ragazzi soli, abbandonati, non hanno un rifugio“. Attraversando l’arcobaleno che vogliamo far splendere tra le due sponde del Mediterraneo, quel rifugio possiamo costruirlo insieme.

Aggiornamento del 20 febbraio: verso l’1 del 20 febbraio abbiamo raggiunto l’obiettivo di mille euro. Nella versione precedente dell’articolo, pubblicata a 30 ore all’avvio della campagna, scrivevamo che l’obiettivo era stato quasi raggiunto.

 

Pier
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