Adam Crafton, giornalista del magazine sportivo on line The Athletic, si è domandato se non fosse stato meglio evitare di assegnare la finale di Europa League tra Villareal e Manchester United, in programma per stasera, a Danzica, data la situazione quantomeno “precaria” dei diritti delle persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) in Polonia e date le politiche portate avanti sul tema nel paese da media, Chiesa e istituzioni.
I paesi più omofobi
“Ricordo a chi ci chiede di ‘tenere la politica lontana dal mondo sportivo’ – scrive sul suo profilo Twitter – che la Polonia è il paese più omofobico dell’Unione Europea [da quanto emerge dalla Rainbow Map 2021 curata da ILGA-Europe; ndr]. Alcune città si sono dichiarate ‘libere dall’ideologia LGBT’, alcuni politici hanno paragonato i diritti civili al nazismo e l’arcivescovo di Cracovia ha parlato di ‘morbo arcobaleno’. Le coppie di persone dello stesso sesso non possono unirsi civilmente, né ereditare dallə partner. Esistono progetti di legge per proibire l’adozione a coloro che sono in una relazione di questo tipo. Ogni persona LGBT che ho intervistato mi ha raccontato di aver subito almeno un’aggressione”.
Sul suo sito ufficiale, la UEFA porta avanti campagne per l’uguaglianza sociale e per “abbattere le barriere”, ma, fa notare Crafton, “questa finale di Europa League si gioca a Danzica, nel paese più omofobico dell’UE, mentre la scorsa si è giocata a Baku, in Azerbaigian, nel paese più omofobico d’Europa”. E per gli Europei del 2024 la Turchia, seconda classificata nella classifica dei paesi che negano maggiormente i diritti alle persone LGBTQIA, è arrivata a un passo dall’assegnazione dell’evento (che si terrà in Germania). “Come l’UEFA possa combattere le diseguaglianze assegnando importanti eventi a paesi che promuovono politiche discriminatorie, rimane un mistero”.
La Rainbow Map
Ogni anno, l’organizzazione per i diritti delle persone LGBTQIA ILGA-Europe pubblica una classifica dei paesi europei (la “Rainbow Map”, mappa arcobaleno) per valutare le politiche portate avanti dai singoli stati a favore o contro le minoranze sessuali (ad esempio, leggi contro le discriminazioni, esistenza di matrimonio egualitario o unioni civili, possibilità di adozione, eccetera). L’Azerbaigian quest’anno è riuscito a soddisfare il 2% dei requisiti, la Turchia il 4%. All’interno dell’Unione Europea, la Polonia raggiunge il 13% degli standard richiesti. L’Italia, quintultima, ha un “punteggio” del 22%, in calo rispetto al 2020: quest’anno è stata superata anche dalla Lituania.
Alessandro Garzi
©2021 Il Grande Colibrì
immagini: Il Grande Colibrì
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