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Immagina per un attimo di essere un adolescente e di frequentare le scuole superiori. Sei giovane, pieno di vita e di entusiasmo, vuoi dimostrare chi sei ed esprimere te stesso in sicurezza e libertà. È un tuo diritto, in fin dei conti, e dovresti poterlo fare anche all’interno di un’aula scolastica. Dovresti, appunto, e mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo perché no, non è affatto detto che sia possibile. Ce lo dimostra la storia di Trevor Wilkinson, uno studente texano di 17 anni dichiaratamente gay che per essersi recato a scuola con le unghie laccate è stato colpito da una severa sanzione disciplinare. Un’ingiustizia a cui il giovane Trevor ha saputo rispondere con grande dignità e coraggio.

“Regole ingiuste”

Tutto è cominciato un lunedì di fine novembre nell’istituto superiore di Clyde, una piccola città texana a circa 270 chilometri da Dallas. Negli Stati Uniti le scuole avevano appena riaperto i battenti dopo la breve pausa legata alle celebrazioni del Giorno del ringraziamento e insegnanti e studenti facevano il loro ritorno in classe. Tra di loro c’era anche Wilkinson, che per l’occasione aveva deciso di sfoggiare una creativa e accurata nail art. Un gesto di libera espressione che cozzava però irrimediabilmente con il regolamento dell’istituto da lui frequentato.

Secondo le norme vigenti alla Clyde High School, infatti, nessuno studente maschio può presentarsi in classe con il volto truccato e le unghie colorate di smalto. Chi viene sorpreso a infrangere la regola è punito con una ISS (in school suspension), una sospensione dalle lezioni da scontare all’interno delle mura scolastiche, ed è inoltre costretto a rimuovere ogni traccia di make up dal viso e/o dalle mani. Una normativa che lo stesso Trevor non ha esitato a definire altamente ingiusta, retrograda e discriminante. E alla quale si è opposto fermamente, rifiutandosi di rimuovere lo smalto.

mano smalto unghieRibellarsi all’ingiustizia

A mio avviso è molto triste” ha sottolineato il giovane in un’intervista telefonica concessa alla NBC. In fin dei conti, ha proseguito Wilkinson, viviamo nel 2020 e questo significa che dovremmo sforzarci di fare dei passi in avanti, non certo all’indietro! Il medesimo concetto è stato ribadito anche di fronte a una vasta platea di studenti. “Non si tratta di qualcosa che riguarda solo me – ha affermato Trevor davanti alla dirigenza scolastica – Si tratta di qualcosa che riguarda una normativa discriminatoria e sessista che necessita di essere cambiata”.

Per farlo, Wilkinson ha chiesto sostegno e supporto a tutt@ l@ studenti e ha anche avviato una campagna di sensibilizzazione attraverso la piattaforma online Change.org. “Non è troppo tardi per stare dalla parte giusta della storia” ha aggiunto Trevor a conclusione del suo discorso. Non è troppo tardi, certo che no. Il cambiamento è sempre possibile, e mai come in questo caso può davvero partire dalle nuove generazioni.

Nicole Zaramella
©2020 Il Grande Colibrì
immagini: elaborazioni da Mountainbeehive (CC0) / da Mountainbeehive (CC0)

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