venerdì 19 settembre 2014

Scozia, addio al sogno di un nuovo stato gay-friendly

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Tutte le notizie LGBT dal Regno Unito
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Niente Regno Disunito, niente Piccola Bretagna: alla fine i cittadini della Scozia, con un'affluenza altissima e con una maggioranza di circa il 55%, hanno deciso di non diventare uno stato indipendente. Per molti attivisti LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) si tratta di un'occasione storica persa per fare notevoli passi avanti sulla via dell'uguaglianza: le promesse della campagna elettorale per il "sì", infatti, erano state tante e importanti e avevano fatto sognare un paese ancora più gay-friendly del Regno Unito. Ad esempio, la bozza di costituzione prevedeva che "il governo scozzese e le autorità pubbliche devono, nell'esercizio delle proprie funzioni, cercare di promuovere e assicurare pari opportunità per ciascuna persona in Scozia, indipendentemente da caratteristiche personali" come, tra le altre, l'identità di genere e l'orientamento sessuale.

mercoledì 17 settembre 2014

Appello dei pastori africani: rispettate le persone LGBT

I partecipanti all'incontro di KwaZulu Natal - Condividi su: Facebook - Twitter - Seguici su: Facebook - Twitter
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Tutte le notizie LGBT dal Sudafrica
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Africa e omosessualità: un binomio che siamo abituati ad associare a dichiarazioni assurde, a storie di violenza, a leggi liberticide, a minacce apocalittiche. Eppure nel continente africano moltissime persone lottano ogni giorno, avvolte in una cappa di indifferenza, per difendere i diritti delle persone LGBT. Sono attivisti e semplici individui di cui è molto difficile sentire la voce. Per questo l'incontro che ha riunito a KwaZulu Natal, in Sudafrica, più di trenta importanti personalità africane, soprattutto pastori cristiani, per lanciare un appello a favore della libertà e della dignità di omosessuali e transessuali non deve passare sotto silenzio. I promotori del'evento (tra i quali la celebre giurista ugandese Sylvia Tamale, il teologo sudafricano Gerald West, il pastore episcopale e ricercatore scientifico Kapya Kaoma) hanno redatto una Dichiarazione che Il grande colibrì ha tradotto in italiano.

lunedì 15 settembre 2014

Violentato e distrutto: l'esercito USA punisce le vittime

John Kennicut (CC) - Condividi su: Facebook - Twitter - Seguici su: Facebook - Twitter
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Tutte le notizie LGBT dagli Stati Uniti
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"Mi hanno sbattuto giù sul pavimento e mi hanno spalancato a forza le gambe. Poi hanno preso un manico di scopa e me lo hanno forzato dentro più e più volte. Ogni volta sembrava che le mie viscere stessero per uscire fuori. Il sangue era una benedizione, sembrava lubrificare il manico" (Matthew). Violentati. "La cosa che mi ha sempre dato più fastidio è questa: grido, urlo, lotto... e nessuno che scosti neppure le tende per vedere cosa succede" (Heath). Ignorati. "Sono stato dimesso per un disturbo della personalità e mi hanno liquidato così" (Chipman). Distrutti. Nel corso del 2012 sono stati quasi 14mila i militari statunitensi di sesso maschile ad avere subito questo trattamento da propri superiori o commilitoni. Quasi 40 casi al giorno, uno stupro ogni 37 minuti. E' l'altra faccia di quel legame evidente e taciuto tra violenza sessuale e meccanica della guerra di cui abbiamo scritto recentemente (ilgrandecolibri.com).

venerdì 12 settembre 2014

Dallo Zimbabwe: "Il parrucchiere di Harare" di Huchu

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La copertina del libro
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Sembra che ogni giorno nasca una nuova casa editrice e sempre più libri cerchino di trovare spazio negli scaffali delle librerie, spesso proponendo argomenti triti e ritriti o astrusità inimmaginabili: non è il caso di "Terre di libri" (terredilibri.it), giovane casa editrice che tra classici e nuovi autori vuole offrire un nuovo sguardo sul mondo e che con "Il parrucchiere di Harare" di Tendai Huchu (248 pp., 9,90€) ha pubblicato un autentico gioiellino. Il romanzo propone una storia che non è mai banale, nemmeno quando viene rivelato l'orientamento del protagonista in quello che - ad altre latitudini e in condizioni differenti - diventerebbe un perfetto stereotipo.

mercoledì 10 settembre 2014

Violentato e distrutto: la guerra degli stupri maschili

Sasha Kargaltsev (CC) - Condividi su: Facebook - Twitter - Seguici su: Facebook - Twitter
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Tutte le notizie LGBT dalla Colombia
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"Era seduto con il suo fucile AK-47 in mano e quando mi avvicinai me lo puntò sulla fronte. Non so perché mi ricordo sempre - è un'immagine ricorrente - che la bocca dell'arma sembrava bucherellata, come usurata. L'uomo mi disse che dovevo fare quello che voleva lui. Mi portò in una stanza e io pensai che mi avrebbe ucciso. Lì abusò sessualmente di me. Avevo dodici anni. La prima cosa che ti lascia un'esperienza del genere è una sensazione di sporcizia, di disgusto. Rimani in silenzio, hai paura che lo venga a sapere qualcuno. E quella cosa diventa un fardello terribile. A quell'età fu una tortura, un trauma tremendo. Sono diventato ribelle, mi sono depresso, ho perso interesse per lo studio, mi sono isolato". Moreno (nome di fantasia) è uno dei 650 uomini stuprati nella guerra tra esercito e Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC). Lui è stato violentato da un soldato nel 1999.