martedì 3 marzo 2015

Trans (vere o "presunte") arrestate in Egitto e a Dubai

Trans (vere o "presunte") arrestate in Egitto e a Dubai
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Sette nuovi arresti al Cairo, la capitale dell'Egitto contro la comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender): è questa la notizia strombazzata - con tanto di video-interviste alle persone arrestate, messe in bella mostra dalla polizia, sebbene con il viso oscurato - da videoyoum7.com, il sito di informazione più visitato del paese e uno dei più vicini ad Abd al-Fattah al-Sisi, presidente della repubblica egiziana e capo del regime militare che governa il paese dal colpo di stato anti-islamista. Secondo le forze dell'ordine, in manette sarebbero finite sette transessuali - attirate dalla polizia in un night club grazie ad un falso appuntamento organizzato online - che pubblicavano proprie fotografie pornografiche sui social network per offrire prestazioni sessuali a prezzi tanto alti quanto improbabili: 3mila sterline egiziane, circa 350 euro, pari a un paio di mensilità di un buono stipendio.

lunedì 2 marzo 2015

Saldi al mercato della morte: i delitti dell’ISIS nei media

Saldi al mercato della morte: i delitti dell’ISIS nei media
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Vuoi aumentare facilmente i tuoi lettori? Fai un titolo "sexy". Secondo uno studio condotto su BuzzFeed, il sito che ha fondato il proprio successo su titoli-esca studiati a tavolino, l'aggettivo "this" (questo) all'inizio di un titolo è il quarto strumento più efficace per attirare senza fatica lettori su un post. Ecco spiegato il proliferare di post come: "Questo cane fa acrobazie esilaranti", "Questo ragazzo non vedeva la sua fidanzata da 12 anni", "Questa signora insospettabile è una fan di Marilyn Manson". Il meccanismo è semplice: l'aggettivo "questo" è un invito a venire a vedere, senza però dirlo apertamente e, quindi, senza sembrare petulanti. E' perfetto per video divertenti e immagini di gattini, ma è ampiamente sfruttato anche da chi vuole attirarvi su siti con virus (come certi post fasulli su Facebook: "Questa donna ha scoperto il marito mentre era a letto con l'amante").

giovedì 26 febbraio 2015

"Il leader dell'IS è gay": il tè nel deserto (delle notizie)

"Il leader dell'IS è gay": il tè nel deserto (delle notizie)
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Un umorista di terza categoria avrebbe solo aggiunto che l'incontro era avvenuto alla sagra della porchetta e lo sketch sarebbe stato perfetto per un cabaret di periferia: iltempo.it pubblica un'intervista a Davide Bellomo, collaboratore del Peace operation training institute che sostiene che Abu Bakr Al-Baghdadi (nella foto), leader dell'organizzazione terroristica Stato islamico, avrebbe cenato con lui, berrebbe alcolici e sarebbe anche gay - o, per dirla con la raffinata sintesi di un virgolettato inventato di sana pianta da ilgiornale.it, che riprende la notizia, "è un ubriacone, un omosessuale, uno che pensa troppo agli affari suoi". La notizia è clamorosa. Proviamo allora a capirne di più, magari partendo dalle classiche "5 W", le domande a cui un articolo deve dare risposta per essere corretto, come si dovrebbe imparare durante la prima lezione di giornalismo: chi? cosa? quando? dove? perché?

martedì 24 febbraio 2015

Israele al voto: promesse, dubbi e ostilità sui diritti gay

Israele al voto: promesse, dubbi e ostilità sui diritti gay
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Sempre più spesso fatti di cronaca o battaglie per i diritti sono strumentalizzati conevidenti (e a volte evidentemente fuori luogo) fini elettorali dai politici dei paesi in cui sono in programma le elezioni: ad esempio qualche giorno fa Benjamin Netanyahu ha invitato gli ebrei d'Europa ad andare in Israele per fuggire dai rischi di attentati e dall'odio antisemita, come se il risultato ottenuto da lui e dai suoi predecessori al governo dello stato ebraico sia stata una pace invidiabile invece di un conflitto di cui si fa fatica ad immaginare la fine. Ma accanto alla paura per l'espansione del terrorismo jihadista, tra i temi delle elezioni israeliane c'è anche quello dei diritti delle persone omosessuali, che sono sicuramente più riconosciuti che in qualsiasi altro paese del Medio Oriente, ma che al momento non comprendono il diritto al matrimonio (anche se le nozze celebrate all'estero sono riconosciute; ilgrandecolibri.com).