domenica 21 dicembre 2014

Egitto, appello contro l'omofobia di media e polizia

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Che il regime militare egiziano stia inasprendo la persecuzione contro le persone omosessuali, transgender o semplicemente sospettate di essere tali fino a far rimpiangere i tempi di Mubarak e di Morsi, purtroppo non è una novità: oggi l'Egitto è diventato il paese con più persone in carcere a causa del loro orientamento sessuale (vero o presunto) o della loro identità di genere (vera o presunta). E oggi si svolgerà la prima udienza del processo contro i 26 uomini arrestati durante un raid di polizia in un hammam organizzato dopo la delazione della giornalista televisiva Mona Iraqi, che ha ripreso e trasmesso le immagini di questi uomini che non hanno neppure avuto la possibilità di rivestirsi (ilgrandecolibri.com). Gli attivisti egiziani chiedono il sostegno della comunità internazionale contro l'omofobia di stato e l'uso dei media come strumenti della propaganda d'odio.

venerdì 19 dicembre 2014

Crescere trans in Algeria: Estelle, tra dolori e speranze

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La transessualità è il tema scelto dai militanti algerini per inaugurare "El Shad'" (L'anormale), la prima rivista LGBT del paese che ha lo scopo di "mostrare la forza dell'eterogeneità a chi pensa che la diversità sia una tara", in "un paese che guarda con sospetto ogni differenza", come scrive nell'editoriale di apertura O. Harim, l'attivista che ha analizzato le presidenziali algerine da un punto di vista LGBT su ilgrandecolibri.com. Il giornale online (madmagz.com), che sostiene "le lotte femministe e le altre lotte per una società meno timorosa del cambiamento", punta a "mostrare agli altri che siamo come loro: diversi. E che questa differenza è una forza". Tanto per sostenere questa sfida, quanto perché questa sfida ha molto da insegnare anche a noi, Il grande colibrì proporrà nel corso dei prossimi mesi alcuni articoli della rivista tradotti in italiano. Iniziamo con l'intervista a Estelle (nella foto).

giovedì 18 dicembre 2014

"Io no!" di LaRochelle: tutti i dubbi di un giovane gay

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Leggi anche: "Curare i gay?" di Rigliano
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Ci sono libri per i quali ogni descrizione è limitativa. Capita, soprattutto a quelli che sprizzano vitalità da ogni pagina e per i quali l'unico consiglio che dovremmo dare è racchiuso nella parola "leggilo". Eppure "Io no! …o forse sì" di David Larochelle (224 pp., 14€, biancoeneroedizioni.it), che è esattamente questo genere di romanzo, può anche essere raccontato e ci sono altre ragioni per leggerlo oltre al fatto che è un libro scorrevole, divertente e spumeggiante. Perché la storia di Steven, l'adolescente protagonista del libro, che racconta in prima persona le proprie avventure, è una delle più efficaci fotografie di un'incertezza sul proprio orientamento sessuale che si insinua pian piano tra le pieghe di ragazzo americano cresciuto in una famiglia che neanche sospetta che Elton John sia gay...

martedì 16 dicembre 2014

L'outing di Philippot e i pericoli dell'estrema destra gay

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"Si dica quel che si dica, ma il miglior rimedio contro l'outing è sempre il coming out...": quello di Ian Brossat, assessore comunista alle politiche abitative di Parigi, su twitter.com è forse il commento più saggio alle polemiche scatenate dallo scoop della rivista scandalistica francese Closer, che ha pubblicato le foto di Florian Philippot, vice-presidente del partito di estrema destra Front National (Fronte nazionale; FN), in giro con il fidanzato giornalista per le strade di Vienna. Anche se l'omosessualità di Philippot era un segreto di Pulcinella (finora il politico aveva sempre rifiutato di parlare del proprio "chiacchierato" orientamento sessuale, spiegando, con un certo imbarazzo, che si trattava di una questione privata; v. video), l'outing in copertina è sembrato eccessivo alla classe politica d'oltralpe, che ha condannato, quasi senza eccezioni, lo scoop con parole durissime.

sabato 13 dicembre 2014

Attivisti LGBT perseguitati: la Bielorussia imita Mosca

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dalla Russia
Ihar Tsikhanyuk è un attivista per i diritti LGBT in Bielorussia, paese che sebbene non abbia legislazione che punisca le persone lesbiche, gay, bi e transessuali, subisce fortemente l'influenza russa ed è stato sul punto di criminalizzare l'omosessualità (ilgrandecolibri.com). All'inizio del 2013, mentre era ricoverato in ospedale per un'ulcera, Ihar è stato prelevato da alcuni poliziotti che lo hanno portato in un ufficio dove più che un interrogatorio si è svolto un pestaggio, dopo che il ragazzo aveva rifiutato di rispondere a domande sulla sua vita privata e le forze dell'ordine avevano guardato i video e le foto contenuti nel suo telefonino. Nei giorni scorsi, in occasione della campagna "Write for rights 2014" (amnesty.it), Ihar è stato in Italia, ospite di Amnesty International, che segue il suo caso fin dal dicembre di un anno fa e che lo ha messo in contatto con Il grande colibrì.