giovedì 26 febbraio 2015

"Il leader dell'IS è gay": il tè nel deserto (delle notizie)

"Il leader dell'IS è gay": il tè nel deserto (delle notizie)
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Un umorista di terza categoria avrebbe solo aggiunto che l'incontro era avvenuto alla sagra della porchetta e lo sketch sarebbe stato perfetto per un cabaret di periferia: iltempo.it pubblica un'intervista a Davide Bellomo, collaboratore del Peace operation training institute che sostiene che Abu Bakr Al-Baghdadi (nella foto), leader dell'organizzazione terroristica Stato islamico, avrebbe cenato con lui, berrebbe alcolici e sarebbe anche gay - o, per dirla con la raffinata sintesi di un virgolettato inventato di sana pianta da ilgiornale.it, che riprende la notizia, "è un ubriacone, un omosessuale, uno che pensa troppo agli affari suoi". La notizia è clamorosa. Proviamo allora a capirne di più, magari partendo dalle classiche "5 W", le domande a cui un articolo deve dare risposta per essere corretto, come si dovrebbe imparare durante la prima lezione di giornalismo: chi? cosa? quando? dove? perché?

martedì 24 febbraio 2015

Israele al voto: promesse, dubbi e ostilità sui diritti gay

Israele al voto: promesse, dubbi e ostilità sui diritti gay
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Sempre più spesso fatti di cronaca o battaglie per i diritti sono strumentalizzati conevidenti (e a volte evidentemente fuori luogo) fini elettorali dai politici dei paesi in cui sono in programma le elezioni: ad esempio qualche giorno fa Benjamin Netanyahu ha invitato gli ebrei d'Europa ad andare in Israele per fuggire dai rischi di attentati e dall'odio antisemita, come se il risultato ottenuto da lui e dai suoi predecessori al governo dello stato ebraico sia stata una pace invidiabile invece di un conflitto di cui si fa fatica ad immaginare la fine. Ma accanto alla paura per l'espansione del terrorismo jihadista, tra i temi delle elezioni israeliane c'è anche quello dei diritti delle persone omosessuali, che sono sicuramente più riconosciuti che in qualsiasi altro paese del Medio Oriente, ma che al momento non comprendono il diritto al matrimonio (anche se le nozze celebrate all'estero sono riconosciute; ilgrandecolibri.com).

giovedì 19 febbraio 2015

Asilo per LGBT, basteranno nuove regole migliori?

Asilo per LGBT, basteranno nuove regole migliori?
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Russia, Stati Uniti e Uganda
Mentre si assottiglia la zona grigia di paesi che, forse per ignavia, forse per scarse pressioni popolari, non legiferano sulle coppie (o sui rapporti) omosessuali, opposti a quelli che realizzano il principio di eguaglianza ci sono paesi che aumentano le proprie politiche discriminatorie. E così, mentre i matrimoni omosessuali arrivano ad essere celebrati perfino nel bigotto Texas (time.com), altrove - soprattutto in alcune nazioni africane, ma anche in Russia - le condizioni per le persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) diventano sempre più difficili. Qualcuno riesce a scappare dall'inferno e ad arrivare in paesi che non solo riconoscono i diritti di tutti, ma che di quei diritti si fanno paladini. Ma le storie qui si dividono in lieti fini da una parte ed espulsioni ridicole dall'altra.

martedì 17 febbraio 2015

La Cina fa coming out, ma i diritti arrivano da Alibaba

La Cina fa coming out, ma i diritti arrivano da Alibaba
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L'onda dei diritti gay travolgerà la Cina? Nel paese la tradizione di matrimoni fittizi per nascondere la propria omosessualità (ilgrandecolibri.com) tende a rinnovarsi con la combinazione di nozze tra un gay e una lesbica, che, se non riesce magari a dare una prole alle famiglie di provenienza, sistema almeno la situazione dal punto di vista del decoro pubblico. Per conoscersi, in un paese che non offre grande accoglienza per chi mostra la propria diversità, viene utilizzato un sito di incontri omosessuali, con quasi 400mila utenti: chinagayles.com. Ma oggi le spinte per una "rivoluzione cultural-omosessuale" sono molteplici e vengono anche da uno dei motori della storia che raramente viene sconfitto: l'economia. E se non è certo il primo caso in cui a trainare verso i diritti civili una civiltà si mettono aziende gay-friendly, che questo avvenga in Cina è assolutamente unico ed eccezionale.

lunedì 16 febbraio 2015

Nascerà davvero il parco a tema per i feticisti leather?

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Per quanto possa sembrare fuori luogo, vi parleremo oggi di un parco a tema. Chi non c'è mai stato con gli amici, o con un nipote, o con qualche figlio nato prima, durante o dopo la presa di coscienza sulla propria sessualità? Tutti conosciamo Gardaland o Disneyland a Parigi, molti conoscono numerose altre località, in Europa e nel mondo, che attraggono i bambini e chi bambino vorrebbe tornare. Beh, non è esattamente questo il genere di parco a cui facciamo riferimento oggi. Il parco a tema di cui vi raccontiamo, intanto, è ancora sulla carta. E' un progetto in via di realizzazione, e in realtà avrà le dimensioni di una piazza piuttosto grande, ma certo non di una delle attrattive a cui facevamo riferimento prima.