venerdì 24 maggio 2013

Le bugie del Gambia: l'omofobia è solo un paravento

"Looking at the white man", Gambia
Javier D. (CC)
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Se i paesi africani a maggioranza cristiana si dimostrano omofobi al punto da voler inasprire pene già dure per la popolazione LGBTQ* (Il grande colibrì), i loro vicini dove a prevalere numericamente sono invece i musulmani non sembrano voler essere da meno.

Per vincere questa gara al ribasso dei diritti umani il governo del Gambia  ha addirittura inventato la notizia secondo cui l'Unione Europea avrebbe inserito il matrimonio omosessuale tra i diciassette punti di buon governo per valutare il merito del paese nel ricevere aiuti, come denuncia uno dei leader dell'opposizione, Hamat Bah, capo del Partito per la riconciliazione nazionale (Freedom Newspaper). Lo scopo della menzogna era probabilmente quello di aizzare la popolazione (diverse manifestazioni contro l'UE si sono svolte più o meno spontaneamente nel paese dopo la diffusione della falsa richiesta) per evitare che diventasse manifesto il dramma dell' economia che affligge il Gambia e che, secondo Bah, è la dimostrazione del fallimento del regime.

Del resto il presidente Yahya Jammeh non ha mai fatto mistero della sua omofobia, anche nelle ultime settimane (Il grande colibrì), tanto da conquistarsi l'amaramente ironica segnalazione nella "Hall of shame" (sala della vergogna) dell'organizzazione Human Rights Watch in compagnia del Centro americano sulle leggi e la giustizia, del parlamentare ucraino Vadym Kolesnichenko e del partito  Svoboda, sempre ucraino, per l'attivismo nel promuovere politiche omofobiche.

mercoledì 22 maggio 2013

La destra e i matrimoni gay: divisioni, suicidi e bugie

"Kiss-In", Parigi, Francia
philippe leroyer (CC)
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366 voti a favore, 161 contro: con una netta maggioranza la Camera dei comuni del Regno Unito  ha approvato, in attesa della Camera dei lord, la legge che estende la possibilità di sposarsi anche alle coppie dello stesso sesso. Si è così realizzato l'esito voluto dal premier David Cameron, il quale però ha ben poco da festeggiare: mentre i sondaggi segnano il suo personale crollo costante, la proposta sui matrimoni gay è passata solo grazie al massiccio sostegno dell'opposizione laburista, mentre ben oltre un terzo dei parlamentari conservatori ha espresso voto contrario, un po' per convinzione, un po' per rivoltarsi contro un leader sempre più incapace di governare il partito e il paese (The Telegraph).

La legge sui matrimoni, d'altra parte, ha trovato la ferma opposizione di tutti i principali leader religiosi, tra i quali anche le decine di imam che hanno firmato una lettera aperta al Telegraph: "Il matrimonio è un contratto sacro tra un uomo e una donna e non può essere ridefinito. Crediamo che il matrimonio tra un uomo e una donna sia il fondamento della vita familiare e l'unica istituzione all'interno della quale allevare i bambini" scrivono questi esponenti musulmani, che temono soprattutto di essere "derubati del diritto di crescere i figli secondo le proprie convinzioni", cioè, anche se non lo dicono esplicitamente, secondo gli stereotipi omofobici. Probabilmente il loro modello ideale è quello australiano , dove gay e lesbiche di origini arabe si sposano tra loro per costruire una finta famiglia eterosessuale e sfuggire ai pregiudizi... (SBS)

lunedì 20 maggio 2013

"Matrimoni musulmani queer" di Ludovic M. Zahed

"Queer Muslim marriage" di Ludovic-Mohamed Zahed
La copertina del libro
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Dio ama le lesbiche, i gay e le persone transgender. Questa è una certezza per l'imam Ludovic-Mohamed Zahed, fondatore della prima moschea inclusiva in Europa e dell'associazione Omosessuali musulmani di Francia  e coordinatore di CALEM (Confederazione delle associazioni LGBT europee e musulmane), oltre che collaboratore occasionale di questo sito (segnaliamo, tra l'altro, la presentazione del suo libro "Il Corano e la carne"). Allo stesso modo, Ludovic è assolutamente convinto che Dio benedica le unioni tra persone dello stesso sesso e che nell'Islam gli omosessuali possano sposarsi esattamente come gli eterosessuali. Partendo dalla sua storia e dall'esperienza del suo matrimonio con Qiyaam, un ragazzo sudafricano, Ludovic ha scritto un affascinante libro dal titolo chiarissimo: "Matrimonio musulmano queer".


Il titolo del tuo nuovo libro è molto chiaro, ma da quale punto di vista affronti la questione del matrimoni queer musulmani? Qual è la tesi principale del libro?

Come dovrebbe fare un antropologo, questo libro è come una testimonianza, tra il saggio e la biografia, della possibilità sociologica di essere queer e musulmano allo stesso tempo, senza dover scegliere una o l'altra parte della nostra identità. In allegato, abbiamo inserito la parte teorica di quello che chiamiamo il "Libro Verde", pubblicato ogni anno contro l'omofobia, la transfobia e l'islamofobia. L'obiettivo del Libro Verde era di trovare, alle radici stesse dell'Islam, un rispetto attivo e radicale e un amore incondizionato per la diversità

Imam Ludovic M. Zahed's "Queer Muslim marriage"

"Queer Muslim marriage" by Ludovic-Mohamed Zahed
The book's cover
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God loves lesbians, gays and transgenders. This is a certainty for the imam Ludovic-Mohamed Zahed, founder of the first inclusive mosque in Europe and of association Homosexual Muslims of France and coordinator of CALEM (Confederation of LGBT European and Muslim Associations), as well as occasional contributor to this website. Similarly, Ludovic is absolutely convinced that God blesses same-sex unions and that in Islam homosexuals can marry just like heterosexuals. Starting from his history and from the experience of his marriage with Qiyaam, a South African man, Ludovic wrote a fascinating book with a very clear title: "Queer Muslim marriage".


The title of your new book is very clear, but from which point of view you address the issue of  queer Muslim marriages? What is the main thesis of your book?

As an anthropologist would do, this book is like a testimony – between the essay and the biography – of the sociological possibility of being queer and Muslim at the same time, without having to choose one or the other part of our identity. In annex, we put the theoretical part of what we call the "Green Book" – published each and every year against homophobia, transphobia and islamophobia. That Green Book aim was to find, at the very roots of Islam, radical proactive respect and unconditional love of diversity.

venerdì 17 maggio 2013

Marocco: coppie gay in carcere. Kuwait: 215 arresti

 "Essaouira pastel 10", Essaouira, Marocco
Charles Roffey (CC)
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Sebbene qualcuno abbia avuto la stramba idea di una manifestazione contro il matrimonio omosessuale, in Marocco  come negli altri paesi musulmani la popolazione LGBTQ* locale ha ben altri problemi da affrontare. Mentre a Souk el Arbaa, nel nord del Paese, due uomini sono stati condannati a tre anni di carcere (pena massima prevista dall'articolo 489 del codice penale marocchino per i rapporti omosessuali) per aver intrattenuto una relazione gay di dieci anni (Yabiladi), a Temara, nei pressi di Rabat, è iniziato il processo ad un'altra coppia accusata dello stesso "reato" (Le Figaro).

La dura condanna della prima coppia, punita con il massimo della pena, e l'immediato inizio del processo della seconda, arrestata appena una decina di giorni fa (Il grande colibrì), potrebbero essere una prima reazione alla campagna contro l'omofobia nel Paese lanciata dalla rivista Aswat (Il grande colibrì), ma sono in realtà perfettamente in linea con quanto avviene nei paesi arabi, dove la legislazione arriva anche a punizioni corporali e perfino alla pena capitale.

Tant'è che il giro di vite contro i gay non è una peculiarità nordafricana, come dimostra l'arresto di massa di cittadini di varia nazionalità in diversi internet café di Madinat al-Kuwait  accomunati dall'essere omosessuali, benché – secondo la stampa – accusati chi di violazione della legge sul soggiorno, chi di piccoli reati, gioco d’azzardo o accuse di ordine civile (al-Anba). Ma è davvero improbabile che 215 giovani, gay o lesbiche, vengano tratti in arresto e deferiti alle autorità nelle stesse ore senza che il loro orientamento sessuale abbia qualche rilevanza nella faccenda.