lunedì 1 settembre 2014

Islam, donne, gay e minoranze: è l'ora della chiarezza

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Contro l'autoproclamato "califfato" si sta profilando la nascita di un'alleanza, che probabilmente non diventerà mai ufficiale e dichiarata, tra governi che fino a ieri erano acerrimi nemici: Stati Uniti, Iran, Siria, Arabia Saudita... Se l'Occidente non ci fa una bella figura (potrebbe esserci un'immagine più nitida di questa armata brancaleone per rappresentare il fallimento e lo sbando di lunghi anni di politica estera?), i contendenti islamici fanno solo paura: da una parte una masnada di macellai che diffondono morte e terrore (riprende gli sgozzamenti perché "mi piace rivederli la notte", dichiara un combattente dello Stato Islamico in un video diffuso qualche settimana fa), dall'altra regimi dittatoriali che da decenni negano i diritti più basilari ai loro cittadini e tramano, più o meno nell'ombra, per destabilizzare i propri vicini e per imporre un'interpretazione del Corano sempre più oscurantista.

giovedì 28 agosto 2014

Paesi omofobi VS paesi gay-friendly: ecco la mappa

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Il 28% degli abitanti del mondo abita in una città o in una zona in cui ritiene che gay e lesbiche possano vivere bene: è questo il risultato dell'indagine dell'istituto di ricerca statunitense Gallup (gallup.com), che ha intervistato circa mille persone in ciascuno dei 123 paesi esaminati. Il grande colibrì ha realizzato la mappa soprastante, in cui più è intenso il colore viola più è diffusa l'omofobia percepita e più è intenso il colore rosa più è diffusa la percezione di un ambiente gay-friendly. Come c'era da aspettarsi, l'Africa e l'Asia sono grandi macchie violacee, mentre in Europa occidentale e America settentrionale prevale il rosa. Il paese più gay-friendly sarebbero i Paesi Bassi, seguiti da Islanda e Canada. La maglia nera dell'omofobia spetterebbe invece a Senegal e Pakistan, ai quali però dovrebbero aggiungersi molti dei paesi non esaminati, tra i quali figurano, ad esempio, Iran e Arabia Saudita.

Homophobic states VS gay-friendly states: the map

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28% of the world's inhabitants live in a city or in an area where they believe gays and lesbians can live well: this is the result of the investigation of the US research institute Gallup  (gallup.com), that interviewed about 1,000 people in each of the 123 surveyed countries. Ilgrandecolibri.com created the above map, where the more the color purple is intense the more perceived homophobia is widespread and the more the color pink is intense the more the perception of a gay-friendly environment is widespread. As expected, Africa and Asia are large purple spots, while pink prevails in Western Europe and North America. The most gay-friendly countries are the Netherlands, followed by Iceland and Canada. The most homophobic countries are Senegal and Pakistan, but we should add to them a large number of the unexamined countries, which include, for example, Iran and Saudi Arabia.

mercoledì 27 agosto 2014

India, la destra promette diritti ai gay: c'è da fidarsi?

H. Thangchungnunga (CC) - Condividi su: Facebook - Twitter - Seguici su: Facebook - Twitter
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Dopo una campagna elettorale ricca di speranze (ilgrandecolibri.com), i risultati delle urne erano stati un amaro risveglio per le persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) indiane, già colpite sul finire dello scorso anno dalla sentenza della corte suprema che ristabiliva la punibilità del sesso contro natura: tutti i partiti che avevano proposto con più o meno forza diritti per gli omosessuali sono stati sconfitti e la vittoria è andata al partito di Narendra Modi, con una forte caratterizzazione religiosa di stampo induista. Tuttavia quelle riforme che sembravano sconfitte dal voto sembrano rifare capolino proprio grazie al nuovo governo e ad esponenti del partito che ha conquistato la maggioranza assoluta, il Bharatiya Janata Party (BJP; Partito del Popolo Indiano).

lunedì 25 agosto 2014

Senior LGBT Italia, per invecchiare insieme gaiamente

Una coppia di anziani omosessuali si abbraccia e coccola
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Coppia di signore anziane a un matrimonio omosessuale
Ashleigh Bennett (CC)
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"Oggi le prime comunità visibili di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali nel mondo stanno invecchiando e nascono nuove necessità e nuovi bisogni, anche perché spesso queste persone non hanno figli o partner". La questione dell'invecchiamento delle persone omosessuali e transgender sta acquistando un'importanza e un'urgenza crescenti: affrontiamo questo tema con Jonathan Mastellari, attivista molto impegnato sui diritti delle persone LGBT migranti e da qualche mese coordinatore dei gruppi Senior LGBT Italia (facebook.com). "Crediamo che siano necessari un invecchiamento attivo e un dialogo tra le generazioni in una comunità di minoranza come la nostra, in cui l'avanzare dell'età fa paura e la perfezione fisica è sempre in prima pagina: è essenziale capire e affrontare i bisogni dovuti alla vecchiaia, alla malattia, alla solitudine, ma anche alla vita di tutti i giorni".