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Migliaia di persone hanno partecipato alla parata del Pride che si è svolta a Delhi domenica scorsa: secondo gli organizzatori, sarebbe stata l’edizione con più partecipazione dalla prima del 2007. La marcia di domenica rivestiva una particolare importanza: è stata la prima che si è svolta dopo che lo scorso settembre la Corte suprema ha cancellato il “reato di omosessualità”, introdotto nel 1861, all’epoca della colonizzazione britannica, e che prevedeva il carcere fino a 10 anni. Per quanto la legge non venisse applicata da molti anni, veniva comunque utilizzata per minacciare e intimidire le minoranze sessuali indiane.

Un Pride tutto nuovo

È la prima volta che non partecipo come criminaleha detto Deepti, una militante del Delhi Queer Pride Group, il gruppo che organizza la manifestazione – Adesso mi godo la vita come una libera cittadina“. Nella sfilata i manifestanti, oltre alle consuete bandiere arcobaleno, portavano cartelli che dicevano “L’amore vince” e “Adiós 377”, con riferimento all’articolo di legge abrogato.

Il corteo è andato avanti fino alle 19, tra balli e slogan. “Ma non possiamo più cantare quello che diceva ‘Qual è la legge peggiore? La tre-sette-sette’ha detto un volontario. A differenza di molti Pride occidentali, il Pride di Delhi si basa tutto sul lavoro dei volontari e non ammette alcun tipo di sponsorizzazione dell’evento da parte di aziende, neppure indiretta (per esempio, le bandiere o gli altri gadget con impresso il nome di un’azienda che si trovano spesso nelle manifestazioni).

La battaglia continua

Nonostante la sentenza della Corte Suprema, la strada da fare per la comunità LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) in India è ancora lunga, visto che i suoi membri devono ancora affrontare una società molto conservatrice. Probabilmente servirà ancora più di una generazione per arrivare all’accettazione sociale delle minoranze sessuali nel paese, ma per il momento, come fanno notare i manifestanti, il fattore paura non esiste più, e non è una cosa da poco.

Alessandro Garzi
©2018 Il Grande Colibrì
foto: Delhi Queer Pride (Facebook)

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