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Sono emersi dati allarmanti da un sondaggio condotto dall’Università di Pechino sullo stato degli studenti LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersex e asessuali) in Cina. Secondo i dati riportati, l’85% di loro si sarebbe detto “depresso”, mentre il 40% ha avuto pensieri suicidi.

Dentro l’armadio

Un modo affinché la situazione possa migliorare, dice Wei Chongzheng, che ha condotto lo studio, sarebbe includere nei programmi scolastici il tema dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere: “Un clima più inclusivo a scuola ha fatto scendere in modo significativo il numero di studenti che aveva pensato al suicidio“. Ma soltanto il 2,9% delle scuole prese in esame risulta attrezzato per poter proporre questo tipo di programmi.

Sempre da quanto emerge dai dati dello studio, il 72% degli studenti non ha fatto coming out con i genitori e il 75% non lo ha fatto con i propri insegnanti. La quasi totalità degli studenti intervistati si è dichiarata esclusivamente con gli amici o, al massimo, con i compagni di classe. La maggior parte di loro afferma di poter avere a scuola il supporto di altri studenti LGBTQIA, ma pochi dichiarano una vicinanza da parte dell’istituzione.

Repressione strisciante

In Cina l’omosessualità è stata decriminalizzata nel 1997 e dal 2001 la Società Cinese di Psichiatria l’ha cancellata dalla lista delle malattie mentali. Nonostante questo, la società cinese è molto chiusa per quel che riguarda la diversità sessuale e, come abbiamo visto, la maggior parte delle persone preferisce rimanere in incognito. Inoltre le autorità politiche reprimono, a cadenza quasi regolare, i luoghi, fisici o virtuali, di incontro e di discussione per le minoranze sessuali.

La China Netcasting Services Association (Associazione per i servizi di netcasting in Cina; CNSA) aveva deciso di censurare ogni contenuto a tematica LGBTQIA da internet nel giugno 2017, mentre è una notizia recente quella della tentata chiusura, alla quale le autorità hanno dovuto rinunciare, di una pagina dedicata alle lesbiche sul social network locale Weibo.

Alessandro Garzi
©2019 Il Grande Colibrì
foto: Il Grande Colibrì

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