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Dopo lo svolgimento del Pride a Kiev lo scorso giugno, il 15 settembre anche la città di Kharkiv, nella parte orientale del paese, ha ospitato una parata. Questo è stato possibile grazie anche alle pressioni di associazioni come Amnesty International, che si era rivolta alle autorità ucraine per ottenere lo svolgimento della marcia in condizioni di sicurezza. Circa 2mila persone hanno sfilato per la città chiedendo sicurezza e gridando slogan come “Kharkiv per tutti” e “siamo tutti uguali, siamo tutti diversi”.

Per quanto fosse limitato a una piazza che il corteo ha percorso più volte, il Pride si è tenuto regolarmente nonostante gli ostacoli che, soprattutto in questa parte di Europa, stanno diventando sempre più frequenti: il sindaco Hennadiy Kernes aveva addirittura minacciato le vie legali contro i manifestanti, mentre gruppi nazionalisti e religiosi volevano interrompere la marcia con metodi anche illeciti.

I contestatori, a dir la verità, sono state poche decine. Alcuni hanno lanciato uova verso il corteo, altri si sono scontrati con la polizia. Qualcuno si è sdraiato sul percorso per impedire lo svolgimento della marcia, ma i manifestanti si sono limitati a camminargli attorno. In un parco vicino alla piazza dove si stava svolgendo il Pride si sono verificati scontri più seri tra polizia e militanti di destra che avrebbero lanciato dei lacrimogeni contro gli agenti: come risultato sono state arrestate 17 persone e due poliziotti sono stati feriti.

Alessandro Garzi
©2019 Il Grande Colibrì
foto: Il Grande Colibrì

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