Che cosa significa, oggi, avere un corpo perfetto? Quali sono i modelli di bellezza che la società e i media cercano sistematicamente di imporre e con cui, volenti o nolenti, siamo quotidianamente chiamati a confrontarci? Quali effetti può avere sulle persone la ricerca ossessiva e costante del fisico che viene considerato “ideale”? E quanto può essere dannoso per i più giovani (ma non solo) dover costantemente cercare di aderire a una sagoma predeterminata? Sono quesiti che gli studiosi si sono sempre posti, ma a cui solo da pochi anni si è cercato di rispondere prendendo in considerazione anche le popolazioni non occidentali e/o non bianche. Una lacuna piuttosto importante che alcuni psicologi inglesi hanno deciso di colmare.
Modelli corporei diversi
Nicaragua e Uganda: sono questi i due paesi su cui gli autori della ricerca hanno scelto di gettare lo sguardo, ponendosi come obiettivo finale la conoscenza e l’attento esame dei differenti ideali di fisicità e bellezza presenti in entrambi gli stati. I risultati degli studi sono poi stati messi a confronto con un campione etnicamente differente di uomini inglesi e le conclusioni si sono rivelate alquanto interessanti.
Secondo quanto rilevato dagli studiosi, il desiderio di ottenere (e mantenere) un corpo perfetto sarebbe un aspetto comune a tutte e tre le situazioni indagate. A cambiare sono i modelli a cui ci si ispira: a differenza degli inglesi, che secondo i ricercatori sarebbero attratti e ricercherebbero un fisico snello e muscoloso, gli ugandesi preferirebbero vedere sé stessi con un corpo più pieno e robusto. Un desiderio che sembrerebbero condividere con i nigeriani. Diametralmente opposta sarebbe invece la visione dei nicaraguensi che, stando almeno ai dati raccolti nella ricerca (per il momento l’unica ad aver preso in considerazione l’ideale corporeo maschile del paese centroamericano), avrebbero un desiderio decisamente maggiore di incrementare la loro massa muscolare.
La pressione dei media
Oltre che sugli ideali di fisicità socialmente attesi, i ricercatori hanno tenuto in grande considerazione anche il peso che la comunicazione di massa avrebbe sulle persone. Non è infatti un mistero che i new media veicolino costantemente dei modelli di fisicità spesso estremi se non quasi irraggiungibili, e non è nemmeno un mistero che la sovraesposizione di corpi spacciati per assolutamente perfetti possa mettere a serio rischio la salute di giovani e meno giovani. Senza contare che, sottolineano gli esperti, gli unici ideali di fisicità presi in considerazione e proposti come appetibili sono quelli tipicamente occidentali.
Per gli uomini il traguardo da raggiungere sarebbe costituito da un fisico scolpito e muscoloso, possibilmente corredato dall’ormai celebre tartaruga addominale: lungi dall’essere immuni alle pressioni mediatiche, gli uomini sarebbero propensi a sviluppare disturbi legati all’alimentazione e alla ricerca di una supposta perfezione corporea. Con conseguenze spesso davvero molto gravi.
Non meno pericolosa la situazione che coinvolge le donne: per loro la perfezione starebbe in un corpo dal peso molto ridotto, ma allo stesso tempo curvilineo e sinuoso. Questi standard di perfezione, che i media occidentali veicolano ormai quotidianamente, costituirebbero secondo gli esperti un vero e proprio pericolo per la salute mentale e fisica anche delle donne e delle ragazze di tutte le età e di tutto il mondo, che si sentirebbero sostanzialmente obbligate a fare di tutto pur di aderire a un certo canone estetico.

Contrasti e accettazione
Essendoci passat@ in prima persona, posso affermare abbastanza serenamente che le spinte verso l’ottenimento di un corpo socialmente (e, nel mio caso, anche “amorosamente”) apprezzabile provengono sia da dentro che da fuori sé stessi. Come rilevato dai ricercatori della sopraccitata indagine, il gruppo dei pari e la società in generale sono per il singolo individuo una fonte di ispirazione fortissima e possono influenzare più o meno positivamente la persona e il suo ideale di corporeità.
Allo stesso tempo, a mio avviso non bisogna dimenticare che anche la psiche gioca un ruolo fondamentale, tanto che anoressia e bulimia nervosa, come ricorda Daniele Banfi, “sono diventati nell’ultimo ventennio una vera e propria emergenza di salute mentale per gli effetti devastanti che hanno sulla salute e sulla vita di adolescenti e giovani adulti“. Un’emergenza di cui, nonostante tutto, si evita quasi completamente di parlare.
Può sembrare un’affermazione “buonista”, ma in questi tempi segnati da un pensiero sempre più aggressivo ed escludente la parola “accettazione” assume un significato a dir poco fondamentale e necessario. Per sé stessi, prima ancora che per gli altri. Per non far trionfare l’odioso senso comune che vorrebbe la bellezza bianca come unica possibile, o almeno quella a cui chiunque dovrebbe ispirarsi. Per non permettere che esista un solo e unico tipo di fisicità socialmente appetibile, che appiattisca uomini e donne in canoni estetici predefiniti. Per lasciare che chiunque sia libero di mostrarsi nel modo che ritiene più giusto e opportuno. E per celebrare qualunque – ma davvero qualunque! – tipologia di bellezza.
Nicole Zaramella
©2020 Il Grande Colibrì
immagini: Il Grande Colibrì


