Diritti transgender: avanti tutta contro ogni resistenza

La prima parlamentare transgender nelle Filippine

Più di 50 persone transgender vivono alle Bahamas, secondo i dati di Bahamas Transgender Intersex United (Unione di transgender e intersessuali delle Bahamas; BTIU). “Cosa possiamo farci? – si è chiesto il parlamentare Leslie Miller, del Progressive Liberal Party (Partito liberale progressista; PLP) – Diamogli un posto dove vadano a stare in pace: ciascuno dia un contributo per metterle su una bella isola dove possano giocare tra loro per il resto della vita, se è ciò che vogliono. Non potendo fare figli, moriranno presto: senza poter riprodursi per avere una nuova generazione, questa sarà la loro ultima generazione” [Tribune]. Dopo che i leader del partito hanno preso le distanze, Miller ha spiegato che stava solo scherzando, anche se ha precisato che in un paese cristiano come le Bahamas – secondo lui – le persone trans possono vivere, purché si nascondano [The Nassau Guardian].

FILIPPINE E CINA: L’ASIA CHE CAMBIA

Intanto in un altro arcipelago ben più popolato, le Filippine, è stata eletta la prima parlamentare transgender del paese: Geraldine Roman, candidata del centrista Partido Liberal (Partito liberale), ha battuto il rappresentante della sinistra conquistando oltre il 60% delle preferenze [Rappler]. Un segno dei tempi che cambiano se si pensa anche al fatto che l’adorato campione della boxe Manny Pacquiao aveva dovuto scusarsi dopo alcune odiose battute contro gli omosessuali [Il Grande Colibrì] o alle dichiarazioni di apertura nei confronti del riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso pronunciate dal neo-presidente Rodrigo Duterte [CNN Philippines].

Intanto in Cina molti sono rimasti delusi dopo che un tribunale ha dato torto a un transessuale FtM (dal femminile al maschile) che aveva fatto causa per discriminazione all’azienda che lo aveva licenziato. Come dice Tingting Shen, attivista per i diritti delle persone transgender, “il sistema legale cinese non è riuscito a riconoscere la questione della discriminazione basata su identità di genere ed espressione di genere sui luoghi di lavoro”. Ma, in realtà, la stessa Shen riconosce che c’è poco da essere pessimisti: il processo stesso è un segno dei tempi che cambiano e di una società senza meno disponibile ad accettare le discriminazioni [The New York Times] e sempre più accogliente nei confronti delle diversità, come mostra anche il successo di un concorso di travestitismo a Shanghai [The Japan Times].

USA: IL BOOMERANG DEGLI INTOLLERANTI

Transfobi costretti a fare passi indietro almeno parziali, persone transgender che trionfano alle elezioni o che non sono più disposte a farsi maltrattare: da tutto il mondo arrivano testimonianze del fatto che la discriminazione è ancora pesantissima e che i seminatori di odio fanno opposizione, ma anche che le loro resistenze sembrano sempre più fiacche e fragili. E paradossalmente persino l’odiosa legge della Carolina del nord, che proibisce alle persone transgender di utilizzare i bagni pubblici in accordo alla propria identità di genere, potrebbe rivelarsi un boomerang per gli intolleranti: finendo davanti alla Corte suprema degli Stati Uniti, il provvedimento potrebbe diventare l’occasione per una sentenza che faccia fare un balzo avanti nel rispetto dei diritti delle persone trans [Talking Points Memo].

 

Pier
©2016 Il Grande Colibrì
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