Come succede sempre nella retorica sovranista presente in tutta Europa quando si parla di diritti, le recenti campagne anti-abortiste portate avanti dalla destra cattolica e nazionalista hanno cercato di spostare l’attenzione sui bisogni dellə bambinə, talvolta reali ma più spesso presunti.
Allarme giovani
In Polonia un gruppo di associazioni LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali), tra cui Grupa Stonewall, Tolerado, Kultura Równości (Cultura dell’uguaglianza) e Miłość Nie Wyklucza (L’amore non esclude), che promuove il matrimonio egualitario, hanno deciso di riprendere proprio questa retorica, spostando l’accento sul fatto che tuttə lə bambinə, anche quellə cresciutə all’interno della “famiglia mamma-papà” da cartolina, andrebbero tutelatə. Lo slogan della campagna di sensibilizzazione suona come “Mamma, papà, vogliatemi bene” e i manifesti sono affissi in diverse città del paese.
I numeri portati dalle associazioni evidenziano una realtà sconvolgente: l’88% delle persone LGBTQIA adolescenti in Polonia non è accettato dal proprio padre. Migliore, ma di poco, la situazione con la madre: “solo” il 75% di loro non accetta lə propriə figliə a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere. Un altro dato rivela che il 70% delle persone LGBQTIA adolescenti polacche ha pensato, almeno una volta, al suicidio.

Allarme scuole
L’attenzione verso le fasce più giovani è ancora più importante se consideriamo le politiche portate avanti, negli ultimi anni, dal governo guidato dal partito di destra nazionalista Prawo i Sprawiedliwość (Diritto e giustizia; PiS). Questa forza politica esprime come ministro dell’istruzione Przemysław Czarnek, secondo il quale le persone LGBTQIA “non sono persone normali come le altre” e che ha paragonato quella che lui chiama “l’ideologia LGBT” al regime nazista.
Intanto l’associazione Fundacji GrowSpace (Fondazione Allargare lo spazio) ha esteso a tutto il paese il progetto Ranking Szkół (Classifica scolastica), lanciato nel 2018 ma fino a ora limitato alla sola città di Varsavia, per valutare quanto le scuole superiori siano aperte nei confronti delle politiche inclusive verso le minoranze sessuali e quanto il personale scolastico possa essere favorevole a iniziare un percorso di collaborazione con le varie associazioni. A questo scopo è stato aperto un sito dove viene chiesto allə studenti di dare un voto al proprio istituto mediante domande del tutto anonime: i risultati verranno pubblicati durante il mese di giugno.
Alessandro Garzi
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