Mikołaj Paweł Pawlak è il difensore civico dei diritti dei bambini in Polonia. Il difensore civico, un ruolo definito nella costituzione polacca del 1997, è nominato dal parlamento e rimane in carica per cinque anni. Quest’anno l’ufficio guidato da Pawlak ha deciso di premiare con un riconoscimento d’onore per i meriti nella protezione dei bambini la Fundacja Małych Stópek (Fondazione piccoli piedi), un’organizzazione che ha capo un personaggio che potremmo definire controverso: padre Tomasz Kancelarczyk.
Costui porta avanti una piattaforma decisamente anti-abortista (ha detto che la Polonia sarebbe stata “più civile” dopo la sentenza che, di fatto, ha vietato l’aborto nel Paese), ma soprattutto è noto per aver promosso delle campagne di “disinfestazione” dopo il passaggio della marcia del Pride nella città di Szczecin e per avere chiesto di “disinfettare” l’ambiente dopo l’evento per “rimuovere l’ideologia LGBT dalle strade”. Dopo aver ricevuto diverse critiche in proposito, anche da parte di membri di Prawo i Sprawiedliwość (Diritto e giustizia, PiS) il partito sovranista e conservatore al potere in Polonia che sta facendo da anni una violenta campagna dai toni omofobici e discriminatori, padre Kancelarczyk si è scusato e la “disinfestazione” non è avvenuta.
Secondo Katarzyna Kotula, deputata del partito progressista Wiosna (Primavera), il premio “è il proseguimento sia della crociata anti-abortista di Pawlak, sia di quella in corso contro le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali). Il difensore civico dei bambini dovrebbe proteggere le vite dei bambini che sono già nati, invece dà un premio a un fondamentalista religioso ultraconservatore”.
Alessandro Garzi
©2020 Il Grande Colibrì
immagine: Il Grande Colibrì
Leggi anche:
La Chiesa polacca vuole centri per “curare” le persone LGBT
“Cosa significa la vittoria di Duda per noi LGBT in Polonia”


