Cleopatra: la persona più bella e più intelligente d’Oriente, la regina dell’Egitto, la donna favolosa che ha rubato il cuore dell’uomo più potente di Roma, la donna più forte che ha cercato di sconfiggere tutti. Guardando un documentario per caso o per destino sulle sua storia piena di potere, sangue e piacere, si scopre questa grande sovrana che tanto ha lottato per raggiungere la propria posizione politica: non era facile per una donna regnare su un impero e su una società piena di schiavi, circondata da tanti uomini che volevano il suo posto e in competizione anche con suo fratello.
Cleopatra era una giovane donna, che dopo un’infanzia difficile per il fatto di essere la figlia del re in un famiglia reale piena di problemi, che, malgrado le minacce esterne e interne, ha cercato di sopravvivere e di regnare con grinta e coraggio, cercando in ogni modo di proteggere il proprio regno e il proprio popolo. Madre degli egizi, bella, potente e ricca, ha ottenuto tutto, diventando una leggenda e un sogno per tutti, uomini e donne.
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Acqua e olio
Mi piace anche il suo amore appassionato per gli uomini politici di Roma, tanto che fosse nato per proteggere il suo regno e il suo status politico quanto che fosse un sentimento puro. La donna nordafricana era sempre stata considerata (e lo è ancora) un simbolo di bellezza, con i suoi grandi occhi scuri e i suoi lunghi capelli ricci, la sua carnagione chiara: le movenze della danza del ventre esercitano un forte potere erotico sugli uomini. Ma – diciamoci la verità – quanti a Roma erano d’accordo con la relazione tra Marco Antonio, l’uomo politico più importante di Roma, e Cleopatra, la regina dell’Egitto? E la storia si ripete: ancora oggi, quante persone sono d’accordo con una relazione tra una donna orientale e un uomo occidentale?
Cleopatra era una donna determinata, ma voleva mettere insieme l’olio e l’acqua, voleva allo stesso tempo salvare il suo popolo ed entrare in una storia d’amore senza futuro. Alla fine si è tolta la vita per non cadere nelle mani del nemico dopo la caduta dell’Egitto.

Reginald Arthur, “La morte di Cleopatra” (1892)
Donne coraggiose
Sono orgogliosa di appartenere all’area geografica dell’Africa e del Medio Oriente: per noi Cleopatra rappresenta la donna orientale che ha sempre cercato di proteggere la sua terra e la sua gente e che ha una grande forza dentro di sé malgrado le circostanze: tante persone vogliono schiacciarla e sminuirla, ma lei trova sempre una soluzione, una via d’uscita. La donna africana e orientale può essere sottomessa e senza voce agli occhi dell’Occidente, ma in realtà è una forza della natura e ha sempre cercato di cambiare le cose e di sopravvivere in società maschiliste.
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Ho visto Cleopatra nella donna palestinese che, con una pietra in mano, cerca di difendere la sua famiglia, la sua casa, la sua terra. L’ho vista in Ahed Tamimi, la coraggiosa ragazza palestinese che è stata arrestata solo perché ha provato a difendere la sua casa e ha schiaffeggiato un soldato israeliano. L’ho vista nella donna nigeriana che ha fatto un lungo viaggio attraverso il deserto, la Libia in guerra e il mar Mediterraneo per salvare la vita sua e del suo bambino. L’ho vista nella donna marocchina vedova che vende frutta e verdura al mercato per mantenere la sua famiglia. L’ho vista in tante donne arabe immigrate per studio o per lavoro che cercano tutti i giorni di lottare e resistere per essere libere e per garantire una vita migliore per loro e per le loro famiglie.
Nella storia dell’Asia e dell’Africa ci sono state tante regine forti, ricche e belle, orgogliose e di grande cultura, ma le loro storie sono sempre state negate, nascoste sotto il velo di società chiuse mentalmente, distrutte da tante guerre. E spesso la fine della vita di una di queste regine ha significato la fine della vita del suo popolo.

Émile Vernet-Lecomte, “Donna berbera” (1870)
Le guerriere berbere
Per esempio, ancora oggi si parla poco delle donne guerriere amazigh (o, come vengono chiamate più spesso, berbere), che hanno cercato di difendere la loro terra, la loro lingua e il loro popolo dalla conquista araba dell’Africa settentrionale tra il 695 e il 705 d.C. Il simbolo della resistenza all’invasione araba è proprio una donna, la famosa regina guerriera Dihya Kahina (chiamata in arabo Kahina, cioè “maga, indovina”), sovrana della tribù berbera dei Ğerawa. Dicono che fosse di grande bellezza, forte e coraggiosa: con il suo pugno di ferro, ha guidato il suo esercito contro gli arabi musulmani che volevano conquistare l’Africa nord-occidentale.
Dopo la sconfitta del popolo amazigh, la sua identità culturale, la sua lingua e le sue tradizioni sono state cancellate in tutti i paesi del Nordafrica (compreso il Marocco, che pure riconosce il berbero come lingua ufficiale, ma in pratica l’arabo gode di uno status socio-culturale più forte, anche grazie al legame con la religione islamica). Nella storia dei paesi arabi, si parla molto della colonizzazione francese e britannica, ma poco delle conquiste degli arabi musulmani ai danni del popolo amazigh…
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Ragazze innamorate
Come ultima storia di amore e di coraggio femminile, vorrei parlarvi di una coppia di donne lesbiche: Fad e Nanz (pseudonimi scelti dalle ragazze stesse). Dopo essersi conosciute su Snapchat nel 2017 in Arabia Saudita, hanno iniziato a frequentarsi e si sono innamorate. Hanno iniziato una relazione segreta, di nascosto dalle loro famiglie: non potevano manifestare il loro amore o anche solo parlarne perché non la società non accetta l’omosessualità e le istituzioni la condannano con estrema severità.
Nel 2019 la famiglia di Nanz ha iniziato ad avere dei dubbi sull’orientamento sessuale della ragazza, che, dopo tante proposte di matrimonio, non aveva accettato nessun fidanzato. Per questo le due giovani sono scappate dall’Arabia Saudita a Londra, dove adesso vivono liberamente la propria sessualità e non indossano il velo. Sui social media molti commentatori arabi hanno condannato la loro relazione e hanno criticato un loro video e le loro foto. I genitori di Nanz hanno deciso di rinnegare la figlia, mentre la famiglia di Fad, pur non accettando l’omosessualità della ragazza, ha deciso di mantenere comunque il rapporto.
Il loro caso non è né il primo né l’ultimo: tante donne hanno abbandonato l’Arabia Saudita per colpa del regime attuale e per ottenere la libertà e una vita migliore. Ma noi donne dell’Africa e del Medio Oriente abbiamo la forza della natura e sappiamo resistere a ogni circostanza.
H.M.
©2020 Il Grande Colibrì
immagini: Henry Clive / Reginald Arthur / Émile Vernet-Lecomte


