Bollywood non è solo la gigantesca industria del cinema indiano, ma è anche e soprattutto il principale motore della cultura di questo paese di più di 1,3 miliardi di persone: il suo potere è immenso, tanto che tutte le forze sociali e politiche cercano di passare per Bollywood per diffondere i propri messaggi. Per questo “Shubh Mangal Zyada Saavdhan” (Fai tantissima attenzione al matrimonio), diretto e scritto da Hitesh Kewalya, non può essere liquidato in fretta.
Nella sua immensa produzione, Bollywood ovviamente ha rappresentato spesso le persone omosessuali, ma il più delle volte si trattava di personaggi secondari e decisamente macchiettistici, per catturare facili risate di scherno nei film comici. Ci sono poi film seri e drammatici che parlano di gay e lesbiche in termini tragici, spesso con l’ottima intenzione di denunciare gli effetti dei pregiudizi e delle discriminazioni. “Shubh Mangal Zyada Saavdhan” è una novità da più punti di vista: per la prima volta racconta l’omosessualità con una commedia romantica; per la prima volta fa interpretare un personaggio omosessuale da un attore di primissimo piano (il premiatissimo Ayushmann Khurrana); per la prima volta mostra senza pudori l’affetto tra due uomini.
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Un coro di elogi
Eh sì, perché nel film Kartik (Khurrana) e il suo amato Aman (Jitendra Kumar), nonostante l’opposizione della famiglia del primo, continuano a toccarsi, accarezzarsi, ballare insieme, baciarsi in bocca, cercare di sposarsi, e lo fanno sentendosi perfettamente a loro agio, senza che la regia scivoli in nessuna forma di ritrosia o di morbosità. Come scrive Udita Jhunjhunwala nella sua recensione per Livemint, “Hitesh Kewalya non si tira indietro nel raccontare l’omosessualità. E non lo fa neppure con discrezione, anche se tratta la relazione tra i due protagonisti con rispetto e sensibilità“.
Anche le altre recensioni sono spesso entusiaste per questo film “zeppo di sovvertimenti grandi e piccoli” e “pieno di personaggi rappresentati meravigliosamente e di interpretazioni azzeccatissime“, come scrive Nandini Ramnath su Scroll. Agli elogi della critica, si è aggiunto anche il successo di pubblico: nel primo giorno di uscita nei cinema, venerdì, la commedia ha incassato 95,5 milioni di rupie (più di 1,2 milioni di euro), a cui sabato si sono aggiunti quasi altri 111 milioni di rupie (oltre 1,4 milioni di euro). L’incasso di domenica è salito a 120,3 milioni di rupie (più di 1,5 milioni di euro) Le voci critiche non mancano, qualcuno ha anche definito il film “immorale” o “zozzo“, ma almeno per ora prevale di gran lunga il coro dei complimenti e delle lodi.
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Arriva la censura
Questo ovviamente vale per l’India, ma non per altri paesi. Gli Emirati Arabi Uniti hanno già fatto sapere che il film sarà vietato nei cinema di tutto il loro territorio, nonostante i produttori avessero offerto il taglio del bacio in bocca: il problema non è tanto quella scena, ma il fatto che la commedia “normalizza una relazione gay“. La stessa decisione probabilmente sarà presa dagli altri stati mediorientali.
Intanto “Shubh Mangal Zyada Saavdhan” è stato vietato anche in Kenya perché “è peggio di quelli che abbiamo vietato in passato“, come ha spiegato l’ufficio nazionale della censura: “L’omosessualità è illegale in Kenya. Il Kenya è una nazione timorata di Dio e riconosce un grande valore alla famiglia, un’istituzione che nasce dall’unione tra due persone di genere opposto“. E ancora: “Il Kenya non diventerà la discarica di tutti i generi di schifezza che cercano di distruggere l’istituzione della famiglia e la nostra identità culturale“. Il direttore dell’ufficio conclude: “Chi vuole, può andare a vederselo in India, dove è stato prodotto, o in qualsiasi altro paese dove l’omosessualità è permessa“. Beh, non vediamo l’ora che arrivi in Italia per seguire il suo consiglio.
Pier Cesare Notaro
©2020 Il Grande Colibrì
immagine: dettaglio dalla locandina del film


