India: per le ragazze che si amano denuncia e licenziamento

manifestanti al Pride di Kolkata in India
Bacio tra manifestanti al Pride di Calcutta, in India

Ci troviamo a Bangalore, in India, dove un matrimonio tra due donne anima posizioni contrastanti sulla famigerata sezione 377, e ha fatto scattare una denuncia e un licenziamento. Due ragazze di 25 e 21 anni, una lavoratrice e l’altra studentessa, si sono sposate nonostante la disapprovazione dei genitori e l’illegalità dei matrimoni omosessuali in India. Nel mese di maggio di quest’anno, hanno deciso di vivere insieme lontano dalle famiglie, che hanno prontamente replicato con una denuncia alla polizia. Alle ragazze era stata anche offerta dalla polizia una consulenza da parte di psicologi che “gli facesse capire lo sbaglio della loro decisione e del loro rapporto”.

Dopo che la notizia delle due ragazze ha cominciato a girare per i telegiornali con tanto di foto annesse, l’azienda per cui lavorava la ragazza più grande ha deciso di licenziarla, senza preavviso e con una telefonata, per il semplice fatto che adesso tutti sapevano che una loro dipendente era una lesbica [First Post].

Le mani legate della polizia

L’amore omosessuale ha molti nemici in India, ma questa storia non dovrebbe prendere la stessa piega di quella di Reena e Soniya, innamorate l’una dell’altra, scomparse, portate chissà dove dalle loro famiglie per tenerle lontane l’una dall’altra [Il Grande Colibrì]: per le due ragazze di Bangalore, infatti, pare che la situazione possa evolversi in maniera migliore.

India: lesbiche sparite e transessuali senza sepoltura

I genitori hanno provato a giocare la carta dell’illegalità del rapporto omosessuale (la sezione 377 stabilisce come illegali i rapporti contro l’ordine della natura, con una pena detentiva che in teoria può arrivare fino all’ergastolo), denunciando alla polizia l’attività sessuale delle ragazze, ma invano: dal momento che niente è stato fatto in pubblico, nulla è stato effettivamente visto. E il matrimonio lesbico, anche se non è riconosciuto dalla legge, non è neppure criminalizzato. Insomma, a meno che la denuncia non parta da una delle due donne, sembrerebbe che la polizia possa fare ben poco contro le ragazze, a meno che le famiglie non riescano a inventarsi una causa diversa da quella del semplice rapporto omosessuale.

Il matrimonio è un reato?

Affinché la denuncia dei genitori venga presa in considerazione, spiega l’ex procuratore S. Doreraju, essi non dovrebbero appellarsi alla sezione 377, che non ha valore contro la coppia, ma a qualcos’altro, ad esempio lanciando un accusa di squilibrio psicologico o di influenza negativa da parte di una ragazza sull’altra. Naturalmente ci sono pensieri diversi e contrastanti sulla questione, perché per molti il matrimonio lesbico è comunque motivo di arresto, ma per ora è confortante apprendere che la polizia non ha strumenti sufficienti per agire contro di loro, tant’è che quando hanno scoperto dove erano tornate a vivere non hanno potuto arrestarle [Bangalore Mirror].

Adesso le ragazze si sono spostate ancora una volta, rifiutandosi di tornare a casa, e hanno chiesto aiuto ad una organizzazione non governativa (ONG) che le aiuterà a restare al sicuro fino alla fine di questa brutta vicenda.

 

Ginevra
©2017 Il Grande Colibrì

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