Un pericolosissimo criminale è a piede libero in Liberia, dove semina panico e diffonde violenza senza farsi il minimo scrupolo. E senza che le autorità facciano nulla per fermarlo. Anzi: sono proprio le autorità che lo hanno rimesso in libertà e sembrano fare di tutto pur di ostacolare una sua condanna. Quando Il Grande Colibrì ne ha scritto la prima volta, un mese fa, la storia di Cheeseman Cole era già incredibile e inquietante, ma lo è diventata ancora di più con gli sviluppi degli ultimi giorni: oggi il torturatore degli omosessuali, che ha derubato e martoriato almeno 27 persone e probabilmente ne ha uccise altre due, è libero di dare la caccia alle sue prede e di minacciare chi ha raccontato la sua storia.
Una sfilza di reati
La pericolosità di Cheeseman Cole emerge con evidenza non solo dalle drammatiche testimonianze delle sue vittime, ma anche dalle sue stesse confessioni alla stampa. Cole, infatti, non ha avuto nessun problema a confermare di aver torturato presunti omosessuali, affermando di stare attuando un compito sacro: “Sono un servo di Dio e Dio mi ha parlato, mi ha detto che devo sbarazzarmi di tutti i gay della Liberia. Negli ultimi due mesi ho preso 27 gay e li ho salvati“. Non si sa quanto lui stesso creda a questo “mandato divino” o quanto lo utilizzi per nascondere i suoi intenti criminali, dal momento che non ha scrupoli a derubare e ricattare le sue vittime.
Il 10 ottobre, in ogni caso, la polizia sembrava aver fatto un passo importante per fermarlo. Le forze dell’ordine lo avevano arrestato, imputandogli una lunga sfilza di reati gravi: aggressione aggravata, lesioni personali, tentativo doloso di commettere omicidio, possesso e vendita di strumenti letali, sequestro di persona, furto di proprietà della polizia nazionale… Incomprensibilmente, invece, non gli era stata contestata la sparizione di due ragazzi, Winston Toe e Dominic Renner, nonostante la pesantissima confessione di un suo complice che ha detto di aver visto entrambi i giovani rapiti e torturati da Cole. Di Toe e di Renner, intanto, non c’è ancora nessuna notizia e le probabilità che siano ancora in vita sono davvero molto esigue.
Licenza di uccidere
Anche se non ci sono dubbi sulla pericolosità di Cole e sulla sua volontà di reiterare le violenze, l’uomo è stato rilasciato su cauzione. E ha subito iniziato a fare quello che era prevedibile. Come racconta un ragazzo vittima delle sue torture, “sin da quando è uscito di prigione, Cole ha chiesto alla gente informazioni su di me. Per esempio, ha chiamato un amico per chiedergli se mi conosce e dove vivo“. Il testimone ora non esce di casa, se non per andare al lavoro: “Ho tanta paura, quest’uomo è un soldato addestrato e temo che un giorno potrebbe portare la sua banda a casa mia e uccidermi“. Questi timori sono tutt’altro che infondati, dal momento che Cole ha anche telefonato per minacciare il giornalista che ha scritto della sua storia.
Ma oltre al danno, si aggiunge la beffa di un sistema giudiziario che ostacola la giustizia. Cole sarebbe dovuto comparire in tribunale il 4 novembre, ma l’udienza è stata rinviata all’11 novembre perché il caso non era stato assegnato a nessuno. Peccato che anche l’udienza dell’11 novembre sia stata annullata perché non si è trovato un veicolo per trasportare il suo complice dalla prigione fino al tribunale (una motivazione che ricorda quella che ha permesso di ritardare di interi giorni l’ispezione della casa di Cole quando è stato arrestato, permettendo alla sua banda di cancellare qualsiasi prova della sua colpevolezza). I ragazzi torturati hanno avuto un grande coraggio a denunciarlo, ma rischiano di pagare carissima questa scelta, nell’indifferenza delle istituzioni.
Pier Cesare Notaro
©2020 Il Grande Colibrì
immagine: Cheeseman Cole
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