L’outing di Lestrade: i gay sono diventati di destra

nudi maschili al foro italico ex foro mussolini
Statue di nudo maschile al Foro Italico (ex Mussolini)

Giornalista, scrittore, ideatore di alcune delle serate house più importanti d’Europa, Didier Lestrade ha avuto un ruolo chiave in così tanti ambiti che è impossibile elencarli tutti in poche righe. Ricordiamo qui solo il fatto che è stato tra i fondatori di Act Up in Francia, nel 1989, e ha dato vita, nel 1995, a Têtu, la più importante rivista gay d’Oltralpe. Oggi scrive un blog considerato tra i più influenti al mondo nel campo della cultura LGBTQ*.

Incontriamo Lestrade per discutere della sua ultima opera, “Pourquoi les gays sont passés à droite” (Perché i gay sono passati a destra), che esce oggi nelle librerie francesi per i tipi di Seuil. Un libro che sembra preveggente, se si considera che gli ultimi sondaggi attribuiscono più del 50% dei voti delle persone LGBTQ* al centro-destra e, in particolare, addirittura il 17% al Fronte Nazionale (FN), il movimento nazionalista dei Le Pen.

Come si spiega la scelta di molte persone LGBTQ* di votare a destra?

Credo che sia una scelta comprensibile, dal momento che riguarda tutto il paese: l’FN otterrà un risultato molto importante e quindi si tratta di un problema nazionale che perdura nel nostro paese da più di 25 anni. Ma Marine LePen è riuscita a cambiare completamente l’immagine del suo partito agli occhi dei gay, i quali sono molto delusi e frustrati per il ritardo della Francia in tema di matrimonio gay e omogenitorialità.

Una scelta comprensibile non è sempre ragionevole, però…

Infatti i gay sanno molto bene che Hollande, il candidato del Partito Socialista (PS), se sarà eletto, introdurrà il matrimonio gay e l’omogenitorialità. E sanno che l’FN non ha nulla da proporre alle persone LGBTQ*. Io personalmente non penso che i gay voteranno la destra: quello che dico nel mio libro è che, anche se votano per il PS, hanno una mentalità di destra, dal momento che, in fin dei conti, ce l’hanno contro le minoranze, contro gli arabi e i neri, contro le religioni, contro la periferia. E’ una mentalità che ha già incorporato il razzismo e la xenofobia. E ciò viene espresso dalle persone LGBTQ* sempre di più.

Ma perché sorprenderci se le persone LGBTQ* in particolare hanno una mentalità di destra, quando la società intera, ivi compresa la sinistra, adotta visioni del mondo e politiche sempre più conservatrici?

Sì, lo so, mi dicono che non c’è niente di cui sorprendersi. Negli anni Cinquanta e Sessanta i gay erano davvero di destra. Ma dopo Stonewall, nel 1969, il pensiero gay e tutto il movimento è passato a sinistra. In seguito, il movimento che è nato intorno all’AIDS, e che in Francia è stato molto potente, si è ancor più radicalizzato a sinistra. Gli anni Duemila, invece, sono caratterizzati da egoismo e consumismo.

Egoismo e consumismo che lei denuncia con forza…

Sì, perché il mio punto di vista non cambia: le minoranze devono costruire ponti tra di loro e noi abbiamo una responsabilità di vigilanza all’interno della società. E non possiamo lasciarci andare al razzismo, all’odio nei confronti di arabi e neri: è l’opposto di quello che il movimento gay ha sempre perseguito! Come movimento gay, non possiamo guadagnarci i diritti sulle spalle delle minoranze, non dobbiamo utilizzare quella tendenza sionista che vediamo molto bene nel pinkwashing [per approfondire: Il Grande Colibrì]: usare la Tel Aviv gay contro Gaza! Non possiamo fare questo in Francia, io mi rifiuto.

Lei critica il fatto che “i gay e le lesbiche ferocemente anticlericali e libertari fanno fronte comune con i laici più duri e si mettono a difendere senza complessi l’Occidente liberale e i suoi valori contro l’integralismo musulmano”. Il discorso è limitato alla Francia, dove, per esempio, abbiamo tutto il dibattito sul velo?

Tutti i paesi europei stanno facendo la stessa cosa. L’Inghilterra, la Francia e la Germania hanno decretato la “fine” del multiculturalismo… come se si potesse “fermare” la mescolanza e l’immigrazione! Nel mio libro spiego che il primo paese ad aver traballato è stata l’Olanda, dove i partiti di estrema destra sono guidati da omosessuali. E’ seguita poi la Francia, con la legge contro il niqab [velo integrale della tradizione araba preislamica che lascia scoperti solo gli occhi; NdR]. Ma tutti i paesi fanno votare leggi equivalenti: in Svizzera, ad esempio, se la sono presa con in minareti.

Anche l’Italia sembra fare scelte politiche e culturali molto simili, eppure qui non viene invocata come motivazione la laicità, che anzi è quasi assente…

In ogni parte d’Europa è caccia all’Islam. Perché dietro l’Islam c’è l’immigrazione e l’Africa, ecco qual è la vera motivazione! Che si sia di destra o di sinistra, gay o eterosessuali, criticare l’Islam è oggi il modo migliore per farsi ascoltare. Per questo, mentre il vero problema è la crisi, ogni paese fa a gara per fare del “problema arabo” il problema numero uno, con evidenti esagerazioni dopo l’11 settembre 2001. Siamo ancora fermi all’asse del male contro l’asse del bene.

Lei invoca il “comunitarismo” per la comunità LGBTQ*…

Sì, la comunità LGBTQ* dei paesi del sud è razzista. I neri e gli arabi gay incontrano sempre difficoltà a entrare nei locali gay. C’è del razzismo anche nella sessualità, con quei bianchi che “usano” i neri o gli arabi. Il gay bianco è sempre più ricco del gay arabo. I gay neri o arabi non sono presenti sui media tanto quanto i gay bianchi.

Ma il comunitarismo, l’aiuto agli oppressi è un obiettivo davvero realizzabile nella comunità LGBTQ*?

Nei paesi del nord, come negli Stati Uniti e in Canada, la situazione non è più questa da molto tempo. Questa è la prova che la comunità LGBTQ* può imparare e sforzarsi di superare il proprio razzismo per mostrare al resto della società che la mescolanza è possibile e deve essere incoraggiata. Nel mondo anglosassone questo risultato non lo si è ottenuto magicamente: si è fatto del lavoro, degli sforzi, delle campagne di sensibilizzazione. In Francia siamo in ritardo. Anche in Italia ci sono persone transgender elette nei comuni o in parlamento, no? In Francia, invece, non ce ne sono.

Quali risposte politiche e culturali suggerisce, a questo punto?

L’outing [Il Grande Colibrì]. Ho perso la pazienza. Neppure per un secondo mi viene da pensare che l’arrivo della sinistra al potere dopo Sarkozy risolverà questi problemi. La mafia gay di sinistra è peggiore della mafia gay di destra, e se vi dico che quest’ultima non mi piace per niente… Sono dieci anni che la destra è al potere in Francia, ma la sinistra ha in mano Parigi, la regione parigina e l’insieme delle regioni francesi. Ma sapete cosa fa il PS nelle regioni o a Parigi?

Cosa fa?

Niente. Niente di niente. Quelli di sinistra sono i più feroci contro l’Islam e i musulmani pregano per strada. Infatti non si fa nulla neppure per i musulmani. Che vengono attaccati in tv. Che non vengono mai rappresentati al cinema. La Francia non ha ancora mai risolto il problema dell’Algeria e del colonialismo. Allora l’unica cosa da fare è attaccare e dimostrare, come all’epoca dell’AIDS, che possiamo essere pericolosi. E l’outing, che consiste nel denunciare pubblicamente i gay che bloccano il movimento LGBTQ*, è un’idea molto eccitante che deve essere usata in Francia come è usata negli Stati Uniti, in Inghilterra ed in Italia.

 

Michele e Pier
©2012 Il Grande Colibrì
Scritto da
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33 commenti

  • i siti che difendono il liberalismo e i diritti contro l'invasione musulmana generalmente non pubblicano i commenti in discordia oppure pubblicano il primo commento poi loro replicano ma non pubblicano le contro-repliche
    questo sito che difende il liberalismo e i diritti attraverso il dialogo anche con i musulmani vedo che pubblica tutto, anche i commenti discordi e calunniosi.
    mi chiedo chi è più liberale…

    • ho fatto un semplice appunto, una questione di lingua

      Avete adottato (voi o Lestrabe) una formulazione per indicare i liberali che generalmente usano i comunisti e i cattolici piu incazzati.

      Una formulazione un tantinello offensiva nei confronti di chi si sente liberale.

      Io vi ho fatto un appunto e voi vivete la cosa come calunniosa, dipingete il mio "immaginario" come claustrofobico, eccetera.

      Tutto per un appunto

      Eppero´ lezioni di liberalesimo non ne accettate

      Invece accettarne qualcuna vi farebbe bene

      Liberali saluti

    • A proposito di intenzioni che tolgo a piacimento, osservo che il "liberalesimo" di Marcello Pera e` stato messo in dubbio da persone ben piu´ autorevoli di me.

      Ad esempio
      http://old.radicali.it/newsletter/view.php?id=40189&numero=1141&title=NOTIZIE%20RADICALI

      Ma comunque non sarebbe stato necessario cercare conferme: se uno pretende di impedire l´accesso a un locale su base etnica, e` tollerante ?

      Se uno e` fobico nei confronti dell´islam e` laico ?

      Allo stesso modo se uno scrive "laici piu´ duri" e cose del genere e poi si incazza se qualcuno lo sottolinea, non so se sia bersaniano, castrista o chissa´ cosa, ma certamente non e` tollerante

      E non e` il mio immaginario, caro lei, e` il suo atteggiamento, riconoscibilissimo.

      Ossequi

    • Continuo ad avere l'impressione che lei viva tutta la questione con un vago senso di claustrofobia, come in un assedio immaginario, che la porta a fare di tutta un'erba un fascio. L'aver arruolato il nostro sito (che, ad esempio, è stato spesso l'unico ad aver denunciato in Italia alcune gravi violazioni dei diritti umani in Arabia Saudita o ad aver messo in dubbio le finte aperture del regime cubano) nelle orde bersianian-castriste-islamiste-marxiste-ecc… (immagine che, mi perdonerà, mi fa già sorridere in sé) lo trovo vagamente assurdo. Come trovo assurdo l'attribuirmi l'opinione di un lettore che ho già detto di non condividere. Confesso che mi risulta difficile accettare "lezioni di liberalesimo" con questi presupposti…

    • non ho arruolato nessuno.

      Ho solo osservato, come finalmente anche lei riconosce, sebbene sommessamente, che il linguaggio che ho riportato e` stato usato anche da…

      Leggo anche che non condivide in pieno l´opinione che ha riportato.

      Daccordo. Ma il mio problema e` il linguaggio.

      So leggere e quel che c´e` scritto su questo sito lo vedo. Se non lo vedessi non mi darei tanta pena

      Pero´ non posso fare a meno di osservare di aver sollevato una questione che avrebbe potuto essere di pura forma.

      Insomma essendo affezionato a certe idee, mi devo rassegnare a veder scritto che i "laici piu duri" difendono "senza complessi" eccettera.

      Insomma il linguaggio di certi ambienti lo devo vedere adottato da gente come voi e Lestrabe.

      Non saremo sotto assedio ma non e` gradevole lo stesso.

      Se poi e` la prima volta, e` probabilmente perche´ di liberali in giro non ce ne sono poi cosi´ tanti

    • Il problema, sinceramente, continua a sembrarmi solo quello di una gran confusione in cui si fa di tutta l'erba un fascio – e mi scuso se sono ripetitivo.
      Esiste Lestrade, esisto io, esiste chi commenta su questo sito, esistono i cattolici, esistono i comunisti, esistono gli integralisti religiosi, esistono i castristi, ecc… Per lei, invece, sembra esistere solo un monolito che fonde insieme tutte queste realtà.
      Insomma, mi sembra che continua a confondere tutti i piani, tutti i soggetti, tutti i discorsi: le parole di Lestrade diventano le mie, la frase di un commentatore come lei (frase che ha scritto liberamente come sta scrivendo liberamente lei, io non "riporto" nulla) diventa l'opinione del sito, la coincidenza di un aggettivo (!!!) fa diventare l'intervistato, l'intervistatore, i cattolici, gli integralisti islamici, i comunisti, i castristi, i bersaniani e non ricordo più chi altro una schiera compatta che attenta al liberalismo…

    • non e` un singolo aggettivo. Lei minimizza.

      Non faccio confusione, sintetizzo.

      Quanto alla differenza fra la sua posizione e quella di Lestrade, lei minimizza e non accetta osservazioni.

      Ed e` poi un fatto che quel tipo di linguaggio e` caratteristico di certi giri.

      Il modello anglosassone che Lestrabe caldeggia, e` liberale anche quello ? Quanto quello francese che contesta ?

      Guardi che la poca chiarezza di linguaggip puo´ giocare brutti scherzi. L´integrita´ della militanza serve fino a un certo punto.

      Perche´ apre varchi ai mostri. Io saro´ paranoico ma i precedenti no mancano.

      Mi spiac aver sottovalutato l´integrita´ della vostra militanza. D´altra parte a riconoscere una formulazione infelice non ci voleva nulla.

    • quanto alla titolarita´ dell´opinione del suo lettore, sebbene il suo lettore sia stato piu´ sanguigno di lei, la sostanza della posizione e´ la stessa.

      In quel caso pero´ lei ha saputo riconoscere l´opportunita´ di una puntualizzazione di tipo linguistico.

      Ma il sentimento dell´ingiuria lo ha espresso anche lei, chiaramente.

      Non faccio nessuna identificazione indebita.

      Qualcuno, con una prosopopea piu´ sviluppata della mia, potrebbe invitarvi a scendere dal piedistallo

  • scusate ma io questa frase la trovo offensiva

    "i gay e le lesbiche ferocemente anticlericali e libertari fanno fronte comune con i laici più duri e si mettono a difendere senza complessi l'Occidente liberale e i suoi valori contro l'integralismo musulmano"

    Ci mancherebbe ! E che dovrebbero fare ? Attaccare l´occidente liberale in difesa dell´integralismo musulmano ?

    Scusate ma dire che la xenofobia e l´islamofobia sono espressione del sistema di valori occidentali e liberali mi sembra una bella cagata.

    Se esiste un mondo islamico non reazionario non dobbiamo neanche raccontarci che non esista il problema.

    Va bene, esistera´ l´islam omofilo e la nostra narrativa sull´islam e` appiattita su aspetti deteriori.

    Noi ci concentriamo sui fomentati e trascuriamo le donne islamiche che rivendicano l loro sfera personale (il velo e altro), daccordo.

    Ma dire che la xenofobia e l´omofobia sono espressioni della cultura "liberale" mi sembra una manipolazione inaccettabile

    Manipolazione che conferma la visione dell´islam (come del cattolicesimo) appiattita su aspetti deteriori.

    Opporsi al fondamentalismo non e` "xenofobia" e non e` neanche di destra.

    E l´integralismo non e` una manifestazione culturale neutra. E` pericolosa.

    Con questo blog esercitate la liberta´ di parola che, se permettete, e` una liberta´ laica, liberale, occidentale "senza complessi"

    • Un commento che è un eccellente esempio di dialogo. Sì, di dialogo tra lei e il suo specchio, gentile anonimo. Perché lei estrapola una frase, le attribuisce un senso che evidentemente non ha, fa dire a tutti quel che vuole lei e poi critica opinioni che ha immaginato solo lei. Affermare che Lestrade o questo sito (che non sono la stessa cosa, le faccio notare en passant) non combattano l'integralismo o che sostengano che l'omofobia e la xenofobia siano valori occidentali (per poi proporre gli USA come esempio, ovviamente…) sono sciocchezze di cui ci si dovrebbe vergognare. E lei infatti, giustamente, se ne vergogna, evitando di firmare il suo commento…

      • Ebbene mi scusi ma il libro di Lestrade è stato utilizzato anche dagli oppositori al matrimonio per tutti in un articolo in cui si spiegava che invece di dare dell’omofoba alla manif pour tous i gay dovrebbero togliere la trave razzista dal loro occhio. Lestrade non combatte assoultamente l’integralismo islamico oggi si allea con gruppi antirazzisti omofobi e antisemiti che spiegano che il matrimonio gay è un’affare di bianchi e la cui portavoce applaude Ahmadinejad che spiega che non ci sono gay in Iran. Inoltre appena ieri ha dovuto cancellare un tweet antisemita dopo una valanga di tweet indignati corretto con un tweet ancora peggiore su misteriosi legami tra il sionismo e il finanziamento di partiti politici.

    • Vabe´ prendo atto che ho attribuito alla frase il senso "evidentemente" sbagliato, essendomi attenuto alla lettera.

      Lo so che voi e Lestrade non siete la stessa cosa ma la frase che ho estrapolato l´avete citata voi dal suo libro. L´intervista e` vostra no ?

      Ecco avete scritto "i gay e le lesbiche ferocemente anticlericali e libertari fanno fronte comune con i laici più duri e si mettono a difendere senza complessi l'Occidente liberale e i suoi valori contro l'integralismo musulmano"

      E` un refuso ? Scusate ma le parole sono importanti.

      Quanto alla mia identita´, mi chiamo CatoGraham e sono un amante di Graham Green

    • CatoGraham, forse non lo sa, ma l'interpretazione ottusamente e irragionevolmente letterale è tipica proprio del pensiero integralista…
      Se lei avesse il buonsenso non dico di fare un giro in questo sito per capire di cosa si tratta, non dico di leggere in buona fede l'intera intervista per contestualizzare la singola frase, ma semplicemente di rileggere quella stessa frase da sola e di fare un minimo sforzo per capire cosa quella frase possa logicamente significare, credo che non farebbe nessuna fatica a capire che nessuno cerca di fare discorsi "occidentalofobi" o di sostenere alcuna forma di integralismo.
      E' curioso – sarà un caso? – che la sua critica venga mossa proprio contro una frase che denuncia un atteggiamento assai diffuso: inventarsi fondamentalisti islamici e loro alleati anche sotto il tappeto del salotto (di quelli veri l'interesse è generalmente solo di maniera) e mimare trepidazione per il liberalismo sotto assedio straniero per portare avanti un discorso di esclusione e di disuguaglianza che probabilmente è – esso sì! – il principale pericolo per le società liberali…

    • vabe´ prendo atto che e` un refuso, che il contesto lo dimostrerebbe e che sottolinearlo e` integralista

      Non e` necessario scomporsi. Se scrivo qui e` esattamente per come questo sito appare.

      Ma se e` un refuso non sarebbe piu´ facile dirlo ?

      Invece di fare gli unti del signore ?

      Forse non e` un refuso ma un lapsus ?

      No, e´ evidente. E` che ho difficolta´ a tracciare la linea di dov´e` che finisce la ragionevolezza e dove comincia il resto.

    • Infatti è evidente e lo ammetto: la frase vuole dire proprio quello che ha capito (solo) lei, cioè che si vorrebbe che il mondo intero si inginocchiasse di fronte all'integralismo. Lestrade è un qaedista travestito da libertario queer francese. Questo sito è una centrale wahabita finanziata dai principi sauditi, come tutte le associazioni LGBTQ* con cui siamo in contatto. E io personalmente sono un agente della Blonk. E ovviamente abito sotto il suo tappeto.
      Sì, è proprio difficile capire dove sta la linea della ragionevolezza…

    • Guardi, questa discussione e` partita col piede sbagliato. Mi spiace.

      Io pero´ non invento niente, sto cercando di capire.

      Perche´ di militanti grassroots per la liberazione che in realta´ erano deludenti ne ho conosciuti troppi.

      La lettera di quella frase e` quella che e`.

      Capisco che l´intento non sia quello.

      Pero´ certe confusioni e approssimazioni nel linguaggio, scusate, non sono solo incidentali. Questa e` la mia esperienza.

      Lestrabe non lo conosco, ma se quella frase l´ha scritta cosi´, tanto libertario non deve essere.

      Puo´ darsi che conosca gli eccessi che denuncia. E che quegli eccessi siano perpetrati invocando il liberalismo a sproposito.

      Ma se la sua reazione e` di accettare l´identificazione (proposta dai suoi avversari) di quegli eccessi con il liberalismo, allora il suo e` ancora l´ennesimo degli opposti estremismi faziosi che piagano questo arcipelago.

      Per rendere quella frase meno problematica sarebbe bastato poco

      Ad esempio, avrebbe potuto essere formulata come segue:

      "i gay e le lesbiche si fingono ferocemente anticlericali e libertari e fingono di far fronte comune con i laici più duri e di mettersi a difendere senza complessi l'Occidente liberale e i suoi valori contro l'integralismo musulmano"

      oppure

      "i gay e le lesbiche si dicono ferocemente anticlericali e libertari e dicono di far fronte comune con i laici più duri e di mettersi a difendere senza complessi l'Occidente liberale e i suoi valori contro l'integralismo musulmano"

      Gia´ cosi´ sarebbe stata meno equivoca.

      Invece, a giudicare dalla formulazione scritta da voi, sembra che Lestrabe concordi che e` il liberalismo, come sostengono gli intolleranti che denuncia, a ispirare quella intolleranza.

      Ecco di denunce antagoniste, marxiste, castriste, intifadiste o bersaniane, se permettete, ne ho sentite troppe.

      Non mi veniva in mente il wahabismo. Mi veniva in mente l´intolleranza di ogni segno che puntualmente emerge da certi ambienti "militanti"

      Se uno scrive "ferocemente anticlericale", come scriverebbe il cardinal Bertone o un parroco di provincia, libertario non e`.

      Poi si puo´ avvolgere la kefia arcobaleno intorno al collo ma e` un intollerante lo stesso.

      I tollernti non equivocano sul liberalismo.

      Questa e` la mia esperienza.

      • CatoGraham
        Non credo sia il caso di prendere troppo sul serio Lestrade. Nel suo libro non so se il colibrì l’ha letto pretende che la Repubblica francese razzista gli ha impedito di trovare un compagno arabo perché nei siti di incontri gli arabi si cercavano tra di loro. Vivendo in Francia le dico che sono delle considerazioni totalmente paranoiche non mi metto nemmeno a parlare della mia vita privata perché credo che qualsiasi persona dotata di un minimo d’intelligenza possa comprendere il livello di serietà di un libro che si pretende politico e arriva a conclusioni sociologiche basandosi su la propria esperienza personale. Questi personaggi sono oggi particolarmente utilizzati a sinistra per criticare la comunità LGBT. È l’unico angolo d’attacco accusarli di razzismo e in particolare islamofobia. Succede la stessa cosa per le femministe

    • dei vostri collegamenti bersaniani neanche sapevo.

      non volevo neanche dire che foste castristi.

      volevo dire che sebbene non wahabiti manifestate una qualche indulgenza verso alcune forme di intolleranza, tipiche del contetso militante cui appartenete.

      E se me lo concede il suo atteggiamento lo conferma in pieno

    • Fino a stamani non ne sapevo niente neppure io dei nostri collegamenti bersaniani, se è per questo, ma, evidentemente, lei conosce molto meglio il contesto militante al quale apparteniamo.
      Comunque capisco che si possa avere problemi a chiamare le cose col proprio nome, ma sarebbe così gentile da spiegare quali sarebbero queste "forme di intolleranza" verso cui manifesteremmo indulgenza e come e quando la manifesteremmo? Le sue affermazioni mi sembrano sempre un po' troppo generiche e categoriche al tempo stesso ("gettare la pietra e nascondere la mano", si diceva un tempo).
      In ogni caso mi diverte sempre un po' vedere come alcune persone pretendano di fare l'interpretazione autentica di quello che pensano altre persone. Quando poi queste persone si comportano così in nome della difesa del liberalismo, apprezzo molto l'umorismo involontario della faccenda…

    • Guardi

      la cosa e` semplice. Io mi sento un laico anticlericale liberale senza compromessi.

      Se in Francia c´e` qualcuno che in virtu´ di queste parole discrimina, negando accesso ai locali o chissa che altro, semplicemente non e` tollerante, liberale, laico come dice di essere.

      Anche Marcello Pera si dice liberale. Lo e`? Secondo me no.

      Ore se Lestrabe dice che questi gay razzisti e intolleranti francesi esercitano discriminazione in quanto liberali (che e` quello che c´e` scritto) assimila i liberali alle loro nemesi.

      Che cappero ci voleva a fare un semplice distinguo ?

      Gli intolleranti cui si riferisce Lestrade non sono anticlericali feroci, non sono laici e neanche liberali. Non lo sono in maniera "feroce" e neanche in maniera soft. Non lo sono tout court.

      Fra parentesi, gli antilericali "feroci" non esistono. Esistono gli anticlericali e basta. Gli aggetivi "feroci", "duri" o "col botto" sono usati di solito dai cattolici nei confronti dei laici o da alcuni comunisti nei confronti di alcuni liberali. <– SONO QUESTE LE TENDENZE INTOLLERANTI CUI MI RIFERIVO, SPERO COSI´ SIA CHIARO.

      Che sebbene non wahabite sono forme di intolleranza pure quelle.

      Quelli di cui parla Lestrade liberali non lo sono manco col piffero. Forse dicono di esserlo ma questo e` un altro paio di maniche.

      Ora se si omette questo semplice distinguo vuol dire che si nutre il sentimento per cui liberalesimo e intolleranza sono la stessa cosa, come "sentono" alcuni comunisti, alcuni cattolici, alcuni reazionari classici e dio sa quali altri campioni di libero pensiero <- ATTENZIONE ECCO UN´ALTRA CITAZIONE DI COSA RITENGA ESPRIMERE INTOLLERANZA

      A Lestrade non posso chiedere. Ma glielo avrei chiesto se lo avessi intervistato io. Non mi sarei fidato della sua militanza "libertaria"

      Se permettete qualche libertario lo conosco e i libertari che conosco io, come ho gia´ scritto, l´abc lo sanno e in equivoci grossolani come questo non incorrono.

      Allora mi interessava capire se a voi questa "sottile" questione linguistica vi arrivasse oppure no.

      Pare di no.

      Lei mi dice che Lestrade propone il modello dei paesi anglosassoni. Bene. Ma il linguaggio che usa e` quello di chi i paesi anglosassoni li vorrebbe in polvere.

      Sara´ un equivoco. Ma allora perche´ non riconoscerlo semplicemente ?

      Allora siete cosi´ affezionati all´idea di essere i depositari della tolleranza ?

      Cosa vi devo dire ? Accomodatevi

      P.S. "Ah vero, dimenticavo le nostre scottanti connessioni con Pier Luigi "Fidel" Bersani…"

      questo rigo lo ha scritto lei due commenti fa. Ora io se voi questo collegamenti bersaniani li avete oppure no non lo so e non mi interessa.

      Come dovrebbe aver capito, non leggo fra le righe. Leggo le righe.

    • E le parole e i significati e le intenzioni che aggiunge e toglie a suo piacimento? E gli integralisti, gli antagonisti, i marxisti, i castristi, gli intifadisti, i bersaniani, i comunisti (e chissà quale altro "mostro" di un certo immaginario claustrofobico di facile prevedibilità!) che catapulta da questa parte dello schermo? Tutto questo l'ha letto fra le righe, nelle righe o dove?

    • L´ho letto in una frase che ho indicato esplicitamente. Quella formulazione e` tipica di certe culture che non sono esattamente campionesse di tolleranza.

      La sua stessa difficolta´ a riconoscere questa cosa e` una conferma lampante

      Fra l´altro fra i mostri che ho indicato c´era anche la reazione classica, che lei omette

      Anche questa e` una conferma.

      Lei, non so quanto consapevolmente, ha assimilato l´intolleranza di una certa militanza di sinistra.

      Siccome sperimentate gli opposti estremismi e dichiarate che la militanza lgbt debba essere apolitica (io preferisco dire trasversale)
      avevo sperato che se uno vi avesse fatto notare che il vostro linguaggio non e` cosi´ neutro, anzi e` proprio schierato, avreste preso l´osservazione come un contributo

      Invece la prendete come un´offesa e mi rovesciate addosso a vostra volta una lettura di me stesso che io non mi riconosco

      Adesso, se non siete intolleranti, certamente non siete politicamente neutri.

    • Mi scusi, ma lei può rovesciare sugli altri letture di loro stessi in cui non si riconoscono in base all'uso di un aggettivo che, ahimè, è stato pronunciato anche dai cattolici e dai comunisti… ma, se in base alla sua personale interpretazione di una parola – interpretazione finora mai emersa in dieci mesi dalle centinaia e centinaia di lettori di questa intervista… ma di sicuro lei ha capito la verità, mentre gli altri sono tutti obnubilati dalla propaganda – le si fa notare che sta tirando fuori dal cilindro tutti gli stereotipi di un certo immaginario (gli integralisti islamici, i comunisti, i castristi, i bersaniani… mancano solo le toghe rosse…) è un'attentato alla sua persona? Francamente non capisco…

    • Be insomma allora dobbiamo metterci daccordo, rovesciare le prioprie letture sugli altri e` lecito o no ?

      Non e` che lo possa contestare a me e poi sottolineare che ho cominciato io.

      Che questa osservazione non sia mai saltata fuori prima non mi pare un grande argomento.

      Chieda a un liberale qualunque, se quelli francesi non lo offendono.

      La Questione viene fuori adesso e l´ho sollevata io.

      E allora ? La reazione qual´e` ?

      Che e` assurda e che io sono matto ?

      Come volete

  • Non bisogna mai stupirsi della realtà che ci circonda e degli aspetti che la caratterizzano. L'analisi portata da Lestrade è fortemente condivisibile, ma non svela niente di nuovo. Non dice niente di nuovo se si considera che il pensiero sociale plasma il pensiero di tutt* e che vederne le peculiarità e le conseguenze è frutto di processi di "esternazione culturale" che possiedono in poch*. E' logico se si pensa che molt* se non troppi non sanno cosa vuol dire essere di destra o di sinistra e quindi votare a destra o sinistra. Non stupisce se si considera che c'è confusione di ruoli tra economia e diritti. Non stupisce se si tengono in considerazione le dinamiche della mente umana di fronte a paure e angosce interiori..capro espiatorio etc.. Non stupisce si si considera che spesso il Movimento GLBTQ* scivola dentro i pensieri sociali che lo circondano e li fa propri, pensando così di tutelare dei diritti. Nell'articolo sono individuati alcuni problemi e la gerarchia dei pensieri che li determinano. Lo dovrebbe fare anche il Movimento GLBTQ* astraendosi dal pensiero che accusa ma di cui inesorabilmente è strumento. Essere un punto fermo nell'analisi e nell'azione. Questo dovrebbe essere il ruolo del Movimento, ma….
    Senza questo nessun importante diritto alla persona potrà essere ottenuto/ribadito.

  • Sono esterrefatto dalla tendenza di parte della destra europea a difendere il diritto alla sodomia. Il ruolo affidato dalla Storia alla destra è la protezione della civiltà umana dall'attacco dell'irreligione, del decadimento omosessualizzante che vorrebbe eliminare le nostre famiglie, dalla barbarie islamica che punta direttamente contro Dio. Per fortuna l'Italia resiste ancora, nonostante il marciume della chiesa cattolica.

  • @ anonimo: E se la soluzione fosse quella di non inchiodare l'Islam alle sue espressioni più fanatiche, ignoranti e omofobiche e lasciare che l'Islam omofilo e tollerante si esprima pienamente, senza subito tacciarlo (in base a cosa, poi?) di irrilevanza? Forse chi difende giustamente la laicità dovrebbe anche ricordare in quale contesto e con quali scopi è nato questo concetto…

  • a me non sembra che Lestrade abbia ben chiara la distinzione fra "multiculturalismo" e "fondamentalismo": i gay europei anticlericali e libertari sono diffidenti nei confronti dell'Islam proprio perchè temono quello che l'Islam potrebbe por…tare nella società occidentale: fanatismo, ignoranza, omofobia. Ciò non vuol dire discriminare arabi e neri appena li si vede e solo perchè sono tali: la multietnicità è un fatto da accettare, ma è altrettanto importante la difesa di un valore come quello della laicità. Il fatto che esista un Islam "omofilo" e tollerante non cambia molto il quadro, quando si è circondati dall'abisso del fondamentalismo. Allora, non discriminare in base alla provenienza etnica è giusto, ma quando si sente parlare di Islam è bene fare subito le dovute puntualizzazioni.

  • @ esperimento: Sì, ma poi mi sembra che da questo deduci qualcosa… e sinceramente non capisco cosa.
    Poi non condivido per nulla il fatto che i leghisti si limitino alla propaganda d'odio: 2mila morti affogati in un anno (dati CIR) sono solo "propaganda d'odio"? Chi li ha ammazzati i morti del Mediterraneo? Il mare? Sarebbe come dire che i morti della Costa Concordia li ha ammazzati uno scoglio…

  • Ma il FN non è razzista, omofobo, misogeno, ecc. come lo sono i fondamentalisti musulmani, i leghisti, (con la differenza che i primi incendiano, sgozzano e massacrano, i secondi, per nostra fortuna, si limitano alla propaganda d'odio), ecc.?

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