Marocco, il ministro per i diritti: “I gay sono spazzatura”

ministro dei diritti marocchino Mustafa Ramid
Il ministro per i diritti dell'uomo Mustafa Rashid

Chiunque definisca gli omosessuali come “spazzatura” sta dicendo qualcosa di inaccettabile, ma quale aggettivo si potrebbe usare se a pronunciare queste parole d’odio è un ministro dei diritti dell’uomo? Succede in Marocco e il politico in questione è Mustafa Ramid, dal partito islamista conservatore Hizb Adala wa Tanmia (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo). Interpellato dai giornalisti sulla depenalizzazione dell’omosessualità, ancora considerata reato nel regno nordafricano, il ministro è sbottato: “Troppo è troppo! Tutti danno importanza a questa omosessualità e vogliono discuterne: quella gente è spazzatura!”.

Un ministro contro i diritti

Queste parole, a dire il vero, non hanno sorpreso quasi nessuno: come sintetizza Karim Boukhari su Le360, Ramid “è notoriamente omofobo, è contrario alla laicità, difende la poligamia, si oppone ferocemente all’abolizione della pena di morte, alla depenalizzazione delle relazioni sessuali extra-matrimoniali, all’uguaglianza tra donne e uomini in materia di eredità, alle adozioni, alla libertà di culto e di coscienza, eccetera”. Il ministro, per esempio ha consigliato ai gay di cambiare sesso per evitare problemi [Il Grande Colibrì].

D’altra parte, Ramid rappresenta un governo che a settembre ha rigettato tutte le raccomandazioni del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite riguardanti le donne e le minoranze sessuali: il Marocco ha rifiutato così, tra le altre cose, di migliorare la protezione per le vittime di violenza sessuale, di considerare reato lo stupro all’interno di una coppia sposata, di depenalizzare i rapporti tra adulti consenzienti dello stesso sesso e di avviare politiche a favore delle persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersessuali e asessuali) [HuffPost Maroc].

Pro e contro: il web diviso

L’ultima dichiarazione del ministro ha comunque scatenato un mare di polemiche: sul web molti hanno sostenuto la posizione del politico. Marzouka spiega: “Il Marocco è un paese musulmano e per questo la legge deve punire questi atti. Se non vi sta bene, potete andarvene altrove”. D’altra parte, secondo Raouf, “l’omosessualità è un peccato e una malattia che corrompe tutto il paese”. Moad è un po’ più moderato: “Siete gay? Va bene, basta che non ve ne andiate per strada fieri di esserlo. Siamo un paese normale, non vogliamo vedere queste cose”. Yassine non lo è per niente: “I froci meritano solo la morte”. Hassane tira fuori la tesi complottista secondo cui l’omosessualità in Marocco sarebbe promossa dal governo francese per continuare a esercitare il controllo sul paese.

[per approfondire: Marocco, due arresti per “sodomia” durante il ramadan]

Anche le prese di posizione contro il ministro sono state numerose: a parte chi lo accusa di essere un ipocrita in base a voci secondo cui Ramid avrebbe fatto carriera prostituendosi con importanti uomini politici, ci sono stati commenti che si sono soffermati sulla vera questione in gioco. Amrane, per esempio, scrive: “Io sono eterosessuale e musulmano, ma credo che la legge non dovrebbe punire gli omosessuali: sono persone come tutti noi e non fanno male a nessuno”. Per Afif “il problema non sono i gay, ma la banda di selvaggi retrogradi che ci governa: vogliono farci fare la guerra gli uni contro gli altri”. Dikra accusa: “L’omosessualità non è né contro natura né contro il Corano: il governo pensi piuttosto a dare la caccia ai pedofili che rimangono impuniti!”. E in tanti chiedono le dimissioni del ministro.

La presa di posizione delle associazioni

A farlo è anche il già citato giornalista Karim Boukhari: “Si dimetta, se ne vada! Non cerchi più pretesti, ormai è evidente: tra lei e la cultura universale dei diritti umani c’è un fossato grande quanto il mondo”. Anche molte organizzazioni della società civile marocchina si sono unite al coro di chi chiede l’allontanamento di Mustafa Ramid e il rispetto delle minoranze sessuali, scrivendo una lettera aperta al primo ministro islamista Saâdeddine El Othmani e a re Muhammad VI [Le Site Info]. Insomma, in Marocco qualcosa si muove.

 

Pier
©2017 Il Grande Colibrì

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