Matrimonio islamico gay: rien à faire! (MOI Voices 8)

L’amore tra il franco-algerino Ludovic e il sudafricano Qiyaam (nella foto) ha annullato una distanza di 9340 chilometri, tanti quanti separano Città del Capo da Parigi, ed è stato celebrato prima con un matrimonio civile, pienamente riconosciuto dal Sudafrica, e poi con un matrimonio islamico, benedetto dal Dio e dalle famiglie (Il grande colibrì). Ora però lo Stato francese prova a mettere il bastone tra le ruote, con un pasticcio giuridico di difficile soluzione, che Qiyaam ci spiega in questo articolo. Ricordiamo che Ludovic Lofti Mohamed Zahed, che ha già scritto per questo sito (leggi), è il portavoce dell’associazione dei musulmani omosessuali francesi HM2F.

Io e Ludovic ci siamo conosciuti nel 2010 a Città del Capo, nel mio paese natale, il Sudafrica, durante una conferenza internazionale di musulmani inclusivi, ma solo nell’aprile 2011 abbiamo deciso di portare la nostra relazione ad un livello più profondo, più impegnativo: una relazione a distanza non era quello che volevamo. Il nostro desiderio più grande era quello di stare insieme per costruire una vita insieme, ma non era così facile come avevamo immaginato, perché, infatti, abitavamo in due paesi diversi, anzi abitavamo persino in due continenti diversi: io in Sudafrica e lui in Francia.

All’inizio pensavamo di rimanere in Sudafrica, ma poi decidemmo che era meglio stare in Francia, perché Ludovic era ed è impegnato in un dottorato in antropologia e psicologia e ha un appartamento di proprietà, mentre io potevo lasciare senza rimpianti il lavoro che facevo in Sudafrica, visto che era un part-time. Inoltre avevo preso una pausa dagli studi, studiavo guarigione olistica e massaggio.

Il primo passo che facemmo fu quello di prometterci di aspettarci l’un l’altro e fu quello che facemmo. Ludovic mi telefonava tutte le sere e stavamo a parlare per un’ora o anche di più, ci aggiornavamo su tutto quello che avevamo fatto durante la giornata. Parlammo anche alle nostre famiglie l’uno dell’altro e dicemmo loro che stavamo insieme. Le nostre famiglie erano contente per noi, anche se i genitori di Ludovic erano preoccupati se io lo avrei trattato bene. La mia famiglia aveva gli stessi pensieri ed era anche un po’ spaventata dal fatto che me ne andassi in un altro paese. Comunque si sentirono rassicurati dopo che lo conobbero di persona e passarono del tempo con lui. Alla fine, il 12 agosto 2011, prima che Ludovic ripartisse per la Francia, ci sposammo. Alla cerimonia erano presenti la mia famiglia e i miei amici.

Io, come avevamo deciso, lo avrei dovuto raggiungere in Francia e infatti ottenni un visto Schengen, valido per una permanenza di tre mesi. All’inizio fu tutto bellissimo e, durante quei tre mesi, diventammo ogni giorno sempre più uniti. Fu dura separarci di nuovo per qualche mese. Dopotutto eravamo sposati in Sudafrica (è per questo che riuscii ad ottenere il visto per visitarlo la prima volta). Comunque, anche se i matrimoni tra persone dello stesso sesso non sono riconosciuti in Francia, abbiamo celebrato il rito religioso a Parigi, con la famiglia di Ludovic, il 18 febbraio 2012, invitando amici e rappresentanti di numerosi associazioni LGBTQ*. Un imam e poi un rabbino e un prete, tutti membri di HM2F, hanno recitato i versi del Corano e altre preghiere tradizionali per benedire la nostra unione.

Ora stiamo tentando di capire se possiamo sottoscrivere un PACS qui in Francia, visto che non riconoscono il nostro matrimonio. Il problema, però, è che i miei documenti sudafricani dichiarano che sono sposato. Ciò rappresenta un ostacolo per poter concludere il PACS, perché per la legge francese devi essere single per poter siglare un’unione civile. Il fatto che siamo legalmente sposati tra di noi non cambia una virgola. Ci hanno anche suggerito di divorziare per poter poi concludere un PACS. Noi, invece, abbiamo deciso di scrivere una lettera ufficiale al presidente della Repubblica francese per risolvere questo pasticcio giuridico, ottenendo il sostegno di molte organizzazioni francesi, tra le quali HM2F (Musulmani Omosessuali di Francia), l’Associazione Nazionale Transgender e la Federazione LGBT.

 

Qiyaam
traduzione di Pier
Copyright©2012Qiyaam-PierCesareNotaro
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