Non diventiamo i pappagalli del gruppo Stato Islamico!

Rilanciare la propaganda terrorista è "informazione"?

Immaginate che Cosa Nostra apra una propria agenzia stampa ufficiale: come si comporterebbero i giornali? Immaginate che l’Esercito di resistenza del Signore, il gruppo di guerriglieri fondamentalisti cristiani che terrorizza l’Africa centrale con i suoi bambini soldato, inizi a diffondere comunicati stampa: come li utilizzerebbero i media? Ripeterebbero pedissequamente ogni informazione ricevuta, come pappagalli? Si dedicherebbero al copia-e-incolla, da bravi passacarte dei gruppi criminali? Ovviamente no: i giornalisti riporterebbero le notizie con mille avvertimenti, spiegherebbero bene quali sono le fonti, le analizzerebbero. Con l’organizzazione fondamentalista Stato Islamico, invece, il comportamento è completamente diverso: i terroristi offrono i propri materiali di propaganda già belli infiocchettati e i media li ripropongono tali e quali ai lettori, senza avvertenze e senza esitazioni.

Prendiamo le recenti esecuzioni di presunti omosessuali, gettati da torri o crocefissi: quello che sappiamo di sicuro è che sono state uccise delle persone, in modo mostruosamente crudele. Il resto sono tutte informazioni che ci vengono fornite dal gruppo criminale. Per dirla in altre parole: è l’organizzazione Stato Islamico che vuole farci sapere che quelle persone erano omosessuali, è l’organizzazione Stato Islamico che vuole farci sapere che quell’omicidio è avvenuto in quel determinato giorno in quel determinato luogo, eccetera. Questo implica due problemi: da una parte, non sappiamo cosa sia vero e cosa sia falso, a meno di non considerare questi fanatici come fonti affidabili; dall’altra, se non si può tacere la notizia, riproporla significa diventare strumenti dei terroristi.

Entrambi questi aspetti richiederebbero un comportamento molto meditato (che in nessun modo significa silenzio – abbiamo pubblicato notizie contro i fondamentalisti in Siria quando ancora non era un argomento di moda; Il Grande Colibrì) e possibilmente una grande discussione pubblica, ma molti media, compresi tanti siti e blog LGBT in tutto il mondo, troppo spesso non colgono questi aspetti controversi (o preferiscono ignorarli?) e fanno scelte del tutto incoerenti sul piano etico.

Succede così che si trasformino in grancasse passive dei terroristi, ripubblicando il loro materiale di propaganda senza spiegare ai propri lettori che, appunto, la fonte è il gruppo fondamentalista e che le informazioni non sono state in alcun modo verificate da fonti indipendenti. Ripetono senza tentennamenti le informazioni con tutti i dettagli scelti e forse inventati dai fondamentalisti e pubblicano senza censure le fotografie scattate da questi stessi. Difendono questa scelta invocando quel dovere di informare il proprio pubblico che li ha spinti – ecco l’incoerenza! – ad ignorare il conflitto siriano fino al giorno prima, a non ascoltare minimamente le fonti indipendenti ma sprovviste – ahimè – di foto macabre.

Eh già. le foto. Perché questo comportamento sembra paradossale, ma è previsto alla perfezione da chi guida il nuovo e autoproclamato califfato – gente senza dubbio fanatica, ma con ogni evidenza straordinariamente conscia delle dinamiche del mondo dell’informazione 2.0. Il gruppo terrorista Stato Islamico offre a tutti i propri prodotti di propaganda gratis et amore Dei e li rende sempre più mostruosi ben sapendo che sarà proprio questa mostruosità ad attirare i media come le mosche.

E’ infatti quella mostruosità che permette ai media di aumentare i propri lettori senza fare nessuna fatica: basta fare copia-e-incolla, aggiungere qualche bella frase di sdegno per violenze alle quali fino al giorno prima non si era dedicato neppure uno sbadiglio, e soprattutto scrivere un bel titolo da morbosi e compiaciuti piazzisti horror: “Esecuzione di due omosessuali in Iraq: le foto shock”, “Come i jihadisti uccidono: immagini shock”, “Ecco il nuovo sconvolgente video dell’ISIS”, “Uccisioni ISIS: tutte le immagini”… Insomma, il macellaio ha trovato chi gli espone senza storie e con gratitudine i suoi pezzi di carne insanguinata in vetrina, ma è davvero questo il ruolo che vogliamo avere?

 

Pier
©2015 Il Grande Colibrì
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6 commenti

  • Salve Pier, Macché! ti spieghi benissimo, per carità. Ti ho fatto fin troppi complimenti in passato perché tu non sappia che apprezzo, pur non condividendo le tue opinioni, i tuoi scritti! 😉 é per questo che vi seguo. Perché siete l'unico sito LGBT italiano degno di lettura.

    Anche in questo caso come in altre occasioni siamo d'accordo in larga misura, ripeto, ma c'é una divergenza di fondo su come rispondere alla situazione.

    Sulla questione LGBT quella che descrivi é la situazione italiana, non quella occidentale in generale.. l'italia é un caso a parte, specifico.

    Hai ragione nel notare che i mostri dimostrano una conoscenza dei meccanismi mediatici molto sviluppata. Questi terroristi -che sono profondamente Nihilisti- aizzano il peggio negli europei e giocano benissimo con dei social media che mi orripilano e in generale, come hai ben detto anche tu, con le debolezze europee che per me sono quelle cui alludevo nel mio commento precedente: il rapporto all'immigrazione e all'islam, l'eredità coloniale, il multiculturalismo, la sistematica adesione acritica al punto di vista arabo sulla storia del '900 e su Israele, l'uso politico della storia, l'altro come eterna vittima, la martyrologia come si dice in Polacco etc….

    Questo é il punto che personalmente mi interessa perché per me é chiaro che o si cambia – e tanto per capirsi quello che io ho in mente per cambiare sarebbe visto come andare a "destra" da molti probabilmente- o le democrazie europee hanno un futuro nero davanti a sé come ci dimostra la situazione francese.

    Sempre un piacere leggerti. per quel che vale ripeto quello che ho detto in passato e cioé che hai, avete, la mia solidarietà nella vostra coraggiosa lotta contro l'oscurantismo e la barbarie e naturalmente, come ho detto anche nel commento precedente, vi sostengo in questa iniziativa.

    Ogni Bene

    • No, eitanyao, quella che descrivo non è soltanto la situazione italiana, è purtroppo la situazione del mondo dell'informazione LGBT in generale (che ovviamente non è sinonimo di "in totale": ci sono anche media responsabili e corretti, anche se di solito non sono quelli più seguiti).
      I siti italiani, quando parlano del resto del mondo, di solito non fanno ricerca sulle notizie, ma si limitano a tradurre con parole proprie le notizie apparse sui due o tre portali LGBT anglofoni più conosciuti, riproducendo tutte le inesattezze "tecniche" e le scorrettezze "etiche" che sono già presenti negli originali.
      Quando, tempo fa, avevamo chiesto di tutelare (oscurandone i volti) le vittime dei gruppi omofobi russi che torturavano ragazzini omosessuali o presunti tali, la risposta è stata di sdegno ("volete limitare la libertà di stampa!") o di insulto ("siete dalla parte dei torturatori!") da parte sia di media italiani sia di media stranieri – poi, con grande coerenza, hanno iniziato in moltissimi casi a oscurare i volti…
      E se è un sito italiano ad aver lanciato una campagna contro un attivista gay africano reo di non aver risposto dopo ben tre giorni a una richiesta di intervista (isteria pura), i grandi portali internazionali non sono sempre migliori.
      Ad esempio, solo minacciando uno “sputtanamento” pubblico, abbiamo evitato tanto che un giornalista gay italiano (tra l’altro di sinistra, “perché noi siamo diversi”) facesse l’outing di alcuni attivisti nordafricani, mettendoli in pericolo, quanto che il principale portale gay internazionale pubblicasse un comunicato stampa firmato dalla rete CALEM (Confederazione delle associazioni LGBTQI euro-africane o musulmane) che la rete stessa non aveva mai scritto né sottoscritto…
      Sembra un B-movie horror e improbabile, ma è purtroppo la realtà nella quale siamo tutti immersi.

      p.s.: grazie dei complimenti, anche se personalmente mi imbarazzano un po’ 🙂

    • Ciao Pier qui si mischiano questioni diverse e si fa un gran bugliuolo, temo.

      1) Tu ti concentri sulla coverage e fai benissimo io mi indigno della coverage, l'ho detto, ma nel mio commento l'ho soltanto voluta porre in un contesto più ampio che per me NON va bene in generale. Quello che dico, semplicemente, é che o cambia il contesto o a) i cambi che tu auspichi non saranno possibili b) se anche avvenissero non basterebbero a invertire la tendenza.

      ripeto che quando scrivi "se non si può tacere la notizia, riproporla significa diventare strumenti dei terroristi" io non sono d'accordo. Del resto io ho sentito dei media occidentali descrivere le esecuzioni omofobe in termini simili a quelli da te auspicati e ti posso assicurare che a)cambiava di poco la situazione b) era controproducente e irritante perché nel contesto generale mi suonava (ingiustamente certamente ma tanté) quasi come un modo di mettere in sordina il carattere omofobo del crimine.

      2) ripeto che ho detto che condivido l'indignazione per la coverage e la vostra iniziativa e infatti ho RT il vostro "cinguettio".

      3) Se poi si vuole estendere il dibattito alla qualità dei siti LGBT in generale allora ti dico Benvenuto al club!- condivido anche in questo caso l'indignazione per le inesattezze e le scorrettezze su questo e su altri temi … sono anni che mi faccio il fegato amaro!!!!

      la coverage sull'italia all'estero, per esempio, é ridicola: sinistra buona, destra cattiva, il PD(C) é di sinistra. i gay sono di sinistra. la gloriosa mirabile A(cccigggg)aaaaiiiiiii rappresenta tutti. il vaticano comanda ma non si sa perchè. i diritti stanno perennemente per arrivare. per anni sono stato uno dei pochissimi a scrivere (bene visti i casi di plagio) post/articoli all'estero, in spagna etc…, che rispecchiassero un minimo quella che, a mio modestissimo avviso, é la realtà

      4) Condivido la vostra richiesta volta a tutelare le vittime dei mostri russi e purtroppo non mi sorprende la risposta.

      5) condivido la riflessione di @BUZZ sui media italiani e confermo che quella che hai descritto nel tuo commento precedente sui giornali della "destra" (sincermente cmq ormai non ha più senso parlare in questi termini e btw a scanso di equivoci tengo a sottolineare che Io Non sono particolarmente di "destra") é la situazione italiana.

      6) Sui siti italiani. li conosco poco e non li leggo (perchè li trovavo illeggibili e perché sono stato in più di una occasione censurato e insultato in alcuni) ….. Seguo di tanto in tanto voi, winkler, rete lenford, il mieli e poco più.

      Quello che mi racconti sullo "sputtanamento pubblico" etc… Mi orropila, ma purtroppo non mi sorprende. Episodi simili sono capitati anche a me. Ti rinnovo la mia solidarietà e credimi condivido la tua indignazione.

      Non sapevo invece della campagna contro l'attivista africano.. ????? sono allucinato. senza parole

      siamo d'accordo su alcune cose. su altre no. [il che sinceramente non é poi molto sorprendente visto che Io sono ateo e pro-sionista!!! :P] e ora basta perché si é scritto fin troppo e si perde solo tempo. me ne vado a bere un caffé.

      ps: i complimenti sono sinceri e meritati. Mi piace come scrivi e so quello che troppa gente ignora. So l'impegno di tempo, energie (e spesso gratis per di più) che rappresenta mantenere in vita un sito d'informazione e scrivere post ben fatti e ben documentati.

      Ogni bene!

  • L'idea di un dibattito sulla questione mi pare buona (ma non succederà), condivido l'iniziativa x twitter che RT con piacere. Sono orripilato da quelli che diffondono la propaganda dell'ISIS sui social, ho unfollowed varie persone per questo. Penso che video e foto prodotti da quel gruppo non dovrebbero essere diffusi, come non sarebbe venuto in mente a nessuno in UK di diffondere ampi estratti prodotti dell'istituto Luce nei cinegiornali Pathé durante la WWII. Sono pienamente d'accordo che ripetendo tutto quello che dicono senza mai porlo in discussione, diffondendo le loro immagini etc.. si fa loro un gran favore, si lavora per loro …. ed é vero che questo può essere anche un incentivo all'orrore, un circolo vizioso.

    Non condivido invece la parte sui miei, nostri, fratelli omosessuali massacrati… Non é vero che riproponendola si diventa strumenti dei terroristi ….. che sia vero o falso, che le persone uccise fossero omosessuali o meno é ininfluente perché questo é che ciò che loro dicono voler fare ai gay e questo si DEVE far sapere e lo si può benissimo far sapere senza mostrare immagini o video di propaganda.

    Si pone sempre più il problema della regolamentazione dei social media e in generale di internet, del sistema dell'informazione -per me delirante e spaventoso- in cui viviamo e per me si pone anche il problema dell'adesione (Houellebecq la chiamerebbe in altro modo) di alcuni settori, in particolare in Europa, al punto di vista arabo sulla storia del 900, su Israele, etc…

    Come diceva il mio conterraneo Gino Bartali l'é tutto sbagliato, l'é tutto da rifare.

    Ogni bene

    • Forse non sono stato abbastanza chiaro: la proposta non è tacere, ma dare le informazioni in modo più corretto. Un conto è dire che un omosessuale è stato ucciso, un conto è dire che è stata uccisa una persona e che l'organizzazione terroristica afferma che fosse omosessuale. Non si tratta di sfumature: nel primo caso stimoli la (giustificata) reazione di pancia voluta dai fondamentalisti, nel secondo stimoli anche un ragionamento.
      Mi pare che anche in questo il gruppo Stato Islamico dimostri una conoscenza dei meccanismi della comunicazione in Occidente molto sviluppata. Ad esempio sa che esiste tutto un settore del mondo dell'informazione, quello LGBT, che ti darà spazio solo se tocchi altre persone LGBT (per spirito di branco, per senso d'assedio, per incapacità di vedere le connessioni con il resto della realtà…). E sa che toccando le persone LGBT l'Occidente mette a nudo le proprie debolezze, si divide: ecco che scoppia la diatriba, ecco che i giornali della destra ne approfittano per attaccare i "frociazzi snob arcobaleni" [cit.], ecco che diventa l'occasione per affermare, più o meno velatamente, "cosa vi lamentate se qua non potete sposarvi se avete la fortuna che non vi uccidiamo?", ecco che cresce il senso d'assedio della comunità LGBT, la divisione, il disvelamento della dimensione (apparentemente) solo retorica del discorso sui diritti, ecc…

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