Parlamento islamista, cosa cambia per i gay in Egitto?

Allarme HIV: senza fondi niente assistenza e prevenzione
Presidenziali finlandesi, il candidato gay al ballottaggio
Giornata della Memoria, a Roma la mostra sull’Omocausto

MOI Ricorre oggi il primo anniversario dell’inizio della rivoluzione egiziana. Il paese festeggia proprio mentre si insedia il nuovo parlamento, dove i Fratelli Musulmani dominano con quasi metà dei seggi, i salafiti raccolgono un quarto dei parlamentari e le altre liste (liberali, sinistra, giovani movimentisti…) si sono dovute accontentare delle briciole. L’alleanza tra FM e salafiti è esclusa, ma preoccupa comunque il fatto che il 70% dei seggi sia occupato da islamisti. E già qualcuno lancia l’allarme perché l’assemblea costituente (nominata dalla giunta militare) sembra orientata a mantenere l’articolo 2 della Costituzione, che cita la shari’ah come principale fonte del diritto egiziano (Gay Star News) – dimenticando che venne introdotto nel 1981 da Mubarak senza che per questo l’ex rais perdesse in Occidente la qualifica di statista laico… Timori fondati o no, dunque? Gli attivisti LGBTQ* egiziani, che hanno partecipato entusiasti alla rivoluzione (per approfondire: Il grande colibrì), sono oggi divisi: qualcuno è ormai nel panico per la vittoria islamista, altri puntano il dito contro l’esercito: “Sono loro che controllano il paese e che attaccano la laicità nascondendosi dietro i Fratelli Musulmani. Che almeno sono stati eletti dal popolo e col tempo potrebbero diventare democratici…” (segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

SESSUALITA’ La diffusione del virus HIV e dell’AIDS è ben lungi dall’essere sconfitta, nonostante le recenti notizie sui vaccini (Il grande colibrì) e sulla previsione di calo di infezioni in Sudafrica (Il grande colibrì). Dalle Maldive arriva un segnale d’allarme che riguarda comportamenti ad alto rischio che rischiano di creare un’esplosione di casi di contagio (Minivan News). Ma ancor più preoccupante dello studio riguardante gli atolli australi è il rapporto di Aids Alliance, che prevede rischi generalizzati legati al bilancio in rosso per due miliardi di dollari del Fondo globale, che potrebbe fermare l’assistenza e la prevenzione del virus in molti stati africani ed asiatici ad alto rischio diffusione. La relazione stima in milioni di persone coloro che rischiano di perdere l’assistenza medica legata al contagio da HIV. Alvaro Bermejo, direttore esecutivo di Aids Alliance, che ha lanciato la campagna “Don’t stop now” è estremamente preoccupato: “Questi tagli avranno conseguenze drammatiche: l’80% del piano per l’AIDS in Sudan del Sud resta senza finanziamento, in Zambia 131mila persone rischiano di perdere le cure e simile impatto si avrà in Bangladesh, Bolivia e e Zimbabwe“.

MONDO Dopo le elezioni dello scorso aprile, che avevano visto l’affermazione significativa dei nazionalisti euroscettici, pochi si sarebbero potuti aspettare il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali in Finlandia che mandano al ballottaggio due candidati convintamente europeisti: Sauli Niinistö, candidato della Coalizione Nazionale, che ha ottenuto il 35% dei consensi, e l’ecologista Pekka Haavisto, il quale, forte del 19% dei voti, potrebbe, in caso di un clamoroso ribaltone nel secondo turno del prossimo 5 febbraio, divenire il primo presidente dichiaratamente omosessuale della Finlandia (Euronews). Impegnato in battaglie pacifiste (oltre che in quelle ecologiste), il candidato verde gode di grande popolarità tra le donne di mezza età, oltre che tra i gay: l’unica sua apparente contraddizione è la grandissima passione per le automobili, e per la Formula 1 in particolare (Out&About).

MOVIMENTO Rispetto al numero di ebrei sterminati, quello degli omosessuali eliminati in campo di concentramento appare certamente minimo. Tuttavia il cosiddetto “Omocausto” è tanto misconosciuto da meritare ancora grande attenzione ed è quindi meritoria l’iniziativa del XI Municipio del Comune di Roma, che ha deciso di ospitare dal 26 gennaio al 3 febbraio nei locali del proprio ufficio demografico la mostra “Omocausto. Lo sterminio dimenticato degli omosessuali”, curata da Gay Center, Arcigay e Arcilesbica di Roma con il patrocinio dell’Unione Comunità Ebraiche. Ed una serie di iniziative, che vedono in primo piano la comunità LGBT, sono in programma tra domani e venerdì a Londra, Manchester e in altri centri britannici minori: in primo piano meditazioni (religiose e no) e dibattiti, con la partecipazione di attivisti omosessuali (Gay Star News).

In breve…
1. Un gruppo autodefinitosi “Comitato per la dichiarazione dell’approccio della Torah all’omosessualità” ha contestato aspramente la sospensione del rabbino omofobo da parte della comunità ortodossa di Amsterdam (JTA).
2. Yulianus Rettoblaut, componente celebre della comunità transessuale indonesiana, è stata scelta per entrare a far parte della Commissione per i diritti umani (Jakarta Globe).
3. Una lista con 22 nomi di transessuali operatisi in un ospedale di Madrid è comparsa sul blog di un sito religioso spagnolo. Immediate le accuse al sistema della privacy dell’ospedale e le proteste politiche, anche se l’Agenzia della privacy si dichiara incompetente ad intervenire (El Pais).
4. Un talent show completamente dedicato ad affrontare tematiche omo, bi e transessuali è programmato ogni venerdì sera sull’emittente Italiamia2, ricevibile solo sul satellite (Corriere del Mezzogiorno).
5. Quando si è omofobi, si vedono gay dappertutto. E così una manifestazione di nazionalisti russi, che sventolavano le loro bandiere nere, gialle e bianche, è stata scambiata per un Gay pride nella piccola città di Sovetsk, nella Russia Baltica (Ria Novosti).

 

Michele e Pier
Copyright©2012MicheleBenini-PierCesareNotaro
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3 commenti

  • @ Ahmed: Beh, va anche detto che ci vuole poco per essere meglio della Lega Nord… Occorre comunque vigilare affinché i partiti islamisti – che pure hanno ideologie generalmente di destra, al di là del riferimento religioso (v. Islam e islamismo, non è lo stesso) – dimostrino di essere davvero democratici. Con grande attenzione, senza tentazioni neo-colonialiste, senza pretese eccessive (l'obiettivo realistico è quello di migliorare le condizioni di vita e di sicurezza delle persone LGBTQ*, mentre richieste come il matrimonio omosessuale, ad esempio, non avrebbero alcun senso in Egitto).

  • Non ho paura molto di partiti islamisti, anche se hanno vinto nel paese dove sono nato, che è il Marocco. La storia dell'olocausto e dell'omocausto mostrano che le ideologia di destra estrema in Europa è più pericolosa e peggiore di partiti islamici moderati. I Fratelli Musulmani sono migliore della Lega nord, a mio parere.

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