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Il mio nome è Thomas Beattie. Sono un fratello, un figlio, un amico, un ex calciatore professionista, un imprenditore e un tipo piuttosto competitivo. Sono tante cose messe insieme e una di queste è che sono gay”. Sono queste le parole scelte da Thomas Beattie per rivelare al mondo la propria omosessualità. L’ha fatto tramite una lettera aperta affidata a ESPN e pubblicata sul sito ufficiale dell’emittente televisiva statunitense, parlando apertamente di sé stesso e delle difficoltà che troppo spesso ha dovuto affrontare.

Essere gay e portare avanti una carriera da calciatore professionista non è affatto semplice – ha sottolineato amaramente Beattie – Sono cresciuto con l’idea che la mia mascolinità fosse intrinsecamente connessa alla mia sessualità e, sebbene abbia sempre saputo che si tratta di un concetto completamente erroneo, mi sentivo diviso in due, come se avere una carriera professionistica mi impedisse di fatto di essere ciò che ero. Il calcio in un certo senso è stato la mia salvezza, mi ha permesso di nascondere la mia omosessualità perfino a me stesso. Davo tutto me stesso per questo sport ed esso mi consumava a tal punto che riuscivo persino a tenere a bada la miriade di pensieri che si accavallavano nella mia testa”.

calcio pallone calzettoni arancioniPresa di coscienza

La svolta, per Beattie, giunge dopo un importante match vinto insieme agli altri membri della Warriors FC, famosa formazione calcistica di Singapore. Era il 2015 e la gioia per il grande successo riportato in quella partita venne presto bilanciato da una profonda sensazione di smarrimento e tristezza: “Alcuni miei compagni sono usciti a fare festa. Io invece sono rimasto nella mia camera. Guardavo il soffitto e non riuscivo a smettere di pensare che mi sentivo l’uomo più solo di questa terra. Ho pregato piangendo perché tutto potesse finire. Poi mi sono reso conto che stavo chiedendo aiuto per compiere una scelta erronea e così ho iniziato a cercare dentro di me la forza per riuscire finalmente ad accettarmi”.

Supporto e sostegno

Nella sua lettera aperta, Beattie lascia trasparire a più riprese quanto possa risultare complesso e doloroso vivere un’esistenza spaccata a metà. Da un lato il calciatore. Dall’altro l’uomo. Nel mezzo, l’omofobia che trasforma il mondo del calcio in un luogo insidioso, aggressivo ed escludente.

Statisticamente parlando, è quasi impossibile dire quanti siano i professionisti che hanno vissuto e vivono ciò che io per primo ho dovuto attraversare – ha affermato l’ex calciatore nella sua lettera – Come me, molto probabilmente sono costretti a nascondersi e a rimanere in silenzio. Attraverso queste mie righe, vorrei però che sapessero che io sono qui e che se e quando decideranno di uscire allo scoperto, io sarò disposto a offrire loro tutto il mio sostegno e supporto”. Di tutte le vittorie che figurano nel palmares di Beattie, questo coraggioso e per certi versi anche generoso coming out è forse la medaglia più luminosa.

Nicole Zaramella
©2020 Il Grande Colibrì
immagini: elaborazioni da pikrepo (CC0) / da David Boozer (CC0)

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