Anche se gli esempi proposti nella seconda parte di questo approfondimento si riferiscono alla sfera religiosa, gli antropologi ritengono che il rispetto accordato agli specialisti di rituali siano un indicatore di un’accettazione sociale più larga verso la diversità di genere e sessuale nel sud-est asiatico.
Questa accettazione ha iniziato a essere erosa con l’introduzione delle religioni mondiali (in particolare il cristianesimo), con la modernità e con il colonialismo. Per esempio, in Malesia, Brunei, Singapore, Birmania e in tutto il Commonwealth, i britannici hanno applicato che criminalizzava la sodomia. Più di metà dei paesi in cui attualmente le leggi proibiscono la “sodomia” lo fanno in base a norme create dai britannici.
Idee occidentali
In modo simile, dopo che i cinesi sono stati sconfitti dagli imperialisti occidentali e giapponesi, molti progressisti cinesi all’inizio del XX secolo hanno cercato di modernizzare la Cina, e per far questo hanno adottato le “moderne” idee occidentali sull’abbigliamento, sulle relazioni, sulla scienza e sulla sessualità: il concubinaggio è stato dichiarato illegale, la prostituzione era condannata e i piedi delle donne sono stati slegato.
Ma hanno importato e adottato anche le interpretazioni scientifiche europee che vedevano l’omosessualità come una patologia perversa. Queste “idee scientifiche” sono state confutate in Occidente negli anni ’60, ma sono sopravvissute in Cina, congelato nel tempo, e solo recentemente hanno iniziato a scongelarsi con l’emergere dell’attivismo LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) in Asia.
Eredità queer
Un recente titolo sulle notizie da Taiwan recitava: “Prima volta in Asia: l’uguaglianza matrimoniale arriva a Taiwan“, come se la proposta di legge appena approvata fosse una “prima assoluta” in Asia e l’uguaglianza matrimoniale (cosa che, presumibilmente, il titolista associa all’Occidente) fosse finalmente sbarcata sulle coste asiatiche.
Ma quando si adotta una visione storica più ampia, è evidente che quello che è successo a Taiwan non è tanto una “rottura” innovativa, ma piuttosto un ricollegarsi all’eredità queer cinese e asiatica e un rifiutare idee occidentali antiquate che sono state adottate in passato. C’è ancora molto lavoro da fare per far avanzare i diritti LGBTQIA a Taiwan e nel resto dell’Asia, ma forse guardare indietro nel tempo può aiutarci a muoverci in avanti.
Sarah Ngu per South China Morning Post
scrittrice malese e cofondatrice di Church Clarity
traduzione di Pier Cesare Notaro
©2019 Sarah Ngu – Il Grande Colibrì
foto: Il Grande Colibrì


