Uganda, un paese per gay secondo i giudici UK

MONDO Betty Tibikawa, ugandese, si sarebbe marchiata a fuoco da sola (sic!) pur di fingersi perseguitata (iGC). Joseph Kaute, camerunense, non sarebbe un vero gay (leggi l’articolo su iGC). Ma le motivazioni con cui i giudici inglesi continuano a rigettare richieste di asilo di persone LGBTQ* africane ha raggiunto il massimo dell’assurdità nel caso di Robert Segwanyi, 33 anni, anche lui ugandese: Robert, imprigionato e torturato in patria, non solo sarebbe un “falso gay”, ma addirittura l’Uganda non sarebbe un paese pericoloso per gli omosessuali (LGBT Asylum News). Peccato che la legge ugandese preveda il carcere per gay e lesbiche e la pena di morte per i “recidivi” e che l’Uganda sia il paese di David Kato (nella foto), attivista assassinato a febbraio di quest’anno (Certi Diritti). A favore di Robert Segwanyi è stato anche lanciato un appello online, che ha già raccolto circa 3.700 adesioni (Change).

MOII leader religiosi devono opporsi ad una visione della religione come strumento di oppressione e promuovere l’idea che dovrebbe invece essere uno strumento di liberazione e di costruzione della pace tra i popoli“: l'”Appello a tutti i capi religiosi”, scritto da alcuni omosessuali musulmani e pubblicato da KifKif Italia, potrebbe apparire ingenuo, dal momento che illustra concetti semplici e ovvi (le religioni non possono giustificare odio, rifiuto e violenza verso nessuno, comprese le persone LGBTQ*). Peccato che queste “banalità” siano largamente disattese. E allora l’apparente ingenuità diventa un punto di forza, come il grido del bambino che smaschera l’imperatore nudo (segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

CULTURA Trasformare Adolf Hitler in una “signorina”: era questo lo scopo di un progetto degli Alleati per sconfiggere il Terzo Reich, secondo quanto sostiene Brian Ford in “Secret Weapons: Technology, Science And The Race To Win World War II”. Un gruppo di spie avrebbe dovuto iniettare ormoni estrogeni nel cibo del Führer per renderlo più femminile e quindi, si presumeva, meno aggressivo. Il piano non venne mai attuato, ma era pronto a partire da un momento all’altro. Gli estrogeni, a differenza dei veleni, sono inodori e insapori e producono effetti in modo molto lento, per questo erano ritenuti assolutamente adatti a superare il complesso meccanismo di analisti e assaggiatori con il quale Hitler si difendeva da possibili agguati culinari (Daily Mail).

POLITICA Forse gli Alleati avrebbero gettato nel cestino il proprio progetto per “femminilizzare” Adolf Hitler se avessero conosciuto Daniela Santanché, la prova vivente che non bastano gli ormoni femminili per diminuire aggressività e odio. Copiando l’immaginifico Carlo Giovanardi (iGC), anche Santanché si autoproclama rappresentante dei “gay moderati“, la maggioranza silenziosa che, dice lei, sarebbe assolutamente contraria al matrimonio tra persone dello stesso sesso e vorrebbe solo qualche piccolo diritto individuale. Chi glielo ha detto? “Tutti i miei tanti amici omosessuali” (YouTube). Gente sicuramente nel pieno delle proprie capacità intellettive, insomma…

MOVIMENTO Gilberto Kassab, sindaco di São Paulo, in Brasile, ha posto il suo veto contro la celebrazione, in dicembre, del Dia do Orgulho Heterossexual, l’Etero Pride, fortemente voluto dai partiti cristiani e conservatori, che avrebbe dovuto denunciare “eccessi e privilegi” di gay, lesbiche e trans e le discriminazioni subite da chi non concorda con le loro scelte sessuali. “E’ un’idea assurda, non ci sono né vittime né violenze eterofobiche” ha dichiarato Kassab, eletto proprio come candidato dei Democratici (formazione liberal-democristiana), ma poi fuoriuscito dal partito (R7).

 

Pier
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