UK, niente asilo alla lesbica dello Zimbabwe

Libia contro i gay all’ONU: “Minacciano la specie umana”
Uganda, governo chiude la conferenza per i diritti LGBTQ*
Una battuta per antipasto: Concia invita a cena Giovanardi

CRONACA Se appena due giorni fa la Gran Bretagna ci appariva un paese avanzato in termini di legislazione che non discrimina i gay (Il grande colibrì), dobbiamo ricrederci quando gli omosessuali sono anche degli immigrati, e non è purtroppo la prima volta (per approfondire: Il grande colibrì). La storia si ripete oggi per una donna giunta nel Regno Unito nel 1999 che dieci anni più tardi chiede asilo per non essere rimpatriata nello Zimbabwe, in quanto lesbica: la corte del Tribunale Superiore ha rifiutato la sua domanda perché “lo Zimbabwe non è certo il peggior posto al mondo per essere omosessuale“. In effetti alcune aperture, specie da parte del primo ministro Morgan Tsvangirai sono state promesse se egli vincerà le prossime elezioni: ma al momento comanda ancora il presidente Robert Mugabe, ferocemente omofobo (Il grande colibrì). Poi certamente, in Africa e anche altrove nel mondo esistono posti dove gli omosessuali stanno peggio: ma a mettere nero su bianco in una sentenza che “non si registrano omicidi di stampo omofobico” e che “lo stupro correttivo è raro e non rappresenta un rischio generale” ci vuole davvero un bel coraggio… (New Zimbabwe).

MOI La recrudescenza omofobica cancella la primavera. Dopo che in Tunisia il ministro dei diritti umani di an-Nahda, Samir Dilou, ha negato agli omosessuali la facoltà di manifestare il proprio orientamento sessuale (Il grande colibrì) e la situazione si fa sempre più difficile per i blog e le testate gay aperte nel paese quando la stagione dell’intolleranza sembrava essere finita (Tekiano), anche la Libia seppellisce ogni possibile speranza di dialogo sui diritti LGBTQ*. E per farlo sceglie come palcoscenico nientemeno che il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, dove il delegato libico, intervenuto dopo che per 47 anni il paese nordafricano ha boicottato l’organismo internazionale, ha detto senza peli sulla lingua: “I gay minacciano la prosecuzione della razza umana“. La dichiarazione ha suscitato sdegno e più di una perplessità sull’opportunità di ammettere a tale organismo un delegato con simili opinioni. Hillel Neuer, direttore di UN Watch, ha fatto notare che “la caduta di Gheddafi, di cui ci rallegriamo” non ha sanato “l’abuso nei confronti dei detenuti e le altre le violazioni in corso nel paese, di cui i gay stanno pagando il prezzo” (segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

MONDO Non c’è pace per gli omosessuali in Uganda: il siparietto tra poteri dello stato sulla nuova legge ancor più discriminatoria continua, ma gli attivisti LGBTQ* locali si dicono scettici che le nuove norme siano effettivamente destinate ad essere accantonate (Behind the mask), come prospettato dal governo nei giorni scorsi (Il grande colibrì). Nel frattempo una conferenza segreta sui diritti LGBTQ*, organizzata all’Imperial Resort Beach di Entebbe, è stata scoperta e fatta concludere dall’intervento del Ministero per l’Etica, che non è comunque riuscito a far arrestare l’organizzatrice della riunione, Jacqueline Kasha. Decise le parole del ministro Simon Lokodo: “Ho fatto chiudere la conferenza perché illegale. Non accettiamo l’omosessualità in Uganda“.  In realtà la riunione, con le leggi vigenti, non sarebbe perseguibile, ma lo diventerebbe se passassero le nuove e più restrittive norme (Daily Monitor).

POLITICA Paola Concia invita a cena Giovanardi: la notizia rimbalza dalle onde sonore (l’onorevole lo dice a “Un giorno da pecora”) sui media nazionali e diventa interessante. Prima ancora di sapere che il più omofobo degli ex democristiani avesse accettato l’invito (LaPoliticaItaliana), abbiamo chiesto alla Concia di commentarci la vicenda, ottenendo come rapida risposta un “Si è trattato di una battuta in un programma dai toni divertenti” e un consequenziale “Non mi sembra ci sia necessità di commentare“. Ma è sempre meglio verificare, vista la visita a Casapound a suo tempo fatta dalla deputata del Pd (Paola Concia). Più divertente sembra l’idea dei giovani democratici di Bologna, che stanno organizzando una colossale pomiciata di gruppo sotto la casa dell’ex sottosegretario del Pdl: che infatti a questa notizia reagisce ben più stizzito, accusando i promotori di usare “metodi da squadristi fascisti” (la Repubblica).

In breve:
1) Napoli arriva ben prima di Milano, e non era difficile prevederlo visto che nel capoluogo lombardo a maggio sarà in visita il Papa. Comunque sia, De Magistris ha fatto approvare il registro delle unioni civili, come promesso (la Repubblica). Ora si attende che anche Pisapia mantenga fede alle sue promesse.
2) Mentre il parlamento del New Jersey vota l’istituzione delle nozze gay, osteggiate dal governatore Chris Christie (FOX), la Slovenia si accinge a concedere diritto di adozione alle coppie omosessuali: il provvedimento sarà oggetto di un referendum il prossimo 25 marzo (ANSA).
3)Non c’è ragione di vivere nella paura essendo gay“: a dirlo è Matt Cecchin, arbitro di rugby australiano che lo scorso anno ha arbitrato la finale della Coppa dei campioni continentale. Cecchin è stato il primo atleta del rugby australiano a fare coming out, fin dal 1995 (The telegraph).
4) I Valdesi scendono in campo per i diritti umani e contro l’omofobia, in occasione della loro festa che si celebrerà come ogni anno il 17 febbraio. L’appuntamento con la Bolla del silenzio in piazza san Babila a Milano alle 17.30 (Gionata).
5) San Valentino è stata l’occasione per mettere online alcuni filmati graziosi: oltre al cartone animato di Google Doodle, che si chiude con l’omaggio alla diversità (YouTube), segnaliamo il bel lavoro dell’Arcigay di Brescia con canzone di Jovanotti e militanti in veste di attori.

 

Michele
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