World Pride Madrid, un milione in corteo e tanto altro

manifestanti al World Pride Madrid 2017
Alcuni manifestanti ballano al Pride di Madrid nel 2016

Normal es un programa de mi lavadora

Questa notte è giunta alla fine l’edizione 2017 del World Pride Madrid che dal 23 di giugno ha inondato le strade e i principali luoghi di svago e di cultura della capitale spagnola: la parata svoltasi sabato sera ha visto riunito un milione di persone pronte a divertirsi e a manifestare per un futuro da costruire sulle solide fondamenta del rispetto delle diversità, della libertà e della tolleranza.

A sfilare un centinaio di associazioni provenienti da varie regioni del paese, dall’Europa e dal mondo che si sono succedute per sostenere le proprie battaglie che, in realtà, sono le lotte per cui dovremmo impegnarci tutti, persone LGBTIQA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, intersessuali, queer e asessuali) ed eterosessuali inclusi: dalle realtà a sostegno di migranti e rifugiati ai genitori arcobaleno, da Amnesty International ai gruppi femministi, dai rappresentanti delle forze dell’ordine agli attivisti e attiviste trans e bisessuali, una chilometrica onda arcobaleno avanzava da Atocha al Paseo del Prado, sino a Colón, lasciando al suo passaggio cariche di entusiasmo e allegria tra i visitatori.

World Pride Madrid 2017
Manifestanti ricordano i diritti LGBTQIA nel mondo

Ma “Pride” non significa soltanto sfilata del sabato. Sono stati tantissimi gli eventi collaterali che hanno animato la vita culturale e festaiola della città. Primo fra tutti il Summit che dal 26 al 28 giugno ha ospitato molte personalità importanti e temi fondamentali per la nostra comunità. Nella prima tavola rotonda, quella del lunedì, ci si è focalizzati su “Islam e sessualità”, con la partecipazione, tra gli altri, di Ludovic-Mohamed Zahed, imam e fondatore della prima moschea inclusiva a Parigi e di Tour du Monde des Enfants du SIDA (Giro del mondo dei bambini dell’AIDS), che ha più volte collaborato con Il Grande Colibrì. Altri temi della giornata sono stati l’asessualità, l’intersessualità, il bullismo e la prostituzione.

Durante i due giorni successivi si è dato anche ampio spazio al tema dei migranti e dei rifugiati LGBTQIA, adottando in varie occasioni una prospettiva non eurocentrica grazie all’apporto di personalità come quelle di Kasha Jacqueline Nabagesera (fondatrice e direttrice esecutiva dell’organizzazione Freedom and Roam Uganda), Yahia Zaidi (cofondatrice e membro direttivo del sudafricano MantiQitna Network), Najma Kousri (avvocata e coordinatrice della Commissione tunisina per i diritti sessuali). Insieme a loro Bisi Alimi dalla Nigeria [Il Grande Colibrì] e Michéle Ndoki dal Camerun.

World Pride Madrid 2017
Il World Pride davanti al Palacio de Comunicaciones

A rappresentare l’America Latina erano presenti, in altra data, Tamara Adrián (rappresentante della rete LGBTI in Venezuela), Gustavo Pecoraro (assessore parlamentare di Buenos Aires), Maurice Tomlinson (avvocato e analista politico giamaicano). Con loro anche Diane Rodríguez Zambrano (attivista trans, presidentessa della Federación Ecuatoriana de Organizaciones LGBT) e l’attivista messicano Lol Kin Castañeda. Sul fronte asiatico hanno dato il loro contributo martedì 27 Dana Zhang (attivista e membro di Lala China), Candy Yun (direttrice del Centro coreano di cultura e diritti delle minoranze sessuali). Dall’India gli scrittori e attivisti Sridhar Rangayan e Gopi Shankar Madurai.

Quasi in contemporanea con il congresso, molte istituzioni hanno promosso eventi ad hoc sulle tematiche sensibili alla comunità LGBTQIA. È il caso del Museo de América con l’interessantissima mostra “Trans: diversidad de identidades y roles de género” (Trans: diversità di identità e ruoli di genere), aperta ancora fino al 24 settembre.

World Pride Madrid 2017
Locandina e opere nella mostra sulla transessualità

La mostra offre un percorso storico-antropologico-artistico che, a partire dalle culture precolombiane dell’America centro-meridionale, ci porta a conosce l’India delle hijra e di Ardhanarishvara (divinità che riunisce in sé le identità di Shiva e Parvati; Il Grande Colibrì), il Giappone del teatro Kabuki e le figure europee di Catalina de Erauso (la monaca-alfiere) e di Charles Geneviève, cavaliere d’Eon. Una particolare attenzione è stata riservata alle Muxes di Oaxaca e alle divinità greco-latine.

Attraversando la città in direzione Fiere-Campo de las Naciones si giunge alle porte di Ifema, sede del Mulafest, dove è stata organizzata la mostra “Sexualidades: erotismo y diversidad en la collección visible” (Sessualità: erotismo e diversità nella collezione visibile) organizzata da Pablo Peinado che racchiude in una labirintica “caja roja”(scatola rossa), costruita per l’occasione, opere di Pablo Picasso, Tom of Finland, Duncan Grant, Rodrigo, David Trullo, David Hockney, Wilhelm von Gloeden, Nazario, Goh Mishima, Andy Warhol e molti altri. All’interno dello stesso spazio espositivo si sono svolte performance partecipative, laboratori, proiezione di cortometraggi e documentari.

World Pride Madrid 2017
Alcune delle opere esposte nella mostra Sexualidades

Lo stesso Peinado cura anche le esposizioni previste nella Casa de las Vacas del Parque del Retiro e nella Sala de exposiciónes Antonio Machado dal titolo, rispettivamente, di “Make America dystopian again” (Facciamo tornare distopica l’America) e “LGBTIfobia y derechos humanos” (LGBTIfobia e diritti umani”.

Oltre che luogo di cultura e orgoglio politico e identitario, il WorldPride è anche tradizione e divertimento, due ingredienti che a volte vanno a braccetto, come nel caso della ventennale Carrera de tacones (corsa con i tacchi) in Calle Pelayo, vinta quest’anno dal rugbista Ángel Torres, nonostante i 16 centimetri di Swarovski che indossava ai piedi. Qualche giorno prima, il 25 di giugno, si era svolta, a pochi passi da lì, in Plaza de Chueca, la simpaticissima sfilata dei cagnetti adottati dal titolo “Plumas y patitas” (Piume e zampette).

La Carrera de tacones e la sfilata Plumas y patitas

Sono stati moltissimi anche gli avvenimenti musicali che, collocati in varie piazze o in locali pubblici, hanno reso esplosive queste notti estive: dal concerto di La Prohibida in Plaza de España a quello di Fangoria, da Conchita Wurst a Carlinhos Brown e Ana Torroja, ex vocalist dei Mecano, che hanno avuto il compito di chiudere questo fantastico sogno a occhi aperti al grido di: “¡Viva la Vida!”

Prossimo appuntamento con il WorldPride a New York nel 2019.

 

Massi
©2017 Il Grande Colibrì

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