Gentili esponenti del governo giallo-ve…, ah no, giallo-rosso (mi confondo ancora),
ora che sembrate meno di destra e più centrali all’occhio guercio, a tratti anche sinistri, potete considerare di arricchire il nuovo decreto sui rimpatri attraverso l’applicazione di un protocollo innovativo e astuto in materia di integrazione che nemmeno gli Stati Uniti di Donald Trump si sognerebbero: per evitare di ritrovarvi il mondo contro quando dovrete sbolognare i richiedenti asilo LGBTuttu (o come preferite finemente affermare: “rimpatriarli”), in quanto autentico rifugiato gay mi sento di consigliarvi, anche se non richiesto, un Trattamento da Richiedenti Asilo e Rifugiati LGBTQIA (TRAR-blabla) come se fossero a casa loro.
Il TRAR-blabla consiste nell’attuazione dei trattamenti ordinari applicati nei loro paesi di provenienza. Ecco qualche esempio.
(1) Agli algerini che si dichiarano gay, fategli il test anale, tre volte e a sorpresa. Ciò vi permetterà non solo di accertarvi che abbiano anch’essi l’ano, ma anche di aiutarli a superare lo shock culturale prodotto dall’enorme differenza nel rispetto dei diritti umani in Europa.
(2) Per quanto riguarda gli uomini ghanesi che si dichiarano gay o bi, dovrete intervistarli a coppie, osservarli durante l’amplesso e il coito. Potrete perfino filmarli (ovviamente!), perché è risaputo che sono irrefrenabili quando si tratta di accoppiamenti. Se si rifiutassero, allora sono finti e soggetti alla sbolognatura immediata.
(3) Tutte le persone ucraine vanno rimpatriate. Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti. Amen.
(4) Accertatevi che le donne dichiaratesi lesbiche abbiano subito almeno uno stupro collettivo. In caso fosse impossibile constatarlo, fatelo fare ai commissari esaminatori.
(5) La Macedonia del Nord è un luogo fittizio creato da Jack Kirby, pertanto gli LGBT provenienti da questo luogo dovranno recarsi alle commissioni della seconda stella a destra poi dritto fino al mattino.
(6) Le donne trans/trav/hijra/terzogenere (o come preferite chiamarle, tanto chi capisce la differenza fra un termine e l’altro?) provenienti dal Marocco, qualora avessero l’organo riproduttivo maschile dovrebbero quantomeno spiegare perché, venendo da un paese leader nella chirurgia estetica a basso costo, non abbiano “transessualizzato” completamente prima di venire a consumare le riserve di farmaci salvavita delle trans italiane. Se la causa è la povertà, questo non può essere considerato un elemento sufficiente e quindi qui finisce la pacchia e ognuna a casa sua.
(7) Gli asessuali sono persone che non possono provare il loro essere BITGLQ: non volendo fare sesso, possono starsene beatamente a casa loro, o in Libia, senza correre rischi.
(8) Alla luce dei fatti di quotidianità felice riportati nel documentario Allah Loves Equality, gli LGBT afghani e pakistani non necessitano più di attraversare continenti per raggiungere la nostra (più vostra) penisola. Ciò determina il loro inevitabile e tempestivo rimpatrio nel paese islamico gay-friendly.
Se interessati, noi de Il Grande Colibrì possiamo darvi una mano a stilare i TRAR-blabla fornendovi tutti gli elementi indispensabili e necessari su come vengono trattate le persone LGBTQIA in diversi paesi non occidentali. Lo facciamo già con dedizione e passione. Se non possiamo aiutarli a casa loro, trattiamoli bene come se fossero a casa loro (prima di espellerli in tre tre quattro).
Lyas Laamari
©2019 Il Grande Colibrì
foto: Il Grande Colibrì
Il testo e l’immagine hanno natura satirica.



Non ci sono porti sicuri quando nel determinato paese non ci sono i diritti civili , non conosco bene tutti i paesi elencati , ma sicuramente la maggioranza di questi non li hanno .