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Dov’è la misericordia?” ha chiesto Noor Hesham Selim sul suo profilo Instagram, sconcertato per la quantità di commenti ostili e offensivi che hanno riempito i social network egiziani contro Sarah Hegazi, l’attivista lesbica e comunista che si è suicidata in Canada. Di misericordia avevano scritto anche la volontaria di Il Grande Colibrì Rosanna Maryam Sirignano e Mattia Giampaolo, di fronte a molti giudizi spietati da parte di persone musulmane in Italia. Ma mentre l’articolo di Sirignano e Giampaolo ha suscitato un vivace dibattito nella comunità islamica italiana, il post di Selim, che ha raggiunto da poco grande notorietà perché è il figlio transgender del famoso attore Hesham Selim, potrebbe avere pesanti conseguenze.

Due avvocati egiziani, infatti, hanno deciso di denunciare il ragazzo accusandolo di promuovere l’omosessualità nel paese africano, minando i valori nazionali e le credenze religiose locali. Uno dei due legali, Ayman Mahfouz, già protagonista di altre denunce sensazionalistiche contro serie TV “immorali” e parlamentari non allineati al regime, ha spiegato alla Reuters che “si tratta di una cospirazione contro l’Egitto per farci rinunciare alla nostra cultura e moralità e permettere all’omosessualità di diffondersi tra i giovani“. Queste accuse grottesche di due avvocati che evidentemente vogliono esibirsi come i migliori leccapiedi della dittatura, rivelano quanto l’omofobia abbia valore nell’Egitto governato da Abd Al-Fattah Al-Sisi.

Eppure persino nello spargere odio bisogna saper calibrare bene il messaggio. Secondo Reda Eldanoubki, attivista del Markaz al-Mar’at li-l-‘Irshad wa-l-Taweiat al-Qanunia (Centro femminile per la consulenza legale e la sensibilizzazione), il senso di pietà e di compassione per Sarah Hegazi da un lato e la “mancanza di tolleranza e accettazione” dall’altro potrebbero scuotere la società egiziana e farle prendere coscienza delle ingiustizie subite dalla comunità LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali). I due avvocati hanno lanciato un boomerang che colpirà l’omofobia?

Pier Cesare Notaro
©2020 Il Grande Colibrì
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