Gay in manette in Egitto: arresto di massa ad Alessandria

omosessuali egiziani vivono di nascosto
I gay in Egitto sono costretti a vivere in clandestinità

Per l’Egitto il 2018 inizia come è finito il 2017: con l’arresto di nove presunti gay in spregio alla legge del paese che non vieta (per ora) i rapporti omosessuali. In questo caso l’arresto di massa è stato eseguito ad Alessandria dopo che la procura di Dekheila ha monitorato per mesi le “strane” frequentazioni di un appartamento dato in affitto da un agente immobiliare nel quartiere di Hanoville, che sarebbe stato usato per ospitare feste di gruppo e forse un giro di prostituzione: secondo Egypt Independent, i poliziotti si sarebbero finti clienti per superare la barriera di diffidenza e il muro di riservatezza che era stato costruito dagli organizzatori degli incontri, probabilmente proprio per cautelarsi dagli sguardi indiscreti delle forze dell’ordine.

Una lunga ondata di arresti

La solerzia dei poliziotti ha invece avuto la meglio, purtroppo. Anche in questo caso, come negli ultimi vent’anni e negli ultimi mesi in particolare, a essere contestata non sarà direttamente l’omosessualità ma la prostituzione, proibita da una legge del 1950, e la depravazione, che viene condannata dal 1961. A questo punto, la ventilata legge che dovrebbe istituire il reato di omosessualità [Il Grande Colibrì], avrebbe almeno il pregio dell’onestà.

L’ultima ondata di arresti, iniziata nello scorso settembre, sembra essere stata scatenata dall’esposizione a un concerto dei Mashrou’ Leila di una bandiera arcobaleno, anche in omaggio al fatto che il cantante della band libanese è apertamente omosessuale [Il Grande Colibrì]. Ma spesso le accuse di violare l’ordine naturale delle cose o di offendere la pubblica decenza nascondono altre ragioni per colpire nemici o avversari politici o per dimostrare ai benpensanti quanto si ha a cuore la moralità nel paese [Il Grande Colibrì]. E poi quest’anno in Egitto ci sono anche le elezioni…

Michele
©2018 Il Grande Colibrì

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