La borsa “da gay” che sta facendo impazzire il Senegal

Un popolare cantante senegalese gira un video in cui si presenta con una borsa di foggia piuttosto femminile e il paese impazzisce tra dibattiti, accuse e, purtroppo, linciaggi di chi ha incautamente imitato il proprio beniamino. Non fosse per quest’ultimo aspetto, verrebbe da derubricare il caso sotto la voce “molto rumore per nulla”. Ma partiamo dall’inizio. A fine dicembre il cantante Wally Ballago Seck per lanciare il suo ultimo singolo, “Stay”, realizza un video in cui, oltre ad esibire auto sportive dai colori improbabili e catene d’oro al collo con camicie sempre troppo aperte, un seguito di servitù in uniforme e una contrattazione commerciale con una famiglia povera per ottenere una moglie, si presenta con una borsa chiara poco “maschile”. Potrebbe essere semplicemente un elemento tra gli altri: una brutta borsa in una selva di elementi pacchiani, ma per il Senegal è l’inizio di uno scandalo.

LA POLEMICA: O LA BORSA O LA VIRILITA’!

Malgrado il cantante dica che la borsa è sua, non è da donna, l’ha acquistata lui stesso per portare dei documenti e si “giustifichi” – “Non sono omosessuale, non ci sono omosessuali nella mia famiglia. Sono sposato con la donna più bella del Senegal” [leral.net] – la polemica non smette di montare. Il rapper Simon Kouka ha infatti inciso la canzone “Sac Yi”, una polemica risposta per restituire al Senegal l’onore e la virilità perduti, in cui accusa Seck di aver lanciato questa moda per rendere effeminati gli uomini del paese [senepeople.com].

E mentre i media si chiedono se un uomo con una borsa da donna sia necessariamente omosessuale, con giudizi omofobici da parte di tutti, compreso il commerciante che vende le borse agli uomini ma che è infastidito che poi le usino [rfi.fr], la guida religiosa dei Servi dell’islam, Gora Seye, lancia un avvertimento: “La diminuzione della procreazione causata dalla diffusione dell’omosessualità porterà alla scomparsa della razza umana nel 2116” [rewmi.com], e questo perché lo stato non fa abbastanza per arginare questa piaga. Addirittura, secondo il collettivo “No all’omosessualità”, che raggruppa 17 associazioni di diverso orientamento, il ministro della giustizia Sidiki Kaba sosterrebbe l’omosessualità e per questo è stato invitato dai gruppi aderenti a dimettersi entro 4 settimane [leral.net].

LA VIOLENZA: LINCIAGGI E PESTAGGI

Oltre a questo tipo di manifestazioni, però, ci sono casi di veri e propri linciaggi e un gruppo giovanile ha costituito una cellula per lapidare chi indossa vestiti o accessori che vengono considerati dall’apparenza femminile: basta anche una maglietta a V – un refrain dell’intolleranza malese dello scorso anno [ilgrandecolibri.com] – o un paio di pantaloni troppo attillati per essere presi di mira dal gruppo, che individua anche i cattivi maestri tra i personaggi famosi, che siano cantanti come Seck o calciatori o personaggi televisivi [leral.net].

E dalla teoria alla pratica il passo è breve: in pieno giorno un giovane con una borsa “troppo femminile” nel centro di Dakar è stato avvicinato da due sconosciuti che gli hanno intimato di non mostrare quell’accessorio. Al suo rifiuto si è radunata una piccola folla che lo ha picchiato per diversi minuti, prima che intervenisse un sedicente poliziotto in borghese che lo ha salvato dalle mani dei suoi aguzzini [sen360.fr]. E, sempre a Dakar, un ragazzo con un abito vistosamente femminile è stato picchiato da un gruppo di cittadini, sotto gli occhi dei poliziotti che lo stavano controllando [dailymotion.com].

LA SPERANZA: “BASTA MARCE ANTI-GAY!”

Ma, malgrado le statistiche dicano che il 97% dei senegalesi considera ancora in modo negativo l’omosessualità e la legge punisca i rapporti tra persone dello stesso sesso con pene pecuniarie e detentive fino a cinque anni di carcere, sia la politica che le forze dell’ordine sembrano meno intolleranti che in passato. Intanto gli omofobi cominciano a trovare qualche ostacolo sulla loro via: nei giorni scorsi una marcia contro l’omosessualità è stata dispersa a Dakar perché non era autorizzata e i promotori della protesta sono stati arrestati dalla polizia [abcnews.go.com], mentre a Colobane, sempre nella capitale, i residenti hanno fatto annullare un’altra marcia di protesta, dicendosi stufi di queste manifestazioni che impediscono loro di vivere nel loro quartiere [senenews.com].

 

Michele
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