2 condanne per “sodomia” in un Marocco che cambia

all'ingresso della grande moschea di tangeri
All'ingresso della Grande Moschea di Tangeri

Un breve filmato a luci rosse circolato su Whatsapp ha fatto scattare l’operazione di polizia: gli agenti si sono preparati e quando hanno fatto irruzione nell’appartamento di Tangeri, la città più settentrionale del Marocco, sono riusciti a cogliere la coppia di uomini in pieno rapporto sessuale. Li hanno subito arrestati con l’accusa di avere rapporti omosessuali e di diffondere immagini pornografiche. In questi giorni il giudice ha condannato i due (un agente immobiliare e uno studente) a sei mesi di carcere e a una multa di mille dirham (circa 94 euro) [Le 360] in base all’articolo 489 del codice penale, che criminalizza “chiunque compia un atto impudico o contro natura con un individuo dello stesso sesso”.

Per lo stesso articolo ci sono state altre vicende giudiziarie che hanno fatto molto discutere alla fine del 2016: a ottobre sono stati arrestati due giovani a Casablanca [Il Grande Colibrì], a novembre è toccata la stessa sorte a un marocchino e uno spagnolo a Marrakech [Il Grande Colibrì], mentre a dicembre sono state fortunatamente assolte due ragazze minorenni finite sotto processo a causa di un bacio [Il Grande Colibrì].

Come ricorda un’inchiesta di Femmes du Maroc, “in Marocco essere omosessuali significa soprattutto vivere nascosti, mentire e recitare per evitare insulti, pettegolezzi, persecuzioni e arresti”. Aïda, una bisessuale di 39 anni, racconta: “Ogni volta che esco con la mia ragazza, non smetto di pensare alla legge e alle aggressioni. Ho paura di essere scoperta: non si sa mai come potrebbe reagire la gente. Rischiamo di essere picchiate o persino violentate. Sono cose che succedono spesso”. La repressione sessuale ha pesanti riflessi sulla salute psicologica di molte persone LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali): l’ansia e le angosce sono diffuse, c’è chi ha comportamenti autodistruttivi, chi si suicida.

Gli uomini gay spesso si sposano per evitare di dover dare giustificazioni sul proprio celibato alla famiglia, ai vicini, ai colleghi. Per le donne non cambia molto, come spiega Fatine, lesbica di 35 anni: “Io e la mia ragazza non potremo mai vivere una vera storia matura, come quella di una coppia eterosessuale. Sappiamo che alla fine un giorno ci sposeremo come molte altre, per poi divorziare dopo essere diventate madri. Forse a quel punto potremo sperare in un futuro insieme”. È quello che ha fatto Aïda: si è sposata, ha avuto un figlio e ha divorziato, solo dopo ha iniziato ad avere storie con altre donne.

Eppure anche in Marocco le cose stanno lentamente cambiando. Nelle grandi città ci sono bar, discoteche e hammam che, anche se non ufficialmente, si rivolgono soprattutto a una clientela LGBTQI. Da questi locali partono a volte iniziative particolarmente ingegnose: un caffè, per esempio, a distribuito ai frequentatori gay braccialetti identici, per permettergli di riconoscersi tra loro evitando imbarazzi o malintesi. Comunque il cambiamento maggiore viene dai siti e dalle app di incontro online, dove i ragazzi più giovani riescono a conoscersi facilmente e in relativa sicurezza, spesso mostrando senza ritrosie e in modo anche molto provocatorio la propria identità sessuale.

La maggiore apertura delle persone LGBTQI è al tempo stesso causa e conseguenza di un’opinione pubblica che, pian piano, sta diventando sempre meno favorevole alla criminalizzazione dell’omosessualità. Il dibattito è ormai aperto da tempo e la recente apertura del Majlis Al-‘Alimi Al-‘A’ala (Consiglio superiore degli ulama, cioè degli esperti in scienze religiose) sulla liceità dell’apostasia nell’islam fa sperare anche in altre aperture su altri temi, come quello della diversità affettiva e sessuale, come nota il diplomatico tunisino Farhat Othman su Contrepoints.

Come sempre, è difficile capire cosa ci riserverà il futuro, tra avvenimenti contraddittori, speranze e paure. Solo una cosa è certa: non possiamo arrenderci proprio adesso e dobbiamo più che mai fare pressioni per il cambiamento. Perché altri due uomini sono stati condannati ingiustamente a causa del loro orientamento sessuale. E perché queste condanne possono finire davvero negli archivi della storia. Il Marocco sta cambiando: diamogli una mano.

 

Pier
©Il Grande Colibrì

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