#NoteDagliIslam. Gaza e Yemen, la rovina è militare

Le notizie di questa settimana:
Gaza – Soldati israeliani: “Sparavamo a caso”
Arabia Saudita – I rischi della guerra yemenita
Terrorismo – Da dove arrivano le armi dell’IS?
Donne – Una “primavera araba” sotterranea?
Salute – Un progetto anti-HIV nei paesi arabi

Gaza – Soldati israeliani: “Sparavamo a caso”. Gravi accuse contro l’operazione militare israeliana a Gaza nelle testimonianze dei soldati raccolte dall’ONG “Breaking the silence” (Rompere il silenzio).

Il quadro più inquietante che emerge da queste testimonianze mostra politiche sistematiche dettate alle Forze di difesa israeliane (IDF) di tutti i gradi e in tutte le zone. Il principio militare del “minimo rischio per le nostre forze, anche a costo di colpire civili innocenti“, insieme agli sforzi per scoraggiare e intimidire i palestinesi, ha prodotto danni enormi e senza precedenti per la popolazione e per le infrastrutture civili della Striscia di Gaza. Forse i decisori politici avevano previsto questi risultati prima dell’operazione, ma di sicuro ne erano a conoscenza durante. [breakingthesilence.org.il]

Arabia Saudita – I rischi della guerra yemenita. Sono forti le critiche all’operazione militare in Yemen dell’Arabia Saudita guidata da un re Sudayri, che perde alleati, ma è sempre più vicino alla Francia.

L’ala Sudayri della famiglia reale saudita ha fortemente consolidato il suo potere. I Sudayri hanno spesso favorito una politica estera pro-americana e anti-iraniana con un’aggressività ben superiore agli standard sauditi, che ha rischiato di spingere il regno in scontri che gli USA giudicavano inutili, se non pericolosi. Re Abdullah [morto a gennaio e sostituto da un Sudayri; NdR] aveva evitato con fermezza (e intelligenza) di essere coinvolto direttamente nelle guerre civili ai confini del regno. Ora i sauditi affermano di essere intervenuti in Yemen a malincuore, ma non è affatto vero. [brookings.edu]

1) L’operazione ha dimostrato il peso degli houthi (e quindi dell’Iran) sulla scena yemenita. L’Arabia Saudita non è riuscita a impedire l’installazione di un “Hezbollah bis” sul suo confine meridionale. 2) Questa guerra ha provocato una frattura tra i sauditi ed i loro alleati. 3) Ci sarebbero stati contatti dietro le quinte tra i Fratelli musulmani yemeniti e Riyad: i sauditi hanno cambiato atteggiamento verso i Fratelli musulmani della regione? 4) La guerra non ha portato ad una soluzione politica né ha ridefinito le regole del gioco: la situazione resta propizia a nuove guerre per procura. [altagreer.com]

Il presidente socialista, ardente difensore del matrimonio per tutti e della laicità, è ricevuto in pompa magna in Arabia Saudita, monarchia più autoritaria e rigorista del mondo sunnita: la Francia ha saputo sfruttare i diversi sconvolgimenti regionali e le tensioni tra americani e sauditi per posizionarsi come alleato di primo piano dei sauditi. Ma dal punto di vista della realpolitik, sostenere i sauditi nella loro rivalità con l’Iran, mentre la regione è attraversata da una moltitudine di crisi che rischiano di ridisegnare la mappa del Medio Oriente, è una sfida estremamente rischiosa. [lorientlejour.com]

Terrorismo – Da dove arrivano le armi dell’IS? Il gruppo terroristico Stato Islamico compra le armi da mercati diversi, anche molto lontani; e a queste armi bisogna aggiungere quelle che ruba ai nemici.

I dati mostrano che Stato islamico, come molte forze irregolari prima di lui, si approvvigiona da fonti diverse, lontane e su grande scala. L’inventario di Stato islamico sembra l’elenco dei paesi che esportano armi: cartucce da Russia e Stati Uniti; fucili dal Belgio e da una serie di stati dell’ex blocco orientale; missili anticarro di MBDA, multinazionale con uffici in Europa occidentale e USA. Gli investigatori hanno trovato munizioni sudanesi, russe, cinesi e iraniane prodotte tra il 2012 e il 2014, a dimostrazione che l’organizzazione è ben lungi dall’essere logisticamente isolata [nytimes.com]

Donne – Una “primavera araba” sotterranea? Arabianbusiness.com pubblica la classifica dei 100 giovani arabi più influenti: tra loro, 40 sono donne. Dietro lo stereotipo, le donne arabe conquistano il potere.

E’ in atto una tranquilla rivoluzione sociale in cui le donne, stanche di aspettare il riconoscimento dei diritti, hanno preso in mano le loro battaglie – un fenomeno che chiamo “sorellanza sotterranea”. Ma non sono solo le donne a sostenere le donne nella ricerca di successo e uguaglianza: lo fanno anche molti padri e fratelli. La violenza, soprattutto contro le donne, dei regimi e dei jihadisti non è il gesto del forte che flette i muscoli, ma del debole che attacca in preda al panico, mentre le sue ideologie fallimentari e i suoi esperimenti politici falliscono la prova della realtà. [aljazeera.com]

Salute – Un progetto anti-HIV nei paesi arabi. M-Coalition riunisce attivisti che in Medio oriente e Africa settentrionale combattono la diffusione dell’HIV tra gli uomini che fanno sesso con altri uomini.

La vulnerabilità all’HIV è collegata all’esperienza psico-sociale dell’individuo e le norme legali e sociali influenzano l’accesso che una persona può avere alle informazioni, ai servizi sanitari e di assistenza generale, influenzano la capacità di un individuo a prendersi cura di sé. Essere in una regione dove i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso possono essere puniti dalla legge è un ostacolo molto rilevante, tuttavia, concentrandoci sull’HIV e sul diritto alla salute, otteniamo margini più larghi per fare attivismo o azione di lobby sugli organismi ufficiali. [ilgrandecolibri.com]

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